Ristorante Quintessenza a Trani
- Entrare in questo ristorante, nel cuore di Trani, è per me da tempo come varcare la soglia di amici, l’accoglienza è sempre calorosa, mai formale, capace di mettermi subito a mio agio.
- La capacità dei fratelli Di Gennaro, quei “bravi ragazzi” come mi piace chiamarli, di farti sentire accolto, ascoltato, quasi coccolato, come se fossi ospite e non cliente.
- Ho sempre trovato splendido dal punto di vista architettonico il Ristorante Quintessenza, dove l’architettura storica incontra dettagli di design contemporaneo scelti con gusto e personalità.
- Da qui si ammira il Castello Svevo di Trani, bellissimo soprattutto nelle sere d’estate quando la luce del tramonto tinge di rosa la pietra e l’atmosfera si fa quasi magica.
- Continuiamo con due altri ottimi starter.
Chef: Stefano Di Gennaro
1 Stella Michelin
Cena del 10 Aprile 2025
Sono passati alcuni mesi dalla mia ultima visita al Quintessenza, ma il ricordo di quell’esperienza è rimasto vivido e piacevole, come succede solo nei luoghi che sanno davvero farti sentire a casa.
Entrare in questo ristorante, nel cuore di Trani, è per me da tempo come varcare la soglia di amici, l’accoglienza è sempre calorosa, mai formale, capace di mettermi subito a mio agio.
Ciò che mi ha sempre colpito ogni volta di questo ristorante è l’armonia tra sala e cucina, un equilibrio perfetto che rende l’esperienza completa.
La capacità dei fratelli Di Gennaro, quei “bravi ragazzi” come mi piace chiamarli, di farti sentire accolto, ascoltato, quasi coccolato, come se fossi ospite e non cliente.
È questo, credo, il vero segreto della Quintessenza, unire la qualità gastronomica a un senso di ospitalità autentica che resta nel cuore.
Ci accolgono all’ingresso Domenico e Saverio Di Gennaro, con la loro tipica e genuina cortesia.
E dopo un saluto a Stefano e Alessandro Di Gennaro in cucina saliamo le scale per accomodarci nella sala principale.
Ho sempre trovato splendido dal punto di vista architettonico il Ristorante Quintessenza, dove l’architettura storica incontra dettagli di design contemporaneo scelti con gusto e personalità.
Adoro la scenografica Gold Moon, la lampada di Catellani & Smith che illumina l’ingresso, sospesa come una scultura luminosa che accoglie gli ospiti con eleganza teatrale.
Del pari i raffinati tavoli clessidra, veri e propri elementi di arredo che contribuiscono all’identità del ristorante.
La bellissima cantina in vista o lo splendido terrazzo, un angolo che regala uno scorcio indimenticabile.
Da qui si ammira il Castello Svevo di Trani, bellissimo soprattutto nelle sere d’estate quando la luce del tramonto tinge di rosa la pietra e l’atmosfera si fa quasi magica.
Partiamo con il benvenuto dello Chef e uno Champagne Brut Royale Réserve Philipponnat.
Arriva, poi, la prima portata del menu “quintessenziale”.
Un Insalata di tonno Balfego, scottato con salsa ponzu, datterini gialli vanigliati, pomodorini confit, agretti stufati, cetrioli, cipolla rossa marinata in sciroppo agrodolce e aceto di lamponi.
In abbinamento il Fiano di Avellino, “Bacio delle Tortore”, 2023 della cantina Passo delle Tortore.
Continuiamo con due altri ottimi starter.
Scampo con frutti rossi, pisello, salsa all’ostrica e una cialda di farina di riso e alghe.
A seguire zucchine in varie consistenze, alla base zucchine gialle, zucchine saltate in padella, chips di zucchine, una salsa beurre blanc, trippa di baccalà e caviale Kaluga Amur Gold.
Saverio ci propone un Bourgogne Blanc “Les Sétilles” 2021 di Olivier Leflaive per delle maestose linguine con ostriche, sedano e salicornia.
Strepitoso il risotto alla pescatora di Stefano, dove ogni ingrediente viene lavorato separatamente creando un sapiente gioco di sapori e consistenze.
In abbinamento Immensus, Malvasia bianca, annata 2009 dell’azienda agricola Mazzone.
Continuiamo con un particolare formato di pasta, delle genovesine ziti lisci con asparagi, riduzione al pompelmo e tartufo, una dimostrazione che anche la pasta liscia può piacere!
Passiamo ad un vino del Salento, Diciotto Fanali 2019 dell’azienda agricola Apollonio per la pescatrice servita con crema di carciofi, carciofi cotti al vapore e alla brace, senape e olio nero.
Un rosso austriaco, Blaufränkisch Barrique, 1999 dell’azienda vinicola Pretterebner accompagna una piacevole lombata di agnello marinata e cotta allo yakitori, il suo fondo e verdure di stagione.
Con un bellissimo predessert e un Banyuls Grand Cru Baillaury, 2009 di Abbe Rous passiamo ai dolci di Alessandro.
Qui abbiamo una sorta di fior di fragola con panna cotta alla vaniglia, mousse al cioccolato bianco, sorbetto alle fragole, fragole e meringa.
Poi una torta mimosa con alla base un savoiardo al mandarino, ananas caramellato, una spuma al cioccolato bianco, pan di spagna e sorbetto all’ananas.
Ed infine un soffice alle mandorle con mandorle, miele, un gelato latte e miele e marmellata di limone.
Terminiamo con la consueta e piacevole piccola pasticceria.

Ogni volta che penso a Trani, uno dei ricordi più belli è proprio quello di una serata trascorsa al Quintessenza.
So già che tornerò chissà quante altre volte, perché qui non si vive soltanto una cena, ma un momento fatto di emozioni, sapori e persone che hanno la capacità di trasformare l’alta cucina in un’esperienza intima e familiare.




































