Pesca dal buco incavato nuovo presidio Slow Food

Una pesca antica, che da poco è diventata un presidio Slow Food.

La pesca dal buco incavato, frutto simbolo di Massa Lombarda, comune romagnolo.
Coltivata anche a Ravenna, Bagnacavallo, Conselice, Lugo e Faenza Russi .

La pesca dal buco incavato ha un pezzatura media, caratterizzata esternamente da un bel rosso vivo e da un profondo solco laterale, da cui deriva il nome.

La polpa è bianco-verde, soda e dalla tessitura fine, e non di rado presenta anche sfumature color rubino. Il sapore è inconfondibile, risultato di un perfetto equilibrio fra zuccheri e acidi.

Cominciarono le esportazioni nel resto dell’Europa e nel 1927 proprio Massa Lombarda ospitò la Seconda Esposizione Nazionale di Frutticoltura.


Negli anni Trenta le pesche dal buco incavato rappresentavano il 20 per cento della produzione romagnola, più tardi in Italia arrivarono alcune varietà di origine americana, che potevano essere conservate più a lungo e quindi trasportate e commercializzate con maggiore facilità, e negli anni Sessanta la produzione raggiunse lo 0,2 per cento.


Qualche anno fa alcuni produttori ortofrutticoli di Massa Lombarda hanno deciso di risollevare le sorti della pesca dal buco incavato e grazie alla collaborazione del Comune e del Centro Ricerche Produzioni Vegetali di Cesena, hanno individuate due piante in un vecchio frutteto ed hanno iniziato a riprodurle e consegnarle ad altri agricoltori, raggiungendo una produzione annua di circa 200-300 quintali.

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