Ristorante Chat Qui Rit

Ristorante Chat Qui Rit
Chef: Davide Scarpa e Leonardo Bozzato
Cena del 21 Febbraio 2026

Il Chat Qui Rit è un locale storico nel cuore di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco.

Nato negli anni Quaranta come elegante cocktail bar del dopoguerra, era il rifugio di artisti e spettatori che uscivano dalla Fenice, ancora avvolti dalla musica e dalle luci del teatro.
Col passare del tempo cambiò volto, diventando negli anni Ottanta un semplice self-service, quasi a seguire il ritmo più veloce e distratto di una città invasa dal turismo.
Ma fu solo nel 2015 che ritrovò la sua anima, quando venne riportato a nuova vita da Giovanni
Mozzato, ristoratore e grande appassionato di vino trasformandolo in un ristorante raffinato, capace di unire passato e presente.

Appena arrivato al Chat Qui Rit la sala si rivela come un equilibrio attentamente costruito tra memoria architettonica e intervento contemporaneo.

Il primo impatto è dato dagli elementi originali veneziani, lasciati volutamente in evidenza come
il soffitto ligneo che con le sue travi calde e vissute, dialoga con le colonne e con i muri in pietra d’Istria, ruvidi e chiari, che restituiscono una sensazione materica autentica, quasi tattile.
Non sono semplici dettagli decorativi, ma ossature del passato che ancorano lo spazio alla storia di Venezia.

Il pavimento, rialzato per proteggere il locale dall’acqua alta, introduce una soluzione ingegnosa.

Le antiche piastrelle originali non sono state eliminate, ma recuperate e trasformate in una cornice decorativa per un grande “quadro arboreo” in sala.
Boiserie in legno scuro rivestono alcune pareti, mentre poltroncine in pelle si alternano a sgabelli ricavati da sedie vintage spagnole e oggetti di brocantage, provenienti da mercatini locali che aggiungono dettagli discreti ma ricchi di carattere, come piccoli indizi di storie passate disseminati nello spazio.

La cena.

Iniziamo la cena con un Franciacorta Extra Brut ‘Alma Assemblage 2’ di Bellavista e il benvenuto della cucina.
Abbiamo dei Macaron salati alla barbabietola, panna cotta al pecorino e gel all’aceto balsamico.
Sarde in saor, marinate e un gel di cipolla rossa.
Bignè farcito con della robiola e petto d’anatra e infine polpettine di granchio con una punta di sriracha per dare una nota piccante.
Un Salina Bianco, 2024 di Hauner accompagna delle capesante con murici, spuma fatta con il codium, alga marina e una salsa realizzata con la capasanta gratinata e infine un brodo realizzato con katsuobushi e yuzu.
Goloso il bao farcito con baccalà mantecato, verza stufata e sriracha.
bao farcito con baccalà mantecato, verza stufata e sriracha
Con il pane arrivano anche delle piacevoli cialde al riso soffiato, paprika e alga nori.
pane

Dagli antipasti ai primi

Molto buono lo spaghettone alla veneziana con salsa di sardine e cipolla, salicornia e anguilla affumicata.
In abbinamento abbiamo un 100% Friulano, Barabba, 2021 di Terre Lazzaroni.
Un buon Curtefranca Bianco “Convento Ss. Annunciata”, 2023 di Bellavista  accompagna il secondo piatto.
Filetto di Rombo con Millefoglie di patate fritte, salsa di salicornia, cavolo marinato con aceto, una salsa realizzata con burro, limone, timo, rosmarino e origano e olio al prezzemolo.
Passiamo ad un rosso, un Chianti Classico ‘Argenina’, 2020 di Podere il Palazzino per la quaglia cucinata allo yakitori con salsa beurre blanc, cardoncello fritto e una cialda realizzata con porcini.
Proseguiamo con i dolci e il predessert, un sorbetto al lampone e una meringa realizzata con latte e cereali.
sorbetto al lampone e una meringa realizzata con latte e cereali.
Un classico, I Capitelli, 2018 di Anselmi introduce il “Ricordo di un viaggio in Sicilia”.
Abbiamo un gelato alla ricotta di capra, pomodori confit, capperi zuccherati, cremoso alla mandorla con cioccolato bianco, biscotti fatti della stessa pasta dei cannoli siciliani e marshmallow finale per pulire il palato.
La serata al Chat Qui Rit si conclude con la consueta piccola pasticceria, lasciando una piacevole sensazione, non solo per la cucina ma anche per l’atmosfera raccolta e il servizio in sala, sempre attento e gentile.
Piccola pasticceria
La gentilezza discreta di Giovanni Mozzato ha accompagnato ogni momento con naturalezza, contribuendo a creare un’esperienza armoniosa, in cui ogni dettaglio, dal piatto al gesto, sembrava trovare il proprio posto.
Uscendo, resta la percezione di aver vissuto non solo una gradevole cena ma un frammento di Venezia da ricordare con piacere.
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Ingegnere pugliese, nato a Foggia nel 1971, con oltre vent’anni di esperienza nel settore Qualità, maturata tra automotive e aerospazio, oggi responsabile del collaudo di linea per diversi programmi aeronautici nello stabilimento Leonardo Aeronautica di Foggia. Insomma, la precisione fa parte del mio DNA… ma accanto alla mia anima tecnica, pulsa fortissima una passione creativa che non ha mai smesso di cercare bellezza. Amo l’arte, il design, la moda, la musica, la pittura ma soprattutto, da anni coltivo un amore profondo e insaziabile per l’enogastronomia. Mi piace raccontarla come la vivo: con curiosità, entusiasmo e meraviglia, andando alla scoperta di territori, tavole, persone e storie che sanno emozionare. Giro l’Italia e l’Europa con la forchetta in una mano e la penna (o lo smartphone) nell’altra, convinto che dietro ogni piatto ben fatto si nasconda un mondo da scoprire. Scrivere di cibo, vino e luoghi è per me un modo per condividere esperienze con amici, colleghi e chiunque ne abbia interesse, esperienze che, oltre a deliziare il palato, arricchiscono l’animo umano. Perché, alla fine, il buono e il bello camminano spesso insieme. E io cerco di seguirli, con fame di vita e occhi sempre pronti a stupirsi.
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