Ristorante del Lago

Ristorante del Lago
(Lago di Acquapartita) – Una Stella Michelin
Chef: Simone Bravaccini
Cena del 2 Maggio 2025
Ci sono luoghi che ancora prima di sederti a tavola ti fanno sentire nel posto giusto e subito ti trasmettono piacevoli sensazioni.

Il Ristorante del Lago, affacciato sul suggestivo Lago di Acquapartita, è uno di questi.

Arrivi tra i boschi dell’Appennino romagnolo, l’aria si fa più fresca, il silenzio è punteggiato solo dai suoni della natura.
Poi appare il lago, e poco distante il ristorante, elegante ma senza ostentazione, perfettamente inserito nel paesaggio.
È un’emozione sottile, quasi immediata. Una sensazione di accoglienza autentica.
La storia comincia nel 1971, quando Catia e Paolo Bravaccini decidono di aprire qui il loro ristorante, non una scelta casuale, ma un atto d’amore verso il territorio.

La loro cucina era schietta, sincera, profondamente legata alla Romagna e ai suoi prodotti, funghi, selvaggina, erbe spontanee, trote di lago.

Nel tempo il ristorante diventa un punto di riferimento per chi cerca sapori veri e ospitalità genuina. Catia e Paolo non hanno mai inseguito le mode: hanno costruito un’identità solida, giorno dopo giorno, servizio dopo servizio.
Ed è proprio questa identità che si percepisce ancora oggi, appena si entra.

Una parte fondamentale di quell’emozione iniziale di cui parlavo ha un nome preciso: Andrea Bravaccini.

È lui che ci accoglie all’ingresso e ci segue durante la cena.
Giovane, preparato, mai invadente.
Andrea non si limita a consigliare un vino ma racconta storie, territori, produttori.
Adoro quando qualcuno trasmette la propria cultura del vino, la sua cantina con centinaia e centinaia di etichette italiane e francesi non è un semplice elenco, ma uno strumento narrativo che dialoga con la cucina.
Sa leggere il tavolo e capire chi ha davanti ed è lì che il ristorante si imprime nella memoria: perché ti senti seguito, ascoltato, valorizzato.

In cucina c’è il fratello minore, Simone Bravaccini.

Dopo esperienze in grandi ristoranti italiani, tra cui il San Domenico di Imola e Piazza Duomo ad Alba, Simone torna ad Acquapartita con una visione chiara, non rompere con la tradizione, ma farla evolvere.
La sua è una cucina precisa, elegante, i sapori sono netti, riconoscibili, ma alleggeriti, affinati, resi contemporanei.
Il culmine di questo percorso arriva quando il Ristorante Del Lago ottiene la sua prima Stella Michelin nella Guida Michelin 2025.
Appena seduti al ristorante viene servito un confortevole brodo di funghi prugnoli.
brodo di funghi prugnoli
Con un Crémant de Bourgogne Blanc De Noirs Extra Brut di Costance & Valentin iniziamo il menù con il benvenuto della cucina.
Pan brioche al carbone vegetale, mousse di cavolfiore e maionese alla curcuma.
Pane croccante con burro salato della Normandia ed erba cipollina, cipolla agrodolce e tartufo nero.
Bon bon di cervo, mini tacos al pomodoro, battuta di capriolo e maionese ai frutti rossi.
Bignè con maionese alla pancetta e guanciale croccante.
Cialda di nocciole e riduzione di aceto balsamico e un bacio di dama salato con mandorla, paprika e formaggio caprino.
Un orange wine “MU”, 2023 prodotto dal Domaine Clos du Rouge Gorge, accompagna una tartare di trota, marinata e affumicata con gel al frutto della passione e gelato al basilico.
Bourgogne Cote d’Or Blanc, 2022 del Domaine Guy Bocard per la gustosa cipolla cotta al vapore e poi fritta al barbecue, servita su di una crema di erborinato con salsa di soia, polvere di porcini, zest di limone e tartufo nero pregiato. Segue un secondo servizio della cipolla con una cialda al mais con maionese di cipolla e polvere di cipolla bruciata.
Passiamo al panino al pulled pork.
Alla base troviamo pane soffiato, senape, insalata e pulled pork in abbinamento Tresche, 2022 di Villa Papiano.

E’ il momento dei primi.

Un buonissimo Oloroso da palomino fino en Rama Cruz Vieja di Faustino González accompagna un riso Carnaroli riserva San Massimo mantecato con beurre blanc e brodo ai funghi con al di sopra polvere di porcini e funghi prugnoli freschi.
Andrea ci presenta un Anjou Rouge del Domaine des Brumes, annata 2023 con delle ottime tagliatelle di sedano rapa con ragù di lepre, polvere di rosmarino e olio all’alloro.
Segue Morgon ‘Cote du Py’, 2018 di Jean Foillard introduce dei plin di anatra e salsa royale.

Tutto estremamente piacevole.

pane
E si continua con un filetto di maialino cotto a bassa temperatura e poi alla brace con il suo fondo, salsa royale, olio all’erba cipollina e nocciole del Piemonte in pairing con il Valpolicella Superiore 2020 di Ferragu Carlo.
Passiamo ad una bella selezione di formaggi e Andrea propone un doppio accompagnamento con un Vino da uve stramature “Apeyron” di Villa Venti e il Porto White Riserva di Cristiano Van Zeller.
È il momento dei dolci con un buon Moscato Rosa, 2023 di Franz Haas e un sorbetto al mandarino con la sua spuma completato con olio extravergine di oliva.
Infine un Sauternes Château Les Justices 2019 accompagna una Cheese cake al mascarpone e ricotta con gelè, spuma e sorbetto alle fragole e un crumble di vaniglia.
La consueta piccola pasticceria conclude una piacevolissima cena, il Ristorante Del Lago non colpisce solo per la tecnica o per il prestigio del riconoscimento.

Colpisce perché ti fa stare bene.

La Stella della Guida Michelin brilla come un riconoscimento meritato, ma ciò che resta più impresso è quella sensazione di essere stati accolti in una casa prima ancora che in un ristorante.
Una casa dove la tradizione non è nostalgia, ma radice viva, dove l’innovazione non è esibizione, ma evoluzione naturale.
Forse è proprio questo il segreto più grande dei Bravaccini: aver trasformato un luogo affacciato su un lago dell’Appennino in una destinazione gastronomica capace di restare impressa nella memoria, fin dal primo istante.
Questo articolo è stato visualizzato: 34157 volte.
Condividi Questo Articolo
Ingegnere pugliese, nato a Foggia nel 1971, con oltre vent’anni di esperienza nel settore Qualità, maturata tra automotive e aerospazio, oggi responsabile del collaudo di linea per diversi programmi aeronautici nello stabilimento Leonardo Aeronautica di Foggia. Insomma, la precisione fa parte del mio DNA… ma accanto alla mia anima tecnica, pulsa fortissima una passione creativa che non ha mai smesso di cercare bellezza. Amo l’arte, il design, la moda, la musica, la pittura ma soprattutto, da anni coltivo un amore profondo e insaziabile per l’enogastronomia. Mi piace raccontarla come la vivo: con curiosità, entusiasmo e meraviglia, andando alla scoperta di territori, tavole, persone e storie che sanno emozionare. Giro l’Italia e l’Europa con la forchetta in una mano e la penna (o lo smartphone) nell’altra, convinto che dietro ogni piatto ben fatto si nasconda un mondo da scoprire. Scrivere di cibo, vino e luoghi è per me un modo per condividere esperienze con amici, colleghi e chiunque ne abbia interesse, esperienze che, oltre a deliziare il palato, arricchiscono l’animo umano. Perché, alla fine, il buono e il bello camminano spesso insieme. E io cerco di seguirli, con fame di vita e occhi sempre pronti a stupirsi.
Nessun commento

Lascia un commento