Patata di Romagna: il progetto di Confagricoltura
- Patata di Romagna: una produzione locale destinata al mercato della Riviera
- Ricerca e sperimentazione per migliorare la Patata di Romagna
- Montemaggi: “Una patata fresca, precoce e con una forte identità territoriale”
- Turismo e ristorazione: la Patata di Romagna protagonista della cucina locale
- UNAPA: la precocità rende la Romagna unica in Europa
- CREA: nuove varietà per il futuro della pataticoltura romagnola
- Una produzione di nicchia che valorizza l’agricoltura romagnola
- Il futuro della Patata di Romagna passa da ricerca, filiera e territorio
A San Mauro Pascoli una giornata in campo dedicata alla Patata di Romagna: varietà innovative, sperimentazione e valorizzazione di un prodotto fresco e precoce simbolo del territorio romagnolo.
La Patata di Romagna rafforza il proprio ruolo come eccellenza agricola del territorio grazie al progetto promosso da Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, che punta a valorizzare una produzione fresca, precoce e strettamente legata alla Riviera Romagnola. Il tema è stato al centro della giornata in campo organizzata presso l’Azienda Agricola Montemaggi di San Mauro Pascoli, con la partecipazione di produttori, tecnici, ricercatori e aziende della filiera.
Patata di Romagna: una produzione locale destinata al mercato della Riviera
L’obiettivo del progetto è promuovere una patata fresca di Romagna, coltivata e commercializzata direttamente sul territorio, valorizzando il legame con la ristorazione, il turismo e le attività della Riviera.
All’iniziativa hanno preso parte circa cinquanta operatori del settore, tra tecnici di aziende come Pizzoli e Orogel, produttori romagnoli e rappresentanti di altre aree italiane, tra cui il Trentino-Alto Adige. La partecipazione conferma l’interesse verso un modello produttivo di nicchia che punta sulla qualità, sulla freschezza e sulla sostenibilità della filiera.
Ricerca e sperimentazione per migliorare la Patata di Romagna
San Mauro Pascoli ospita uno dei tre campi sperimentali UNAPA presenti in Emilia-Romagna. Qui vengono testate nuove varietà di patata e nuovi materiali genetici per individuare le cultivar più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche della Romagna.
La sperimentazione coinvolge UNAPA, il CREA, l’Università di Bologna, i tecnici di campo e le imprese della filiera, con l’obiettivo di migliorare qualità, resa e adattabilità delle varietà destinate alla produzione locale.
Montemaggi: “Una patata fresca, precoce e con una forte identità territoriale”
“L’impegno di Confagricoltura è portare avanti la Patata di Romagna come progetto per il territorio“, afferma Daniele Montemaggi, produttore e presidente di Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini.
“In circa cento giorni riusciamo a ottenere una patata fresca, una vera patata novella disponibile fino alla fine di agosto. Vogliamo valorizzare questo prodotto attraverso la ricerca, l’innovazione e una forte identità territoriale.”
Secondo Montemaggi, la pataticoltura può rappresentare un’importante opportunità economica per le aziende agricole romagnole grazie alla collaborazione con il mondo della ricerca e con l’intera filiera produttiva.
Turismo e ristorazione: la Patata di Romagna protagonista della cucina locale
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda il collegamento tra Patata di Romagna, turismo e ristorazione.
Grazie alla sua freschezza e versatilità, la patata si presta a numerose preparazioni gastronomiche, dalle ricette tradizionali alle proposte della cucina contemporanea. L’obiettivo è renderla sempre più riconoscibile nei ristoranti, negli hotel e nelle attività turistiche della Riviera Romagnola, trasformandola in un elemento distintivo dell’offerta enogastronomica locale.
UNAPA: la precocità rende la Romagna unica in Europa
Il presidente onorario di UNAPA, Sante Cervellati, ha evidenziato come la Patata di Romagna presenti caratteristiche distintive rispetto ad altre produzioni europee.
La raccolta anticipata consente infatti di portare sul mercato una patata fresca che non necessita di lunghi periodi di conservazione. Una caratteristica che rappresenta un valore aggiunto sia per i consumatori sia per gli operatori commerciali.
La vicinanza ai principali flussi turistici della Riviera permette inoltre di creare un collegamento diretto tra produzione agricola e consumo locale.
CREA: nuove varietà per il futuro della pataticoltura romagnola
Anche Bruno Parisi, ricercatore del CREA, ha sottolineato l’importanza della ricerca varietale.
Molte varietà di patata vengono selezionate nei Paesi del Centro-Nord Europa, dove le condizioni climatiche sono differenti rispetto all’Italia. Per questo motivo è fondamentale individuare cultivar capaci di adattarsi agli areali romagnoli, mantenendo elevati standard qualitativi e ottime caratteristiche organolettiche.
La Patata di Romagna continua così a distinguersi come prodotto novello, raccolto precocemente e caratterizzato da gusto, freschezza e particolare delicatezza durante la fase di raccolta.
Una produzione di nicchia che valorizza l’agricoltura romagnola
Secondo il tecnico di campo Gianni Sarpieri, negli ultimi vent’anni la superficie coltivata a patata in Romagna si è ridotta, ma il comparto si è progressivamente specializzato.
Oggi la Patata di Romagna rappresenta una produzione agricola di nicchia, profondamente diversa dalla pataticoltura delle aree limitrofe e fortemente legata alle tradizioni locali.
Il futuro della Patata di Romagna passa da ricerca, filiera e territorio
Per Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, il progetto dedicato alla Patata di Romagna rappresenta una strategia di sviluppo che unisce agricoltura, ricerca, innovazione, turismo e valorizzazione del territorio.
“Vogliamo continuare a lavorare affinché questa coltura resti in Romagna e generi valore per le aziende agricole”, conclude Daniele Montemaggi. “La ricerca varietale e il confronto costante con i produttori sono strumenti fondamentali per garantire un futuro a una produzione che racchiude storia, qualità e una forte identità territoriale.”



