Puntarelle d’oro 2026 di Roma: 11 locali premiati e 6 riconoscimenti speciali

Puntarelle d’oro 2026 di Roma: 11 locali premiati e 6 riconoscimenti speciali

Puntarella Rossa svela le nuove 11 Puntarelle d’oro del 2026 e 6 riconoscimenti speciali di Roma. La premiazione, organizzata presso il Bauhaus a Garbatella, è stata un’occasione di incontro e confronto, convivialità e informalità all’insegna del buon bere e del buon mangiare.

Si è svolta il 9 febbraio presso il Bauhaus la consueta giornata dedicata alle Puntarelle d’Oro di Roma che, dal 2011, Puntarella Rossa organizza per premiare le migliori nuove aperture dell’anno, con l’intento di disegnare una mappa ragionata delle attività capaci di emergere in un panorama sempre più competitivo.

I locali sono suddivisi per categorie secondo un criterio che non intende incasellare in confini rigidi realtà sempre più ibride, ma mira a definire un orientamento più chiaro per il lettore, senza la pretesa di esaurire la complessità di ogni singolo progetto di ristorazione.

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Per la prima volta, l’edizione del 2026 affianca alle nuove insegne riconoscimenti speciali a chi, nel corso del 2025, ha saputo distinguersi nel proprio lavoro quotidiano: persone, progetti e percorsi che meritano peculiare attenzione per coerenza, qualità e personalità.

Puntarelle d'oro 2026
Puntarelle d’oro 2026

Ristorante

Futura

Motivazione: una cucina concreta che si lascia ricordare per la lavorazione gentile del quinto quarto come elemento fondante del progetto. La formula dello chef’s table, con servizio ravvicinato, enfatizza la volontà di raccontare ogni passaggio che c’è dietro.

Bottega

Partager Vino e Cose buone

Motivazione: una formula personale e riconoscibile. Non un semplice banco gastronomico, ma uno spazio dove cucina e vino dialogano con naturalezza, tra piatti essenziali, memoria mediterranea e una selezione attenta di piccoli produttori. Un progetto che restituisce al mercato la sua dimensione più viva e contemporanea.

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Pizzeria

Avenida Calò

Motivazione: impasto identitario frutto di lavoro e ricerca, pizze indimenticabili e percorsi degustazione, carta dei vini ragionata e attenta, servizio a cui aspirare. Deve essere la regola per tutte le pizzerie? Assolutamente no, ma rappresenta una validissima possibilità.

Avenida Calò
Avenida Calò

Street Food

Manero Burgers

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Motivazione: in quel di Garbatella, il progetto di Tommaso De Sanctis evita il cliché del panino “di tendenza” per concentrarsi su un prodotto senza fronzoli e ben costruito, con bun, salse e condimenti homemade e un equilibrio di sapori che spinge l’esperienza oltre la semplice moda.

Caffè

Luna

Motivazione: il lavoro di Faro (altra insegna della stessa proprietà) da Luna prosegue e si amplia. La tazzina resta centrale, tra selezioni curate e grande attenzione tecnica, ma diventa il punto di partenza di un progetto più ampio.

Format originale

Marti Tavola Francese

Motivazione: rappresenta davvero un format originale nel panorama romano. Non è un ristorante francese in senso tradizionale, ma un’idea di cucina e convivialità che fonde la casa e la tavola comune, superando la divisione netta tra sala e cucina.

Cucina Internazionale

Sakaba Ie Koji

Motivazione: la prima sakaba della capitale che, nonostante l’apertura recentissima, convince per la proposta di cucina panasiatica e la centralità del bere. Porzioni, mezze porzioni, piatti riusciti e sempre creativi, e un’esperienza che diventa ancora più autentica se fatta al bancone.

Sakaba Ie Koji
Sakaba Ie Koji

Enoteca con Cucina

Concreto. Cucina e Vino

Motivazione: Enrico Camponeschi porta nella sua enoteca un approccio essenziale e diretto frutto di quindici anni di esperienza nelle grandi cucine romane. La cucina diventa dialogo con la carta dei vini, prevalentemente italiana e incentrata sui piccoli produttori artigianali, restituendo un’esperienza conviviale, sincera e articolata.

Ristorante in Hotel

Cafè Romano

Motivazione: Andrea Sangiuliano porta nell’Hotel d’Inghilterra un menu che spazia dalla tradizione romana e italiana rivista con leggerezza a piatti stagionali “km Lazio”. Cafè Romano dimostra come un ristorante d’hotel possa essere parte integrante della scena gastronomica cittadina, con una cucina chiara e accogliente, capace di parlare a tutti.

Forno

Forno Ritorno

Motivazione: colma una lacuna nel quartiere Testaccio, restituendo alla zona un forno all’italiana (contemporaneo) che si inserisce nella tradizione senza rincorrere mode estere. Il progetto, nato nel retro di Vinificio, è il posto giusto per tutta la mattina e il primo pomeriggio: colazioni con ottimi sfogliati, pizzette rosse, toast e caffè specialty, fino a pranzi leggeri.

Pizza al taglio

Inferno Pizza Bar

Motivazione: i fratelli imprenditori Giorgio e Valerio Giglietti mettono la propria firma sulla pizza al taglio romana, che vuole presentarsi semplice e riconoscibile, realizzata con prodotti di qualità. Un progetto pensato per il quartiere: popolare ma curato, accessibile ma di qualità.

Puntarelle d’Oro 2026 a Roma: i premi speciali

La pizza (al taglio) che ha fatto la differenza

La pollo e patate di Alessandro Ruver di Ruver Teglia Frazionata 

Motivazione: forte degli insegnamenti del suo maestro Gabriele Bonci, Alessandro ha saputo trovare la sua strada, con una pizza più che mai personale e contemporanea, in grado di lasciare il segno non solo a Roma ma in tutta Italia. La sua pollo e patate ne è un esempio: rimanda ai profumi della rosticceria, con pollo marinato all’aglio, salvia e rosmarino cotto direttamente sulla pizza insieme a patate lesse e mozzarella. Racconta di tecnica, ricerca delle materie prime, attenzione meticolosa e grande curiosità.

Il servizio che non si dimentica 

Alessandra Serramondi di Dogma

Motivazione: giovane ma preparatissima, dall’accoglienza sorridente e mai forzata alla scelta ragionata sui vini e sempre coerente con la proposta che arriva dalla cucina. Alessandra è il volto che accoglie, padrona di casa impeccabile che invita a tornare.

Il panificatore dell’anno 

Giacomo Carlizza di Zampa Forno Etico 

Motivazione: Giacomo, col suo fare pratico e pragmatico, è l’esempio di come un piccolo forno di quartiere possa divenire un grande punto di riferimento per il pane. Un lavoro quotidiano, maniacale, che mette sempre avanti prodotto e produttori.

Il piatto che ci è piaciuto di più 

Il ramen di Koû Koû

Motivazione: sin dall’apertura (2024), è un punto di riferimento per gli amanti della cucina giapponese, rifugio degli stessi giapponesi presenti in città. Un posto speciale è riservato al ramen, preparato da chef Izumo, seguendo una ricetta imparata lavorando al fianco di un anziano collega nella sua terra natale.

Koù Koù
Koû Koû
La carta dei vini più visionaria 

Daniele Mari di Clementina Pizzeria  

Motivazione: Daniele Mari porta a Clementina un quid in più nel progetto di Luca Pezzetta. La sua ultima carta dei vini, ispirata alla composizione di un’opera lirica, è un divertimento assoluto per chi ama il vino e vuole saperne di più. Una carta profonda, personale, a tratti un po’ arrogante, ma senza dubbio unica.

Rivoluzione coraggio 

Chiara Pannozzo

Motivazione: Chiara ha dimostrato che il coraggio deve essere un esempio, non solo per la cucina, quanto per la volontà di parlare a viso aperto, senza paura, di un ambiente a volte ostico e di tracciare strade nuove.

La serata di premiazione ha voluto rappresentare un momento di condivisione e confronto, nel segno delle novità, del buon cibo e del buon bere. Aperitivo firmato dai fratelli Giglietti che hanno declinato l’impasto della pizza in teglia in piacevoli abbinamenti, tra grandi classici e qualche tocco di novità. Se l’impasto si distingue per leggerezza e fragranza, i supplì racchiudono nel cuore filante l’anima verace della capitale. In abbinamento, i vini di Andrea Occhipinti di Gradoli e di Decugnano dei Barbi di Orvieto, ed i drink del Bauhaus preparati dalla brava Cristina Alemanno.

drink
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Classe 1987, dopo una laura in Economia e Finanza ed un parallelo percorso in ambito enogastronomico, Manuela Mancino si specializza nella consulenza all’Ho.Re.Ca., ad aziende di produzione e nella selezione di cibi e vini. Da sempre appassionata di food&wine, traccia i profili della propria figura professionale in età adolescenziale, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie ad impiantare l’assetto strategico, gestionale ed operativo degli operatori di settore. Tecnico assaggiatore di numerose materie prime (dal vino all’acqua, dai formaggi alla pasta, passando per i salumi), si dedica in maniera peculiare allo studio del settore olivicolo, divenendo Sommelier di olio, assaggiatore di olio e di olive da mensa. Con all’attivo la partecipazione a diversi panel e giurie di settore, continua a formarsi in tale ambito tra libri, campagne e altrettanta pratica. Convinta fautrice della sostenibilità, ne fa una mission nella vita privata e lavorativa, dedicandosi allo sviluppo di variegati progetti enogastronomici. In continuo viaggio tra l’Italia e all’estero, trova spunti interessanti per la propria attività di critica di settore, nella speranza di fornirne una visione trasversale ed una lettura “dal campo alla tavola”.
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