Parmigiano e Grana Padano: contraffazioni e tutela
I prodotti agroalimentari Made in Italy sono tra i più colpiti da truffe e contraffazioni. Il motivo è il loro prestigio internazionale, che genera un enorme valore economico. Proprio questo successo li rende un bersaglio continuo.
Tra i prodotti più danneggiati spiccano due formaggi simbolo della tradizione italiana: Parmigiano Reggiano e Grana Padano. Sono apprezzati in tutto il mondo, ma anche ampiamente imitati. La contraffazione, purtroppo, non avviene solo all’estero. Anche in Italia esistono casi di concorrenza sleale e frodi.
Entrambi i formaggi sono tutelati da specifici Disciplinari di Produzione. I consorzi di riferimento li pubblicano sui propri siti ufficiali. Il rispetto di queste regole è obbligatorio per ottenere la certificazione DOP e utilizzare il marchio.
Quando si verificano casi di falsificazione, i consorzi possono intervenire legalmente. Possono costituirsi parte civile e chiedere l’applicazione delle norme europee e dei Disciplinari. Le pratiche scorrette interne si sommano a un problema ancora più grave: i prodotti falsi realizzati all’estero e talvolta importati in Italia come se fossero originali.
Negli ultimi anni non sono mancati episodi rilevanti. Tra questi spiccano l’Operazione “Grana Padano” del 2019 e lo scandalo del Parmigiano Reggiano del 2018.
Nel primo caso, le forze dell’ordine hanno scoperto un ampio sistema di contraffazione. Alcune aziende vendevano formaggi etichettati come Grana Padano senza rispettare gli standard produttivi. I prodotti venivano proposti a prezzi più bassi, danneggiando i produttori autentici.
Nel 2018 è emerso un caso simile per il Parmigiano Reggiano. Le autorità hanno individuato formaggi venduti come DOP, ma realizzati fuori dalle regole del Consorzio. Anche in questo caso, il prezzo inferiore ha favorito la diffusione dei falsi sul mercato.
Oggi la produzione di imitazioni sembra aver superato quella degli originali. Questo mette in difficoltà allevatori e produttori italiani, soprattutto in Emilia-Romagna. I Disciplinari, però, sono molto chiari. Già nel 2006, con il Regolamento UE 510, sono stati definiti gli elementi essenziali per riconoscere l’autenticità del Parmigiano Reggiano e il suo legame con il territorio di origine.
Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono infatti i prodotti agroalimentari italiani più imitati al mondo. All’estero, spesso, vengono venduti con nomi diversi. Negli Stati Uniti e in Australia troviamo il “Parmesan”. In Argentina il “Reggianito”. In Brasile e Uruguay il “Parmesao”. Esistono anche nomi fantasiosi come “Grana Pampeana” o formaggi grattugiati “similgrana” che confondono i consumatori.
Le imitazioni non si fermano fuori dall’Europa. Sono diffuse anche in Paesi come Ungheria, Estonia, Lettonia, Repubblica Ceca e Polonia.
Secondo Coldiretti, però, la contraffazione non riguarda solo Parmigiano e Grana. L’elenco dei prodotti italiani falsificati è molto lungo. Un fenomeno recente riguarda la Russia, che dopo l’embargo ha sviluppato un mercato interno di “fake in Italy”.
In Russia vengono imitati frutta, verdura, formaggi, carne, salumi e pesce. Sono nati stabilimenti dedicati alla riproduzione dei prodotti italiani più famosi. Il primato delle contraffazioni resta però agli Stati Uniti.
Negli USA si trovano numerosi esempi di prodotti italiani imitati. Tra questi il Parmesan, il Pecorino Romano senza latte di pecora, il Fontiago, l’olio Pompeian, il Prosciutto di Parma e San Daniele, la Mortadella Bologna, il Salame Milano e il pomodoro San Marzano.
Anche il settore vinicolo è fortemente colpito. Il Prosecco è uno dei più imitati, con nomi come Meer-secco, Kressecco, Consecco e Semisecco in Germania, Whitesecco in Austria, Prosecco russo e Crisecco in Moldova.
Il danno economico per l’Italia è enorme. Coldiretti stima che contrastare l’agropirateria potrebbe creare fino a 300.000 nuovi posti di lavoro. Nel 2023 il valore del falso Made in Italy ha raggiunto i 120 miliardi di euro. Oltre il 66% dei prodotti agroalimentari italiani nel mondo risulta contraffatto. Negli ultimi dieci anni il fenomeno è cresciuto di oltre il 70%.
I consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano sono impegnati da tempo nella tutela del prodotto. Informare i consumatori è una parte fondamentale di questa battaglia. Riconoscere l’originale dal falso è il primo passo per difendere l’economia e l’identità del Made in Italy.
Avv. Enrico Di Roberti



