Pancakes: il simbolo della colazione anglosassone

pancake (foto: Francesca Luise)

Pancakes: il simbolo della colazione anglosassone

Dalla storia delle pastelle cotte su piastra alle versioni senza ingredienti animali, fino a una ricetta con grano saraceno, avena e latte di soia.

I pancakes, prima di diventare un simbolo della colazione anglosassone, sono stati soprattutto una soluzione pratica. Una pastella, una superficie calda, pochi ingredienti di facile reperibilità. Preparazioni di questo tipo compaiono da secoli in aree molto diverse e hanno assunto nomi, spessori e consistenze differenti. Smithsonian Magazine ricorda che forme antiche di pancakes erano già presenti nel mondo greco e romano, mentre National Geographic osserva che queste schiacciate cotte su piastra hanno accompagnato a lungo le cucine europee, ben prima della versione soffice oggi più diffusa.

Anche Encyclopaedia Britannica, nelle voci dedicate alle varianti europee, mostra quanto il pancake non sia una ricetta unica, ma piuttosto una famiglia di impasti cotti rapidamente. La forma contemporanea del pancake, più alta e morbida, si è consolidata soprattutto nel mondo nordamericano. Prima, però, il principio era già chiaro: trasformare farina e liquido in un cibo veloce, adattabile, adatto sia al dolce sia al salato. In area britannica questa preparazione si è legata anche allo Shrove Tuesday, il giorno che precede l’inizio della Quaresima, quando si consumavano ingredienti come uova e grassi domestici. Britannica conferma il legame storico tra Shrove Tuesday e il calendario cristiano occidentale: “pancakes are the traditional choice in a number of European countries; the day is known as Pancake Day or Pancake Tuesday in Ireland and in many Commonwealth countries”,[1] mentre Smithsonian sottolinea che i pancakes hanno attraversato epoche e luoghi proprio perché semplici da comporre e modificare.

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Tre modi semplici per farli vegani

Rendere vegani i pancakes è abbastanza naturale, perché gli ingredienti animali svolgono funzioni sostituibili. Il primo passaggio è il latte: una bevanda vegetale regolare e non troppo aromatica funziona bene quasi sempre, e il latte di soia resta una delle opzioni più affidabili per struttura e resa. King Arthur Baking dedica diversi approfondimenti alle sostituzioni senza latte e senza uova, e BBC Good Food propone una base di vegan pancakes costruita proprio su latte vegetale e pochi ingredienti essenziali.

Per l’uovo, invece, si possono seguire tre strade. La prima è il lino macinato mescolato con acqua: BBC Good Food indica questa soluzione come sostituzione utile in molte preparazioni, e King Arthur Baking la considera una delle alternative più pratiche quando serve legare l’impasto. La seconda è la banana schiacciata, che aiuta a tenere insieme la pastella e aggiunge umidità, ma lascia anche un gusto riconoscibile, quindi va scelta solo quando questo effetto è gradito. La terza è la via più semplice: non usare un vero sostituto dell’uovo e lavorare invece su farina ben idratata, latte vegetale e lievito. Nei pancakes questo approccio funziona spesso bene, perché la struttura richiesta è meno rigida di quella di una torta.

Una ricetta con grano saraceno, avena e soia

In questa versione il pancake cambia leggermente carattere. Il grano saraceno, che Britannica ricorda essere usato da tempo anche per pancakes e preparazioni simili, porta un gusto più netto e una tessitura meno uniforme rispetto alla farina bianca. L’avena ammorbidisce il profilo, mentre il latte di soia tiene bene insieme il composto e arricchisce il profilo nutritivo dei pancakes. Il risultato non è il pancake molto gonfio da caffetteria, ma una versione più sobria, con un sapore rustico, perfetta da abbinare a mirtilli o altra frutta fresca e sciroppo d’acero.

Ingredienti: 260 ml bevanda vegetale di soia; 120 g farina di grano saraceno; 80 g di farina di avena; 20 g olio di semi di girasole alto oleico; 10 g zucchero di canna; ½ cucchiaino di bicarbonato;  ½ limone (succo e scorza); un pizzico di sale; mirtilli freschi e sciroppo d’acero.

Setaccia e mescola le farine. In un’altra ciotola unisci la bevanda di soia e l’olio di semi. Versa i liquidi nelle farine e lavorali con una frusta solo per il tempo necessario a ottenere una pastella liscia. Lascia riposare dieci minuti: l’avena assorbe con lentezza e in questo passaggio la consistenza si stabilizza. Se il composto diventa troppo denso, aggiungi ancora uno o due cucchiai dibevanda di soia. Scalda una padella antiaderente appena unta, versa poca pastella per volta aiutandoti con un mestolo e cuoci a fuoco medio. Quando in superficie compaiono bolle diffuse, gira il pancakes e completa la cottura. Servili a piacere con frutta fresca, creme di frutta secca e sciroppo di acero.

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Fonti

Encyclopaedia Britannica, voci “Shrove Tuesday”, “Poffertjes”, “Polygonaceae / buckwheat”: https://www.britannica.com/topic/Shrove-Tuesday?; (ultima consultazione 29/03/2026 ore 17:00).

Smithsonian Magazine, “A Brief History of Pancakes”, 21 febbraio 2023: https://www.smithsonianmag.com/history/a-brief-history-of-pancakes-180981667/ (ultima consultazione 30/03/2026 ore 18:00).

National Geographic, “The Long, Surprising History of Pancakes”, 27 febbraio 2018; https://www.nationalgeographic.com/culture/article/hot-off-the-griddle-heres-the-history-of-pancakes (ultima consultazione 30/03/2026 ore 16:00).

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King Arthur Baking, “No eggs? Here’s your guide for substituting eggs best egg replacers”, 21 gennaio 2021; “Dairy-free breakfast”, 26 settembre 2017; https://www.kingarthurbaking.com/blog/2021/01/21/guide-for-substituting-eggs-best-egg-replacers (ultima consultazione 29/03/2026 ore 17:30).

BBC Good Food, “Easy vegan pancakes”; “14 best egg substitutions”; “Common ingredient substitutions”; “Vegan banana pancakes”; https://www.bbcgoodfood.com/recipes/easy-vegan-pancakes (ultima consultazione 30/03/2026 ore 11:30).

 

[1]Encyclopaedia Britannica, voci “Shrove Tuesday”, “Poffertjes”, “Polygonaceae / buckwheat”.

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Sono Francesca Luise, in arte Cookeneim. Ho un PhD in filosofia e nella vita ricerco, spadello, scrivo e fotografo—grandi passioni che, strada facendo, sono diventate la mia professione. Vivo a Venezia e la città lagunare non solo fa da sfondo, ma ispira e nutre i miei piatti. Nel 2021 ho aperto una IAD (impresa alimentare domestica). La mia cucina è vegetale per motivazioni etiche e di salvaguardia dell'ambiente, convinta che questo rappresenti un'opportunità per il futuro. Mi puoi leggere su www.francescaluise.it dove pubblico tutte le mie sperimentazioni in ambito gastronomico e ogni mese sulla rivista Terra Nuova, con cui collaboro dal 2000.
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