Ortofrutta e Proteine: il consumatore è pronto, l’offerta meno
Il consumo di prodotti proteici non è più una tendenza passeggera ma una realtà consolidata nelle abitudini degli italiani. Tuttavia, come emerge dalla ricerca condotta da Agroter per L’Insalata dell’Orto, il reparto ortofrutta fatica ancora a fornire una risposta chiara e organizzata a questa domanda crescente.
Un consumo strutturato tra Lazio e Lombardia
Lo studio, presentato a Macfrut 2026, evidenzia come l’attenzione verso le proteine sia diventata parte integrante della quotidianità. Nel Lazio, ben il 63% dei consumatori si dichiara interessato a questa categoria, mentre in Lombardia la quota scende leggermente attestandosi al 54%.
Non si tratta solo di interesse teorico, ma di acquisti ricorrenti: nel Lazio il 65% dei responsabili acquisti mette nel carrello prodotti proteici almeno una volta a settimana, una pratica seguita dal 57% dei consumatori lombardi. Questa attenzione si riflette direttamente sulle aspettative verso il reparto ortofrutta: oltre la metà degli intervistati (55%) ritiene che sarebbe estremamente interessante trovare un’offerta proteica rilevante proprio tra i banchi di frutta e verdura, a patto che questa mantenga intatti i valori di freschezza e naturalità.
Le motivazioni del consumatore e le barriere all’acquisto
Il consumatore moderno non cerca più semplici ingredienti, ma soluzioni alimentari complete. Le proteine vengono scelte principalmente per sostenere l’attività fisica (motivo indicato dal 48% del campione), per mantenere un’alimentazione equilibrata (38%) o per la praticità che offrono durante i pasti e gli spuntini veloci (31%).
Nonostante questa spinta, l’offerta attuale appare ancora poco leggibile. Fino al 34% dei consumatori ammette di non aver mai notato prodotti con comunicazione proteica nel reparto ortofrutta, identificando tale caratteristica quasi esclusivamente in categorie tradizionali come legumi e frutta secca. A frenare l’acquisto intervengono poi fattori economici e di percezione: il 52% degli intervistati indica il prezzo come barriera principale, mentre il 32% teme un eccessivo livello di “artificialità” del prodotto.
La sfida per il futuro: dall’ingrediente alla soluzione pasto
Secondo Sara Menin, direttore marketing e comunicazione de L’Insalata dell’Orto, la ricerca dimostra che il consumatore è già un passo avanti rispetto all’industria. Per il reparto ortofrutta si apre l’opportunità di evolvere da semplice luogo di acquisto di materie prime a spazio capace di offrire piatti pronti e bilanciati.
In questa direzione si muove la linea MisSalad High Protein 100% vegetale, progettata per rendere il beneficio proteico immediato e accessibile attraverso ricette familiari: dal minestrone di verdure al gusto rosmarino alla peperonata Cornelio, fino agli spaghetti di verdure e alla zucca a cubetti. L’obiettivo finale è semplificare la quotidianità delle persone senza rinunciare ai valori cardine della categoria: freschezza, semplicità e naturalità.



