Piatti con vista
Anni fa scrissi per Messaggero un lungo articolo che descriveva le più affascinanti terrazze dei ristoranti romani.
Naturalmente le avevo scelte a partire dalla bontà delle rispettive cucine: da quei luoghi si poteva fare i turisti senza fatica, semplicemente ruotando gli occhi sulle tante bellezze di Roma.
Dopo solo un mese mi ero reso conto di averne trascurate un paio, cui ora aggiungo una terza: quella del ristorante Les Ètoiles che, a differenza di tutte le altre, abbraccia Roma per intero, cioè a 360°.
Anche grazie alla sua posizione privilegiata: si trova incastonato nell’Atlante Star Hotel, a due passi da San Pietro.
Questo girotondo intorno a Roma è pienamente apprezzabile dal Rooftop, che è uno dei migliori luoghi della capitale per fare un “Aperitivo con vista”.
Di questo spazio, però, parleremo in un articolo successivo, concentrandoci sui cocktail e sulle non poche (buone) offerte da aperitivo.
Anche dal ristorante si può ugualmente godere di uno splendido panorama, ma “solo” (solo!) su Prati, Borgo Pio e San Pietro, e al netto di qualche riflesso, inevitabilmente generato dalle vetrate interne.
Qualora non si volesse camminare fra i tavoli, alla ricerca del giusto punto d’osservazione, perché si ha timore di disturbare i vicini di cena, si può anche rimirare il paesaggio interno: la sala è arredata con una sobria eleganza, le cui tinte tenui riescono ad assorbire le stanchezze della giornata, comunicando rilassatezza.
Eravamo stati lì un po’ di anni fa, e c’eravamo già trovati bene con quella loro (passata) cucina che riesumava certi contrasti arditi degli anni ’80, ad esempio condendo un risotto con dei frutti rossi.
Oggi la proposta è del tutto cambiata: i piatti comunicano una freschezza sempre diversa, anche quando di mezzo ci sono dei fondi, perché lo chef non fa delle (alle volte improbabili) giravolte fra le materie prime, invece restituendocele nel piatto con tutta la loro semplice riconoscibilità.
Lui si chiama William Anzidei, e si sente che alle spalle ha esperienza: ha collaborato con Igles Corelli, Andrea Fusco e Stefano Marzetti, e lavorato nelle cucine di noti alberghi quali l’Hilton, l’Hassler e l’Eden. Di solito infatti, in cucina come nella vita, il processo di crescita è tutto nel nome delle sottrazioni, non delle aggiunte.

I nostri colpi di fulmine?
Innanzitutto due piatti nuovi nuovi, a dimostrazione che lo chef ricerca, e sperimenta: le capasante marinate con mango e menta, un antipasto di eccellente freschezza; poi il galletto romagnolo alla brace con salsa di spugnole, un secondo in cui la delicatezza della carne non si fa mettere sotto dalla sapidità d’intorno. Anche gli altri piatti di pesce possono vantare quell’appetibilità che nasce da un’apparente semplicità: le seppioline pugliesi alla brace con pomodorini e maggiorana, e il calamaro ripieno di patate e salsa alla cacciatora.

Discorso a parte va fatto per la tagliatella al cacao con ragù d’anatra e blu di bufala, un piatto profondo e pieno in cui la presenza del cacao strizza l’occhio tanto alla ricetta originale della coda alla vaccinara, quanto alla cucina cinese in generale, che ama servirsi del cacao amaro per vestire il grasso con l’illusione del fresco.

Ristorante Les Ètoiles
Via dei Bastioni 1, 00193 Roma
06686386
/www.terrazzalesetoiles.com


