Palizzi, brezza di mare e storia tra le vigne della Cantina Nesci

I vini degustati

Palizzi, brezza di mare e storia tra le vigne della Cantina Nesci

La nostra visita nell’azienda calabrese che da cinque generazioni coltiva con amore e dedizione un territorio straordinario, poetico e affascinante

Quella data, 1898, scolpita nella pietra della cantina, non testimonia soltanto un dato anagrafico, un anno di fondazione, una ricorrenza. È innanzitutto la nascita di un’idea, che da allora persevera sul territorio calabrese, con amore e pazienza, dedizione e perseveranza, costanza e sperimentazione. È la nascita dell’idea di Cantina Nesci, a Palizzi, in quel territorio reggino piacevolmente compreso tra le spiagge dorate del Mare Jonio e le sporgenti colline meridionali. Radici profonde che affondano in una terra generosa e che oggi testimoniano l’amore dell’azienda familiare per le proprie uve e per il bergamotto, per i propri vigneti e per la produzione di biodiversità, compresi uliveti e mandorleti. Un totale di 9 ettari, dove si coltivano, tra gli altri, 5 varietà di vitigni, di cui 3 internazionali: Merlot, Sirah, Cabernet Sauvignon, cui si aggiungono le 2 autoctone Calabrese Nero e Nocera.

“Reggio Calabria Street Food Fest”

La visita della cantina e la degustazione dei suoi vini sono state inserite nell’intenso programma del press tour di “Reggio Calabria Street Food Fest”, 2^ edizione, andato in scena nei giorni scorsi nella città mediterranea, disvelando alcune meraviglie della Calabria. Meraviglie, ovviamente, paesaggistiche, turistiche ma anche agroalimentari e vitivinicole, proprio come Cantina Nesci.

La famiglia Nesci

Alberta Nesci
Alberta Nesci

Ad accoglierci, Alberta Nesci, responsabile della direzione tecnica e commerciale, erede e continuatrice con i suoi fratelli dell’idea che fu dei suoi nonni, e prima ancora di quegli avi provenienti da Messina già nel XVII secolo, che poi si trasferirono appunto in Calabria. Oggi, la sua voce è quella di cinque generazioni che hanno dato vita e rafforzato la solida identità di Nesci. Sarà soprattutto con Francesco Saverio Nesci, docente universitario e imprenditore agricolo, padre di Alberta, che questa famiglia imprenditoriale darà una svolta decisiva negli ultimi anni alla cantina, trasformandola in un’azienda moderna e al passo coi tempi, rinnovando il vecchio palmento del 1898 e trasformandolo in uno stabilimento efficiente, inaugurato una decina d’anni fa. Un rinnovamento che oggi fa parte di quella “rivoluzione gentile” che sta caratterizzando la rinascita vitivinicola calabrese.

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Le etichette

Unita al racconto fatto nel vecchio catoio del 1896, è giunta l’attesa degustazione di alcune delle etichette Nesci. Tra le produzioni degustate, ci ha colpito particolarmente Olimpia, IGT Calabria, 2024, vitigno Pecorello 100%. Un vino armonioso, deciso ed elegante al contempo, prodotto in purezza da uve Pecorello che danno il meglio di sé accarezzate dalla brezza marina e baciate dal sole calabrese. Nasce da terreni sabbiosi, da viti giovani (5 anni), e si è presentato a noi con un giallo dorato già piuttosto intenso per essere un vino giovane, con riflessi altrettanto eleganti. Il calice è stato avvolto subito da sentori mediterranei ed esotici, da note agrumate, riportando la mente a quei pomeriggi assolati delle calde regioni del Sud, quando si attende paziente il tramonto in solitudine o in compagnia di conversazioni sussurrate. In bocca, spicca subito l’armoniosa sapidità, unita ad una equilibrata acidità.

Gradevole anche il Totò Corde, Rosato, IGT Palizzi, 2024, vitigno Nocera 100%, dal colore intensamente ambrato, che dà lustro a questo vitigno di origini antiche. È un colore velatamente imperiale, pronto ad esplodere appena cattura un riflesso di luce. Al naso, frutti rossi non ancora maturi sbocciano nell’immaginario, per lasciare poi il posto a un delicato sentore floreale. Armonico e piuttosto intenso in bocca, forse più adatto alle prime portate di un pasto piuttosto che ad un aperitivo, ma questo lo lasciamo decidere all’annata e ai nostri sentimenti. È persistente e morbido e ricorda, comunque, il carattere di questa terra, forte e sincera, a volte rude ma infine generosa e accogliente. Basta saper leggere ciò che sussurra la natura, contemplando il Mediterraneo e il respiro della Storia.

Prodotti tipici
Prodotti tipici
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Antonio Iacona è nato nel 1974 a Catania. Poeta, scrittore, giornalista, dopo il Liceo Classico si laurea in Lettere Moderne, con una tesi su Gabriele d’Annunzio. Ha esordito nella letteratura nel 1999 con il romanzo Nonostante il silenzio (Ed. Playwork), cui sono seguiti le raccolte di poesie A metà del cielo (Ed. Playwork) e Tra valli e vandee (Aletti Editore), i romanzi Santa Cruz (Ed. i-work) e La Sposa Nera (Ed. Miele), il saggio letterario La Poesia al Potere. Cultura e produzione letteraria nella Fiume dannunziana (Ass. “Gabriele d’Annunzio”) e l’opera teatrale Lugdunum. Nel 2024 ha pubblicato un nuovo volume di poesie, Approcci e approdi. Appunti di vini, di viaggi, di stagioni e di poesie (Il Convivio Editore). Fondatore e presidente dell’Associazione Culturale “Gabriele d’Annunzio”, è fondatore del Premio Letterario “Tito Mascali” e del Premio Giornalistico “Raccontare Catania”. È sommelier e assaggiatore di olio, ha conseguito il Diploma FISAR e l’Attestato ONAV, e da oltre un decennio si occupa di giornalismo enogastronomico, collabora con prestigiose riviste nazionali di settore ed è presentatore di eventi legati all’agroalimentare. È coordinatore editoriale della rivista “Il Cuoco”, magazine ufficiale della Federazione Italiana Cuochi, di cui Iacona è “voce narrante” e presentatore in tutti gli eventi nazionali. Cura gli uffici stampa di prestigiose cantine siciliane, ha tenuto corsi di comunicazione e giornalismo nelle scuole e, di recente, su invito dell’Università degli Studi di Catania, ha tenuto un seminario sul turismo enogastronomico.
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