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Premuta, succo o bevande all’arancia? Occhio alle etichette

Un bicchiere di premuta o succo di arancia può colmare il fabbisogno giornaliero di vitamina C, una bevanda gusto arancia può invece apportare zuccheri in eccesso e additivi problematici.

Bisogna scegliere con attenzione, poiché alcune etichette sembrano quasi studiate per confondere i consumatori. La nostra indagine di mercato su 34 prodotti a scaffale in Italia.

Premuta, succo di arancia, bevanda gusto arancia. 34 prodotti a confronto

La nostra analisi spazia come sempre tra i marchi dei leader nell’Industria di Marca (IDM) e la Marca del Distributore (MDD). Di quest’ultima, compariamo le private label di GDO (Coop, Esselunga, Carrefour, Conad), discount (Eurospin e Lidl) e loro fornitori (Consilia).

I tre tipi di prodotto considerati sono la premuta, il succo di frutta e la bevanda all’arancia. Ne abbiamo rilevato:

– origine della materia prima, quantità di zuccheri e vitamina C,

– per le bevande anche gli ingredienti, la quantità di succo di frutta, l’eventuale presenza di sostanze problematiche,

– trasparenza nelle etichette, in alcuni casi potenzialmente ingannevoli.

1) Spremuta di arancia, il meglio

La premuta d’arancia è il prodotto migliore. 100% frutta sottoposta a un trattamento delicato che preserva meglio le qualità nutrizionali e organolettiche delle arance. Ne abbiamo esaminate 10, tra bionde e rosse. 4 sono da arance italiane, siciliane, 6 da arance di Spagna e Marocco. Tra queste ultime, due sono prodotte all’estero (in Germania la Lidl, in Francia la Tropicana di PepsiCo).

CONFRONTO SPREMUTE ARANCIA

La vitamina C  spicca nella premuta per la presenza naturale e la quantità, che è maggiore in quelle di arance rosse (50 mg/100 ml circa) e comunque apprezzabile in quelle di arance bionde (35 mg/100 ml circa).

Il biologico è disponibile e andrebbe favorito. Sia per la salute e il sistema immunitario, sia per lo sviluppo neurocomportamentale dei bambini, come si è visto. Ma anche per favorire un sistema di produzione sostenibile.

Le caratteristiche della premuta di arancia bio, come si vede, sono sovrapponibili a quelle delle spremute convenzionali, a eccezione del prezzo.

confronto spremuta di arancia bio

La premuta è frutta tal quale. La frutta viene spremuta – o aspirata – senza alcuna aggiunta. Viene congelata a -20 °C, un processo che stabilizza le vitamine. Poi viene sminuzzata e leggermente pastorizzata (come per il latte fresco). Infatti vive al massimo 45 giorni. Noi abbiamo un impianto ‘a camicia’, che trasferisce il calore senza contatto diretto tra la frutta e il vapore’, spiega Giorgio Monaco, direttore di ‘Campo dei fiori’, ultima azienda del Nord Italia a confezionare succhi e produrre spremute anche a marchio proprio.

2) Succo di arancia da concentrato

Il succo di arancia da concentrato, 100% frutta per previsioni normative europee, si colloca al secondo posto nella graduatoria. L’unico ingrediente è il succo di arancia che viene estratto, raffinato, pastorizzato e concentrato per evaporazione e nel Paese di origine. Viene poi ricostituito con l’aggiunta di acqua nel Paese di destino, ove ha luogo il confezionamento.

L’origine della frutta non viene mai indicata, poiché non è italiana. Il concentrato da arance bionde proviene soprattutto da Brasile e USA, primi produttori, e dalla Spagna.

Il prezzo, nei 7 prodotti esaminati, varia da 0,74 a 1,57 euro al litro. Gli zuccheri variano tra 7,5 e 9 grammi per 100 ml (quindi 15-18 grammi in un bicchiere da 200 ml).

La vitamina C viene esposta nella tabella nutrizionale di due soli prodotti, a marchi Zuegg ed Esselunga, entrambi con 24 mg/100 ml. La shelf-life può raggiungere i sei mesi.

CONFRONTO SUCCO ARANCIA DA CONCENTRATO

3) Bevande gusto arancia

La bevanda con frutta è il prodotto più economico e di minor valore. Tra le 11 esaminate, il prezzo oscilla tra 0,69 euro/litro, nel discount Eurospin, e 1,58 €/l per Santàl e Zuegg. meno pregiata, a lunga conservazione (oltre un anno).

La ricetta base prevede acqua, succo di arancia da concentrato (in percentuale variabile), zucchero, acido citrico (o acido ascorbico) e aromi (naturali o di sintesi).

Le proprietà nutrizionali e organolettiche sono influenzate dalla diluizione del succo con acqua e la ‘correzione’ con zucchero, aromi, coloranti, talora anche vitamina C.

3.1) Zuccheri aggiunti

Gli zuccheri aggiunti (zucchero e/o sciroppo di glucosio-fruttosio) non sono ideali per la salute (EFSA, 2022). E i tenori complessivi di zuccheri, nelle bevande gusto arancia, esaminate, varia da 8,7 a 12 grammi per 100 ml.

In altri termini, il range va da 17,4 a 24 grammi di zucchero per bicchiere, cioè da 3 cucchiaini e mezzo a quasi 5 cucchiaini di zucchero – da 67 a 93 kcal – per un bicchiere da 200 ml.

I coloranti aggiunti alle bevande all’arancia rossa sono in prevalenza naturali, concentrati di carota per lo più. Si segnalano tuttavia alcuni prodotti colorati con additivi problematici.

3.2) Cocciniglia, il colorante nemico dei bambini

Il colorante E120 (acido carminico o cocciniglia), allergizzante e sospettato di favorire l’iperattività nei bambini, è presente in 3 bevande gusto arancia rossa, Rauch Bravo (prodotto in Austria, Ungheria e Serbia), Valfrutta e Consilia.

Questo additivo viene ottenuto dalla spremitura di un insetto, la cocciniglia, parassita del cactus. È vietato nei prodotti biologici e soggetto a una dose giornaliera accettabile di 2,5 mg/kg di peso corporeo.

Si consiglia di fare attenzione alla sua presenza anche in altri prodotti, quali le merende al latte Frùttolo Maxi Duo e Super Mario Yogoloso di Danone, come abbiamo visto.

CONFRONTO BEVANDE ARANCIA ROSSA VS SPREMUTE E SUCCO

4) IVA a capoccia

Il prezzo delle spremute, come mostra la tabella, va dai 2 ai 3,70 euro/litro per le rosse, da 2 a 5,76 per le bionde. E ad aggravare il prezzo incidono le tasse. In Italia la spremuta è tassata con Iva al 22%, è considerata un prodotto di lusso. I succhi da concentrato e persino le bevande al gusto di frutta, con zucchero e additivi anche controversi, sono invece tassati al 10%.

La politica fiscale si oppone a quella sanitaria e a quella agricola. Con il risultato di tassare maggiormente il prodotto più salubre, spesso da arance Made in Italy, e incoraggiare i consumi di quelli sottoposti a trasformazione intensiva, a partire da semilavorati in arrivo da lontano.

L’aspetto fuoriluogo secondo me è applicare l’Iva del 22% sul prodotto in commercio, invece che sul costo. Ne vediamo gli effetti ora, con l’inflazione che galoppa. Se prima 1 litro di spremuta a un euro era tassata per 22 centesimi, ora ne paga 33 per un prezzo di 1,50 euro per lo stesso litro di prodotto’, commenta Giorgio Monaco.

5) Etichette ingannevoli

Un ultimo aspetto meritevole di attenzione è la disinvoltura, un eufemismo, con cui viene realizzata la gran parte delle etichette delle bevande con succo di frutta e altri ingredienti.

5.1) Natura del prodotto?

Tipo di bevanda. Immagini di arance succulente ed evocazioni di ‘Arancia’, ‘Arancia rossa’  a caratteri cubitali campeggiano su gran parte delle etichette di bevande che ne contengono solo in parte. Pochi si premurano di informare il consumatore, sul fonte della confezione, sulla natura di ‘bevanda’ o ‘drink’ con arance, come prescritto dal reg. UE 1169/11 (articolo 7.1.a). Fatto salvo Carrefour, Coop e Consilia (la cui ricetta non è delle migliori, con aromi di sintesi e il colorante E120).

A scanso di equivoci, si deve verificare la denominazione dell’alimento che precede la lista ingredienti.

5.2) Origine della frutta, ingredienti naturali?

Origine della frutta. L’indicazione d’origine è prescritta per la frutta fresca, ma non anche per i succhi di frutta e altre bevande che la contengano. A meno che l’operatore non reclami l’origine del prodotto (inteso quale Paese di ultima trasformazione sostanziale, es. ‘Prodotto in Italia’) ed essa non coincida con quella dell’ingrediente primario. In tal caso, ai sensi del reg. UE 775/2018, è doveroso comunicare al consumatore la origine o provenienza diversa della materia prima, nello stesso campo visivo e con pari evidenza.

Si dubita perciò la legittimità di etichette come quelle della bevanda all’arancia Valfrutta, ove si vanta il rapporto con ‘la natura di prima mano…da cooperativa agricola italiana’, qualora il succo derivi da materie prima di importazione. Da verificare anche il claim ’Prodotto in Italia’ di LIDL.

Naturale. La bibita di Valfrutta evoca la ‘natura di prima mano’ con il colorante E120 e gli aromi di sintesi. Skipper e Santàl riferiscono a ‘100% ingredienti naturali’ su bevande gusto arancia che contengono zucchero, presumibilmente raffinato e non conforme ai requisiti di ‘naturalità’. Buon lavoro a ICQRF e Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (Antitrust).



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