Palazzo Resistenza il nuovo regno di  Gaetano Paolella 

Palazzo Resistenza il nuovo regno di  Gaetano Paolella

La resistenza di Gaetano Paolella è grande quanto un palazzo.
E Palazzo Resistenza si chiama, non a caso, il nuovo locale del pizzaiolo acerrano nella sua città, Acerra, terra di pizza, carattere e memoria.

Il nome non è un semplice esercizio di stile.

Palazzo Resistenza richiama una pagina identitaria della città e il legame con gli acerrani che, negli stessi giorni delle Quattro Giornate di Napoli, si opposero agli occupanti nazisti.

Un riferimento forte, che restituisce al progetto un significato più ampio: non soltanto aprire un nuovo indirizzo gastronomico, ma dare nuova vita a un luogo e radicarlo nella storia del territorio.

La nuova realtà sorge a pochi passi dalla precedente pizzeria e dall’attivissima sede dedicata all’asporto.

È ospitata in un elegante palazzotto ottocentesco, con un grande portone che introduce a spazi pensati per accogliere, sorprendere e far sentire l’ospite dentro un progetto preciso.

Al piano terra trova posto una pizzeria elegante, luminosa e contemporanea.

Alle sue spalle si apre un ampio giardino, con un giardino d’inverno che ne prolunga la fruibilità nelle diverse stagioni.

Al centro dello spazio interno svetta un olivo plurisecolare: non soltanto un elemento scenografico, ma una traccia viva, preesistente a tutto, quasi il simbolo della continuità tra passato e presente.

Al piano superiore prende forma il Ristorante Palazzo Resistenza.

Il reparto cucina è già operativo, anche se il ristorante aprirà pienamente da dicembre.

Le prime indiscrezioni raccontano una proposta legata alla cucina tradizionale, riletta con cura, precisione e attenzione alla presentazione.

Nessuna rivoluzione costruita per stupire a tutti i costi: piuttosto la volontà di lavorare su piatti riconoscibili, materia prima e identità.

Nel frattempo, la pizzeria continua a essere il cuore pulsante del progetto Paolella.

A guidare la squadra è il fratello Emanuele, mentre i due forni lavorano senza sosta per servire le pizze che hanno reso il nome di Gaetano uno dei riferimenti della Campania.

Le cotture sono attente, mai aggressive.

Gli impasti puntano sulla leggerezza e sulla digeribilità, senza inseguire le esasperazioni che talvolta trasformano la pizza in una gara di definizioni.

Le farciture, invece, seguono il percorso di ricerca e aggiornamento che Gaetano ed Emanuele propongono periodicamente a una clientela ormai vastissima.

Palazzo Resistenza non nasce dal desiderio di abbandonare ciò che ha funzionato.

Nasce, semmai, dalla voglia di ampliare una storia.

La pizzeria da sola può contare oggi su circa 250 coperti, numeri importanti che raccontano una popolarità costruita nel tempo, servizio dopo servizio, pizza dopo pizza.

Resistendo alle mode e alle “sirene” di un successo che sta solo nei numeri.

Gaetano Paolella ha un carattere diretto, verace, poco disposto alle mediazioni inutili.

Non è un uomo che ama girare intorno alle cose e probabilmente è anche questo ad aver contribuito a renderlo riconoscibile.

Può non piacere a tutti, ma piace a molti: a quelli che fanno la fila, a quelli che affollano le sale e a quelli che scelgono Acerra per mangiare la sua pizza.

Durante una visita, tra una chiacchiera sui progetti e un’occhiata ai nuovi spazi, il tempo per parlare si è accorciato rapidamente.

Era un mercoledì, poco dopo le 12.30, e una sala sottostante si era già riempita con circa ottanta persone.

Questo è il successo: non il racconto astratto, ma un locale pieno anche nel giorno e nell’orario in cui nessuno se lo aspetterebbe.

Al centro del locale, prima ancora dell’olivo, c’è la statua di un grande gorilla. Una scimmia, verrebbe da dire. Ma qui la scimmia non fa finta di niente: vede, sente e soprattutto parla.

Palazzo Resistenza è appena all’inizio. Per il ristorante, l’appuntamento è alla preapertura.

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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