Pizzium lancia il nuovo aperitivo, a 10 Euro e base pizza e spritz
Pizzium, più di 60 locali in tutta Italia, alcuni con dehors da sogno, propone la nuova formula aperitivo a 10 euro, in collaborazione con Aperol, che prevede tre slice di pizza, Margherita, Focaccia bianca e Marinara, e Spritz a 10 euro. Ed è subito estate al ritmo dei sapori italiani.

A raccontare la nuova avventura è Nicola Tasca il manager dei ristoranti Pizzium, delle sedi del centro-sud Italia, da Firenze a Salerno, una sola linea quasi retta che parla di pizza alla napoletana con cornicione alto, drink e qualità, all’ora dell’aperitivo e a cena.
L’aperitivo
In abbinamento con lo Spritz Aperol viene offerta la gustosa pizza in tre versioni e nella formula slice, Margherita, Marinara e la focaccia bianca con olio extravergine di oliva e origano, preparate dal giovane pizzaiolo Filippo Pompili che si ferma con noi e racconta la sua storia.
Filippo Pompili

Appena 27 anni ma con molta esperienza alle spalle. L’impasto che lavora è un semi integrale idratato al 65%, nella farina sono presenti tracce di noci, crusca e cruschella (di cui nessuno si è mai lamentato), l’impasto di base si asciuga molto e viene cotto a 430 gradi, non di più.
Di base l’integrale è un pasto sano, e l’impasto asciugandosi risulta molto digeribile. L’idea dell’impasto è dell’executive, Michele Ferrara e le farine del Molino Colombo, in provincia di Lecce. Una delizia al palato che riesce grazie a una combo di lievito che muore nel forno e impasto integrale è vincente.
Un viaggio lungo lo stivale

E’ la caratteristica che ci incuriosisce perché sul menu una pagina è dedicata alla voce regionale. Infatti, l’idea è quella di proporre una soluzione per ogni regione e così abbiamo la Lombardia con fior di latte, provola affumicata, gorgonzola, Grana Padano, noci, olio che assaggiamo e ne riconosciamo l’estrema leggerezza, digeribilità grazie anche un cornicione perfetto.
Il menù
La pizza più gettonata è la Piemonte con un cornicione che in realtà non esiste. Entra in forno senza e con base bianca, ricotta a fare da contorno, base fior di latte e il topping prevede la Fassona, olio al tartufo e tocco di pepe nero. La Calabria invece è la preferita di Filippo, base bianca con cipolla caramellata, stracciatella e olive, molto buona e fresca.

Anche il resto degli ingredienti, tutti rigorosamente di produzione italiana, sono di alta qualità e scelti minuziosamente. Il menù di Pizzium vanta, oltre alla pizza, antipasti, primi piatti, secondi e dolci alcuni prodotti in loco altri in un laboratorio di proprietà che ogni mattina consegna le preparazioni appena fatte, come la lasagna o la deliziosa cheesecake che alla fine della cena assaggiamo con guarnizione ai frutti di bosco.
Il locale
E’ molto accogliente e rifinito con ceramiche tipiche partenopee, un mix di colore e musica, tavolini a una distanza comoda per rimanere intimi anche al centro della sala. Lo spazio all’ingresso è ampio, con grandi porte finestre che affacciano su strada, creando un continuum da interno a esterno che fa sentire il cliente a proprio agio. Un dj segue la serata variando il beat della musica, mentre all’interno, una adiacente all’altra e collegate da un corridoio, scopriamo due ampie sale che vanno ad arricchire l’offerta, e arrivando a un totale di quasi 120 coperti. L’orario è continuato nel fine settimana dal pranzo a cena, perché i turisti, come dice Nicola Tasca, mangiano a tutte le ore. Gli altri giorni, pranzo e cena sono aperti.

I prezzi
Se pensiamo alle tasche, non abbiate timore perché i prezzi sono nella media nonostante il locale sia al centro di Roma a due passi da Piazza Esedra. Le pizze regionali dai 12 ai 15 euro, gli antipasti si aggirano su una media di 10 euro, e i secondi fino a 13 euro. Le pizze non regionali come la Margherita, anche sui 9/10 euro, davvero imbattibili per un impasto esemplare. Ovviamente dopo l’aperitivo servito fino alle 21 circa, la cena prevede il menù alla carta e ampia scelta per terminare la serata in compagnia del personale di Pizzium.
Pizzium
Via Piave, 9
Roma
Photo Credit: Massimo Casali







