“Officina del Gusto” a Reggio Calabria

“Officina del Gusto” a Reggio Calabria

“Officina del Gusto” a Reggio Calabria

Incontri di vini dal Piemonte alla Sicilia

Con l’evento “UVA Talk Summer Edition”, lo sposalizio a tavola ha visto oltre ai piatti prelibati anche il trionfo di vini calabresi e piemontesi, nel nome del dialogo

Nella recente cena a Reggio Calabria al ristorante Officina del Gusto dello Chef Patron Fortunato Aricò in occasione dell’ultimo appuntamento stagionale con “UVA Talk Summer Edition”, i sapori del nostro Paese si sono incontrati a tavola, con piatti e preparazioni che sono andati dal Piemonte alla Calabria alla Sicilia.

 Una vera festa della convivialità e del dialogo con tante espressioni gastronomiche e culturali regionali.

Anzi, enogastronomiche, dato che l’incontro tra i diversi sapori, profumi e colori ha riguardato anche gli abbinamenti al calice.

Le bollicine di Ippolito come aperitivo
Le bollicine di Ippolito come aperitivo

Eh sì, poiché grandi protagonisti dell’evento di qualche sera fa sono state anche alcune cantine che hanno raccontato le proprie produzioni ed etichette.

Così, mentre lo Chef Aricò era impegnato in cucina con gli amici e colleghi di altrettanto prestigio, Pasquale Palermo, Chef di Villa Le Ginestre a Villa San Giovanni (RC), Antonio Di Leo, Chef di Ca’ del Profeta Restaurant & Relais, nel Monferrato, Emanuele Anastasi, Chef del ristorante I Cedri di Villa Pattono a Costigliole d’Asti, e il Maestro pasticcere siciliano Santo Li Calzi, in sala, ad ogni portata, giungeva un nuovo calice di storia e di emozioni.

Calici che avevano già aperto la serata con l’aperitivo servito all’Enoteca UVA, sempre dello Chef Aricò e situata dinanzi al suo ristorante.

È stata la Cantina Ippolito 1845, con le sue bollicine calabresi Rivadiva, Blanc de Blancs, da Greco Bianco e Pecorello, a inaugurare l’evento, accompagnando i finger food degli Chef.

Gli Chef protagonisti di UVA Talk
Gli Chef protagonisti di UVA Talk

Un omaggio alla tradizione spumantistica calabrese, che anche su questo fronte riesce a esprimere il proprio carattere e la propria personalità, tra forza ed eleganza.

Lo ha dimostrato questa etichetta, prodotta dalla più antica realtà vitivinicola della Calabria, nel cuore di Cirò Marina.

Gli assaggiatori di vino Claudia Romeo e Andrea Calvarano, assieme ad alcuni dei produttori e rappresentanti intervenuti hanno presentato i calici della serata.

Una volta accomodati a tavola, ecco giungere le portate e i relativi abbinamenti, iniziando il dialogo enogastronomico tra i diversi territori.

I vini che uniscono l'Italia
I vini che uniscono l’Italia

Al Macco di fave e triglia dello Chef Pasquale Palermo è stato abbinato il rosato Granàtu, di Casa Comerci, IGP, ottenuto in purezza da Magliocco Canino.

Un vitigno storico del territorio calabrese, troppo spesso utilizzato per i tagli con il noto Gaglioppo, ma che grazie a questa cantina riesce invece a esprimere una nuova eleganza e freschezza, in piena autonomia.

Al Riso carnaroli di Sibari con caciocavallo podolico, peperone crusco e colatura di alici, dello Chef Patron, invece, con richiami evidenti alla famosa bagna cauda piemontese, è stata unita la nobiltà di quello che è considerato il “Barolo dei bianchi”, il Timorasso Derthona 2024 di Borgogno, prodotto a Barolo, nel Cuneese.

Il Risone con acqua di pomodoro, cozze e finocchietto, dello Chef Antonio Di Leo, è stato poi il secondo “primo piatto” proposto, con un altro ottimo abbinamento.

Gli abbinamenti della serata
Gli abbinamenti della serata

Il sorprendente Zibibbo Lupa di Mare di Tenuta Regina di Sant’Angelo, diverso certamente dal più noto “fratello” enoico siciliano, con richiami a tratti addirittura poetici, non solo per il rimando del suo nome alle leggende di mare, ma proprio per una eleganza tutta intrinseca che emerge al calice, ad ogni sorso.

Probabilmente l’abbinamento più semplice come scelta, infine, ma anche tra i più armoniosi, è stato quello tra la ricetta dello Chef Emanuele Anastasi, Fassona piemontese, midollo e ‘nduja, con il Barolo 2022 di Borgogno.

Barolo di Borgogno
Barolo di Borgogno

Uno sposalizio impeccabile, con il Barolo servito ad una temperatura più bassa e alquanto gradevole, come richiedeva il clima della serata.

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Antonio Iacona è nato nel 1974 a Catania. Poeta, scrittore, giornalista, dopo il Liceo Classico si laurea in Lettere Moderne, con una tesi su Gabriele d’Annunzio. Ha esordito nella letteratura nel 1999 con il romanzo Nonostante il silenzio (Ed. Playwork), cui sono seguiti le raccolte di poesie A metà del cielo (Ed. Playwork) e Tra valli e vandee (Aletti Editore), i romanzi Santa Cruz (Ed. i-work) e La Sposa Nera (Ed. Miele), il saggio letterario La Poesia al Potere. Cultura e produzione letteraria nella Fiume dannunziana (Ass. “Gabriele d’Annunzio”) e l’opera teatrale Lugdunum. Nel 2024 ha pubblicato un nuovo volume di poesie, Approcci e approdi. Appunti di vini, di viaggi, di stagioni e di poesie (Il Convivio Editore). Fondatore e presidente dell’Associazione Culturale “Gabriele d’Annunzio”, è fondatore del Premio Letterario “Tito Mascali” e del Premio Giornalistico “Raccontare Catania”. È sommelier e assaggiatore di olio, ha conseguito il Diploma FISAR e l’Attestato ONAV, e da oltre un decennio si occupa di giornalismo enogastronomico, collabora con prestigiose riviste nazionali di settore ed è presentatore di eventi legati all’agroalimentare. È coordinatore editoriale della rivista “Il Cuoco”, magazine ufficiale della Federazione Italiana Cuochi, di cui Iacona è “voce narrante” e presentatore in tutti gli eventi nazionali. Cura gli uffici stampa di prestigiose cantine siciliane, ha tenuto corsi di comunicazione e giornalismo nelle scuole e, di recente, su invito dell’Università degli Studi di Catania, ha tenuto un seminario sul turismo enogastronomico.
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