Rigatoni – Nouvelle vague capitolina

rigatoni

Roma, zona Tuscolana. A meno d’un chilometro da Cinecittà. Lì dove i sogni prendono forma e corrono su pellicole che tanto c’hanno reso gloria nel mondo.

Parte di questi sogni trasudano e si spostano come sospinti dal vento, fino ad arrivare a questo delizioso localino in una zona tipicamente residenziale. Grossi palazzi tutt’intorno, le foglie fanno da tappeto in una mestizia tipicamente autunnale. Ma l’umore subisce subito una svolta, varcando le porte d’ingresso. V’è una luce particolare, sarà il sorriso dei simpatici Ely e Vichy Dabush a supportare la brillantezza dell’ambiente. Romani veri per sorriso, senso dell’umorismo a cui sommano una certa dose di concretezza.

Ci fanno accomodare e ci portano subito qualcosa per farci saggiare un po’ l’offerta che è ampia e prevede oltre alla cucina anche la pinsa romana e quella moderna “a canotto”, ma per oggi decido di concentrarmi sulla bravura dello chef. Dunque si comincia.

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Le danze sono aperte da una parmigiana “al coccetto”, così bella da vedere in questa presentazione che fa tanto trattoria. Ma bando alle ciance, affondo la forchetta e…

Impossibile! Siamo a Roma, ma questa è proprio la parmigiana di mamma. Non ci si crede.

Friggiamo le melanzane, ricetta classica”. Well done! Un ingresso migliore di questo non poteva esserci.

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Tortino di melanzane con cuore di mozzarella di bufala su fonduta di grana 24 mesi e funghi porcini. Il tortino in sé non ha una personalità spiccata, ma è portato oltre l’anonimato dal guazzetto oltremodo goloso in cui è intinto. Lì il sorriso scatta facile e anche la “scarpetta” (il pane servito, tipologia “cafone”, si presta magnificamente all’utilizzo).

Si opta per i primi, volendone assaggiare più d’uno.

Guardo Ely negli occhi, accantonando la timidezza e gli sussurro “fammi sentire Roma”.

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Rigatoni alla carbonara con crema di tartufo nero. Un piatto tradizionale ma che opta una virata oltre i fissi dogmi della tradizione. La cremina è perfetta, il guanciale è crispy di gusto moderno ma dove ho rischiato di trasecolare è nella perfetta commistione con il tartufo. Un sapore univoco, temo di essermi irrimediabilmente innamorato.

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A seguire gricia con carciofi. Di per se un piatto che afferra tutto il mio gusto, esaltato dalla presenza dei carciofi, ma affrontato dopo il piatto precedente non sono riuscito a “sentirlo” appieno, un peccato perché a mangiarlo da solo sarei stato in grado di apprezzarlo degnamente.

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Chiusura con selezione di dolci rigorosamente homemade. La cheesecake è il mio dolce preferito e dunque mi piace a prescindere, ma a svettare nella trilogia è senza dubbio il tiramisù.

Caffè e sorrisi.

Un pranzo davvero piacevole in una realtà che mi ha conquistato sin dal “ciao”, una cucina che è moderna e pop. Si parte dalla tradizione e si va oltre, tutto declinato al “gourmet”, aggettivo inflazionatissimo ma che rende l’idea del gusto davvero ricercato offerto dai cugini Dabush.

L’offerta è ampia, i fritti sono tutti fatti in casa e non v’è utilizzo di sughi pronti.

Un’esperienza che mi sento di consigliare senz’altro trovandovi nella capitale!

Rigatoni ristorante

via Publio Valerio 17, Roma

Tel. 06 60662833

SEMPRE APERTO (12.45-14.45) (19.30-23.30)

PARCHEGGIO in strada

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