Palazzo Presta accende l’estate gallipolina

Palazzo Presta accende l'estate gallipolina

Palazzo Presta accende l’estate gallipolina

Se la primavera gallipolina sa accendere la speranza di chi, dopo un lungo inverno, guarda all’estate nella prospettiva di rinascita, è proprio la bella stagione a raccontarne al meglio l’essenza.

La città jonica si accende della sua luce sfavillante, con il brulicare di turisti tra i vicoletti che s’intrecciano solcando i profili di palazzi e cortili che trasudano storia.

Luoghi magici, che sanno trasmettere un profondo senso di pace e riconciliare con l’anima e lo spirito. A Palazzo Presta, tutto ciò avviene con classe.

Un contenitore di cultura, design e ospitalità che continua ad evolversi senza tradire la propria identità, trasformando ogni esperienza in un viaggio tra passato e presente.

La nuova proposta gastronomica, espressione del menù estivo, nel solco e nel segno di una stagionalità ampiamente consolidata dall’opera dello chef Vincenzo Stifani, da sei anni alla guida della brigata, conferma questa filosofia.

La cucina guarda al mare, ma lo fa con uno sguardo contemporaneo, senza rinunciare all’autenticità tipica del Salento, in un dialogo continuo tra materia prima e tecnica, innovazione e approccio tradizionale.

L’inizio del percorso è affidato ai crudi, vero manifesto della qualità del pescato.

Il carpaccio di ricciola con estratto d’arancia e polvere di foglie di fico, il carpaccio di gambero viola con passion fruit e ciliegia e il crudo di seppia con melograno e mandorle amare raccontano una cucina fatta di pochi ingredienti, tutti pensati per valorizzare il protagonista assoluto del piatto.

Accanto alle proposte più immediate trovano spazio piatti che giocano sull’equilibrio tra comfort food e creatività: il polpo tonnato, le polpette di polpo, lo spiedino di cozze in tempura con salsa aioli e pepe nero o i gamberi cotti a bassa temperatura tra salsa cocktail e catalana dimostrano una ricerca mai fine a se stessa.

I primi rappresentano probabilmente il momento più interessante del percorso. La Linguina L&C, impreziosita dal burro salato d’Isigny, dal battuto di friggitelli, dalla colatura di alici di Cetara e dal crudo di gambero viola, è un piatto che mette insieme eleganza e intensità.

La fregola risottata con fumetto ristretto di pesci di scoglio concentra il gusto del mare in una preparazione raffinata, mentre la Mezza Manica Affumicata, con burro acido alle alici del Cantabrico, spuma di anemoni e kaffir lime fermentato, rappresenta la volontà della cucina di esplorare nuovi equilibri gustativi.

Tra i secondi emerge una proposta che continua a privilegiare il pescato.

Il calamaro glassato ripieno di ricotta di bufala e gambero rosa marinato al lime e gin racconta una cucina di tecnica e precisione, mentre le capesante con crema di carote al miso, aria di zenzero e yuzu confermano l’apertura verso suggestioni internazionali sempre ben integrate con il prodotto.

Completano la selezione il gamberone al sale e il trancio di tonno scottato con cipolla caramellata e maionese di basilico e limone.

Accanto alla cucina trova spazio una proposta di pizzeria contemporanea che non rinuncia alla personalità. Dalla Margherita alle pizze più elaborate, come la Gallipoli con alici, nero di seppia e salsa aioli, la Mediterranea con crema di zucchine e capocollo croccante, fino alla ricercata Iberica con prosciutto iberico 100% Bellota, ogni impasto diventa il supporto per ingredienti accuratamente selezionati.

Il percorso si conclude con dessert capaci di mantenere lo stesso filo conduttore della cucina. La tartelletta d’avena con crema di mustacciolo bianco antico e meringa flambé, il tiramisù della casa e la pavlova completano un’esperienza costruita con attenzione ai dettagli.

Di livello anche la proposta beverage, che si può sperimentare anche in occasione del “rituale” aperitivo in terrazza Presta, il roof della struttura gallipolina dove sorseggiare un drink guardando il sole che tramonta sullo Jonio all’orizzonte.

I cocktail signature, dal Koyasan al Time is Love fino al Casablanca, mostrano una mixology moderna e ben calibrata. Anche la carta dei vini, rappresenta uno dei punti di forza del locale.

Ampio spazio ai produttori pugliesi, ma anche una selezione che attraversa le principali regioni italiane, la Borgogna, l’Alsazia, la Loira e lo Champagne, con etichette che spaziano da piccoli vignaioli fino ai grandi nomi dell’enologia internazionale

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Classe 1996, mi formo tra numeri e parole: Economia dopo la maturità classica, e oggi sono dottore commercialista e giornalista freelance: mi occupo non solo di food ma anche di cronaca e politica. Mi definisco un cittadino del Sud, un universo sconfinato che provo a conoscere giorno dopo giorno. Ho radici partenopee e salernitane, vivo la Puglia, conosco e frequento regolarmente la Basilicata e la Calabria. La mia prospettiva osservazionale è quella del territorio e delle sue peculiarità. Mi piace assaporare la magia di quel crogiolo di produzioni, identità e atmosfere tutte da gustare, lungo quel fil rouge ideale che va da Capo Miseno a Santa Maria di Leuca. Apprezzo un locale non solo per i piatti, ma anche per la storia che ha alle spalle.
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