Presobene, il nuovo gin da pasto
C’è qualcosa di profondamente italiano nell’espressione “preso bene”, un modo di dire che racchiude piacere autentico, leggerezza alla Dolce Vita e una serenità naturale, quella che nasce quando tutto è in perfetto equilibrio.
Da questa sfumatura prende vita Presobene, un gin che fa del “bene” la propria misura e dell’armonia la propria identità.
Il nome non è un vezzo, ma una vera dichiarazione d’intenti: riportare il gesto del bere alla naturalezza dello stile mediterraneo, dove il tempo scorre lento, la tavola è un luogo di relazione e ogni sapore respira con la propria voce.
Presobene nasce nel punto d’incontro tra gastronomia e mixology, due mondi uniti dalla stessa attenzione per equilibrio, tecnica e precisione.
Il progetto è della famiglia Presezzi, che ha scelto professionisti specializzati per svilupparne ricettazione e identità, selezionando botaniche di alta qualità e un design capace di tradurne la filosofia. L’idea è quella di un gin che racconta il Mediterraneo con misura, giocato su un’armonia naturale piuttosto che su effetti marcati, con un gusto che richiama luce, sale, agrume e una convivialità sobria.
Da qui nasce anche il concetto di gin da pasto, un distillato pensato per accompagnare i piatti e trovare con il cibo una sintonia simile a quella tra un bianco minerale e un pesce, o tra un rosso strutturato e una carne.
Le botaniche selezionate – limone della Costiera, cappero di Salina, gelso, finocchietto selvatico, melissa, camomilla, acacia e foglia di ciliegio – compongono un equilibrio dinamico e naturale.
L’agrume apre la scena, il cappero aggiunge profondità, il fiore ammorbidisce, la corteccia dà struttura: un susseguirsi di aromi limpidi, misurati, che si rincorrono come una melodia essenziale e armonica.
La distillazione segue la logica della cucina d’autore: attenzione al dettaglio, rispetto dei tempi, ricerca della pulizia del gusto.
Nasce così un profilo nitido e riconoscibile, ideale per miscelazioni essenziali o creative, e perfetto anche per accompagnare piatti vegetali, crudi di mare e formaggi freschi.
Il prodotto
Presobene è un London Dry Gin creato per raccontare il Mediterraneo attraverso rigore tecnico e sensibilità gastronomica.
L’equilibrio deriva da botaniche lavorate singolarmente e selezionate per rappresentare le diverse anime del territorio: agrume, sale, fiore e legno.
Il limone della Costiera Amalfitana, i capperi di Pantelleria e il sale dolce di Cervia definiscono la componente minerale e sapida del gin.
Questi ingredienti subiscono una fermentazione malolattica, pratica rara nel mondo dei distillati, che attenua l’acidità e genera una morbidezza gastronomica senza perdere freschezza.
Il profilo aromatico si arricchisce grazie a finocchietto selvatico, camomilla, melissa, fiori di acacia, gelso e foglie e cortecce di ciliegio, botaniche che bilanciano le componenti vegetale, floreale e balsamica.
All’olfatto emerge una trama luminosa e pulita, dove la nota agrumata dialoga con la morbidezza dei fiori.
Al primo sorso si percepisce una lieve astringenza che tende la bocca; subito dopo arriva una sapidità fine che stimola la salivazione e rende il sorso croccante, dinamico e facile da bere.
La progressione è continua e senza spigoli, con una chiusura che richiama corteccia e fiore di ciliegio, nitida e persistente.
La gradazione di 43% vol sostiene l’architettura aromatica senza appesantire, garantendo precisione nei Martini essenziali, nei Gin Tonic a taglio secco e nei pairing gastronomici con crudi di mare, verdure e formaggi freschi.
Il design
Disegnata dall’architetto milanese Ivo Redaelli, la bottiglia di Presobene traduce in forma la filosofia del gin: equilibrio, trasparenza e luce.
Il vetro, modellato con sfaccettature irregolari, cattura l’ambiente circostante restituendolo in riflessi mutevoli, come la superficie del mare con il vento.
Ogni linea è studiata per creare movimento anche nell’immobilità, affinché la bottiglia viva di luce propria.
Il tappo dorato, pensato come una piccola scultura, rappresenta il sole mediterraneo attraverso la lucentezza del metallo e la precisione formale.
È un segno distintivo riconoscibile al tatto ancor prima che allo sguardo.
Presobene è disponibile in due versioni, bianca e oro, ideate per integrarsi in ambienti diversi.
Che si trovi su una bottigliera professionale o su una mensola di design, mantiene sempre un’eleganza naturale, trasformandosi con facilità da bottiglia da servizio a oggetto d’arredo.
Le proporzioni curate, la brillantezza del vetro e la presenza scultorea del tappo ne fanno un elemento capace di dialogare con lo spazio e portare luce ovunque si inserisca.
In entrambe le varianti, Presobene si inserisce nella tradizione del design italiano autentico, quello che unisce funzione e bellezza senza sovrastrutture.
La bottiglia non è solo un contenitore, ma un mezzo che racconta il gin stesso, rendendo visibile l’idea di armonia che ne definisce il gusto.
I volti
Stefano Grandi – Chef
Chef milanese, formatosi presso Sadler, Il Luogo di Aimo e Nadia e con Romano Tamani all’Ambasciata di Quistello, Stefano Grandi appartiene a una generazione di cuochi che ha fatto della materia prima un valore imprescindibile. Fin dai tempi del Santa Bistrò, la sua cucina è un esercizio di essenzialità e precisione, basata su stagionalità e riconoscibilità dei sapori.
Con Presobene, Grandi trasferisce questa visione nella distillazione: le botaniche diventano ingredienti, la ricetta un “piatto liquido” che evolve come una portata in degustazione. Il suo Mediterraneo è fatto di luce, agrumi, sale, erbe e vento, un equilibrio tra forza e grazia. Interpreta la distillazione come un’estensione del gesto culinario, capace di condensare in un sorso la memoria del territorio. Ne nasce un gin gastronomico, preciso, trasparente, capace di accompagnare senza sovrastare.

Ivo Redaelli – Architetto e designer della bottiglia
Architetto milanese con esperienza in interior design, hotellerie e product design, Ivo Redaelli lavora da sempre con un linguaggio essenziale, basato sul rapporto tra forma, luce e materia. La sua progettualità punta a creare oggetti che dialogano con lo spazio, restituendo equilibrio senza ricorrere a elementi superflui.
Ogni linea risponde a una funzione, ogni volume nasce da un’idea di armonia più che da un’estetica fine a sé stessa. Per Presobene, Redaelli ha applicato questa visione, privilegiando misura, pulizia del segno e coerenza tra identità e oggetto. Il risultato è una forma che porta naturalmente la sua firma: equilibrio, precisione e autenticità.



