Ristorante Feel

Ristorante Feel
Cena del 13 Marzo 2026
Como è una città che vive, da sempre, sotto il peso gentile ma ingombrante del suo lago.
I turisti arrivano, fotografano la sponda, mangiano in uno dei tanti locali pensati per il passaggio veloce, e proseguono.
Per anni, la città lariana è sembrata una piazza difficile per la vera cucina d’autore.
Non perché manchi il territorio da raccontare, ma perché manca, spesso, chi ha il coraggio di raccontarlo senza compromessi turistici.
È in questo contesto che, passeggiando per le vie laterali del centro storico comasco, si scopre Feel.
Un piccolo gioiello che ha cambiato la prospettiva su cosa significhi fare alta cucina in questa città.
Non un ristorante sul lago, non una vista da cartolina, ma un angolo intimo del centro storico dove il vero paesaggio da ammirare è quello che arriva nel piatto.
Un paesaggio fatto di boschi, di monti, di erbe selvatiche, più che di acqua.
Feel nasce nel 2014 per volontà di Federico Beretta, milanese, classe 1983, formatosi all’Istituto Hotelier Amerigo Vespucci di Milano.

Il nome del locale racchiude in sé il senso più profondo del progetto.

Feel, il sentimento, il legame autentico che lo chef ha voluto costruire con un territorio che, quasi per caso, lo ha adottato, e che ha desiderato valorizzare nel modo che gli riusciva meglio: la cucina.
Prima di Feel, a venticinque anni, Federico si era già trovato a gestire una brigata di dodici persone nelle cucine del Circolo Ufficiali Radetzky a Palazzo Cusani, nel quartiere di Brera a Milano.
Un’esperienza che lui stesso ha definito profondamente formativa, vista la giovane età e la maturità richiesta da uno staff in gran parte più anziano di lui.
Dopo undici anni complessivi di gavetta nelle cucine di Lombardia e all’estero, nel 2014 decide che è il momento di scrivere un capitolo tutto suo.
Lo fa trasformando quello che era stato un vecchio negozio poco distante dal Duomo di Como in uno spazio di espressione gastronomica personale.

Negli anni il riconoscimento professionale cresce in modo costante.

Nel 2016 entra a far parte dell’associazione CHIC, Charming Italian Chef, oltre che di numerose guide di riferimento dell’alta cucina italiana e aderisce all’Alleanza dei Cuochi di Slow Food per il proprio impegno nella promozione della cultura gastronomica del territorio.
Nel 2019 entra nel circuito internazionale JRE, Jeunes Restaurateurs d’Europe.
E nel 2020 viene nominato Chef Ambasciatore del Territorio per la provincia di Como dalla Guida Gambero Rosso.
Beretta ha anche conosciuto una breve stagione di popolarità televisiva, partecipando come giudice e protagonista al programma Rai La Prova del Cuoco condotto da Antonella Clerici.
E più recentemente comparendo in un servizio dedicato di Sky-Gambero Rosso sui giovani ristoratori d’Italia.
Un riconoscimento mediatico che lui stesso ha sempre vissuto con understatement, preferendo lasciare che fosse il lavoro quotidiano in cucina a parlare per lui.

Lo spazio che oggi ospita Feel è un ambiente elegante, raffinato e minimal.

Nuda pietra, tavoli in legno, una mise-en-place essenziale che lascia parlare i materiali più che gli orpelli decorativi.
Due sale storiche e uno spazio raccolto che conta appena sei tavoli e sedici coperti complessivi, un numero che racconta da solo la filosofia di un’ospitalità misurata.
La cantina conta circa duecento etichette, con particolare attenzione ai piccoli produttori e ai vitigni autoctoni, in perfetta sintonia con la filosofia di territorio che anima l’intero progetto.
La cucina di Federico Beretta nasce da un’idea precisa e mai tradita.
Raccontare non genericamente “il territorio”, ma uno specifico arco geografico che dal Lago di Como si spinge verso la Liguria, attraversa con insistenza il Piemonte e la Val d’Aosta, fino a toccare la “luce dell’Est” tra Trentino e Friuli.
Boschi, laghi, colline, malghe d’alta quota.
Tutto l’arco alpino diventa materia prima e fonte di ispirazione per una proposta che ha un’identità fortissima e coerente.
Il pesce di lago convive in carta con la cacciagione, le erbe spontanee raccolte personalmente da Federico sui monti della zona, i prodotti dei piccoli caseifici alpini e i presìdi Slow Food disseminati su questo territorio sorprendentemente ricco.

La pandemia, paradossalmente, ha rappresentato per lo chef un momento di crescita.

Il tempo forzatamente dilatato gli ha permesso di girare e conoscere più a fondo i boschi sulle cui erbe si fonda gran parte della sua cucina, scoprendo nuove ricette e nuove ispirazioni che da allora sono entrate stabilmente in menu.
Il percorso degustazione “Sottobosco” è l’espressione più compiuta di questa filosofia e si apre con una vera passeggiata virtuale che conduce dal lago alla montagna lungo gli ecosistemi del territorio lariano.
Ed in abbinamento viene proposto un metodo classico NEB dell’Azienda Vinicola Torraccia Del Piantavigna.
Ottimo il pane, fatto in casa con cinque cereali e cumino o cotto al vapore con menta e rosmarino, e accompagnato da un burro affumicato alla camomilla.

Gli antipasti

Con un Sidro Melagodo Extra-Dry dell’Azienda Agricola Del Fatti Laura assaggiamo la prima portata.
Un radicchio delle Dolomiti in tempura con bottarga di Lucioperca, rafano, terra di tartufo nero e una crema di sedano rapa in un bellissimo equilibrio di sapori.
Estremamente interessante anche la trota affumicata con pino mugo in varie consistenze, in miele, in aria, in olio e uova di trota.
Abbinata con una birra artigianale ambrata in stile Amber Ale, l’Ambrada, prodotta dal birrificio DuLac.

I primi

Passiamo ad un buon rosso, il “Pinero” di Ca’ del Bosco, annata 2022 con i successivi primi piatti.
Delle buonissime linguine al carpione con una salsa all’uvetta, spuma e polvere di cipolla dolce piemontese, crumble e olio di aneto e agone affumicato al vermouth.
E degli intriganti maccheroncini al cacao con crema di ragù di selvaggina, cervo, daino e lepre, polvere di barbabietola e crumble e olio all’abete bianco.
Un’altro equilibrio molto complesso ma davvero ben riuscito.
Stupendo anche il risotto alla rosa canina, leggermente acidula, alla base una civè di coniglio, salsa al civè, salsa all’aglio nero, rognoni di coniglio e polvere di ginepro.
In abbinamento il rosato Settecento, Alpi Retiche di Ca’ Bianche.

Il secondo

Non da meno il piatto di carne successivo, cervo, nocciole e stufato di semi accompagnato da un Merlot “Le Merle”, 2019 di Lês Cretes.
Apriamo la parte dolce del menu con crema al gorgonzola, uva fragola e noci e un cocktail realizzato con digestivo alla camomilla, acqua calda e oli essenziali.
A seguire una mousse al fieno, verza gelata ricoperta di cioccolato bianco, gel di betulla, polvere e crumble alle erbe, cerfoglio ricoperto di cacao e in abbinamento il Chinato di Erba Volant.
Una bella selezione di formaggi locali, la piccola pasticceria ed un Amaro Succi di Erba Volant concludono un’altra bellissima cena da Feel.
Ci sono ristoranti che si limitano a usare il territorio come etichetta, e ce ne sono altri che lo abitano davvero, conoscendolo pianta per pianta, Feel appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

In un centro storico abituato a servire la cartolina del lago, Federico Beretta ha avuto il coraggio di guardare altrove.

Verso il bosco, verso la montagna, verso un paesaggio meno fotografato ma molto più ricco di quanto si possa immaginare passeggiando lungo le rive.
Sei tavoli, sedici coperti.
Feel non ha mai inseguito i grandi numeri, ha sempre preferito la qualità della relazione con ogni singolo ospite, in un equilibrio fatto di precisione tecnica e attenzione costante al dettaglio.
Federico Beretta ed io

 

In sala, un servizio professionale e disinvolto accompagna ogni portata con la stessa cura dedicata in cucina, completando un’esperienza che si propone, con grande coerenza, di restituire a Como un fine dining autentico, lontano dal turismo di massa e finalmente capace di guardare alla montagna, oltre che al lago.
Quello che resta, uscendo da Feel, non è solo il ricordo di un pasto eccellente, ma la sensazione di aver visto Como e tutto l’arco alpino che la circonda con occhi nuovi.
Un sentimento, appunto: quel feeling che dà il nome al ristorante, e che difficilmente si dimentica.
E mi sento di dirlo senza esitazione: Feel entra di diritto nella mia personale lista dei ristoranti che meriterebbero da tempo una stella Michelin.
La cura, la coerenza, la profondità di ricerca che Federico Beretta porta in ogni piatto meritano un riconoscimento che, a questo punto, sembra solo una questione di tempo.
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Ingegnere pugliese, nato a Foggia nel 1971, con oltre vent’anni di esperienza nel settore Qualità, maturata tra automotive e aerospazio, oggi responsabile del collaudo di linea per diversi programmi aeronautici nello stabilimento Leonardo Aeronautica di Foggia. Insomma, la precisione fa parte del mio DNA… ma accanto alla mia anima tecnica, pulsa fortissima una passione creativa che non ha mai smesso di cercare bellezza. Amo l’arte, il design, la moda, la musica, la pittura ma soprattutto, da anni coltivo un amore profondo e insaziabile per l’enogastronomia. Mi piace raccontarla come la vivo: con curiosità, entusiasmo e meraviglia, andando alla scoperta di territori, tavole, persone e storie che sanno emozionare. Giro l’Italia e l’Europa con la forchetta in una mano e la penna (o lo smartphone) nell’altra, convinto che dietro ogni piatto ben fatto si nasconda un mondo da scoprire. Scrivere di cibo, vino e luoghi è per me un modo per condividere esperienze con amici, colleghi e chiunque ne abbia interesse, esperienze che, oltre a deliziare il palato, arricchiscono l’animo umano. Perché, alla fine, il buono e il bello camminano spesso insieme. E io cerco di seguirli, con fame di vita e occhi sempre pronti a stupirsi.
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