Ristoratore non trova stagionali: “decidete voi stipendio e orari”

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Cerco aiuto pizzaiolo, camerieri caffetteria e banconista bar, per stagione estiva. Lo stipendio lo decidete voi, il giorno libero li decidete voi e gli orari anche. Per info contattatemi”. Questo è l’annuncio di lavoro scritto, a metà tra il serio e provocatorio, da Pierluigi Lucino, imprenditore leccese titolare di una pizzeria e di un locale, Riviera Bar Bistrot di Porto Cesareo. Il ristoratore non trova stagionali da diversi mesi

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ristoratore non trova stagionali

Pierluigi Lucino in un altro annuncio – stavolta del tutto serio – pubblicato su Facebook ha reso noto quali sarebbero le paghe base: tra 1200 e 1500 euro per i seguenti ruoli: aiuto pizzaiolo, lavapiatti sera, una figura alla friggitrice, lavapiatti mattina, camerieri caffetteria, camerieri drink, baristi. Parlando di stipendio base, è lecito pensare che vi possano essere degli extra.

Dice: «In tv e sui social si parla di imprenditori che sfruttano, in realtà io e i miei colleghi in zona non riusciamo a trovare persone disposte a lavorare nonostante stipendi più che dignitosi. Offro dai 1200 euro in su netti al mese e non trovo persone disponibili».

Al post non hanno risposto, al momento, candidati tanto che le posizioni aperte da Lucino sono vacanti da mesi. Per il ruolo di aiuto pizzaiolo la paga può arrivare a 1500-1600 euro netti al mese ma è da mesi che l’imprenditore non trova candidati. Tanto da aver deciso di ridurre il numero di pizze sfornate in una serata. «Non posso far lavorare troppo l’unica persona che ho, non sarebbe giusto. Invece di 150 pizze abbiamo messo il tetto a 100». Lucino spiega di aver anche ricevuto persone che chiedevano di lavorare in nero pur di non perdere il reddito di cittadinanza. «È paradossale ma è successo. In un contesto del genere piuttosto si aiutino gli imprenditori ad assumere in regola, no ai 5 euro l’ora sì ai contratti collettivi nazionali che ci sono e vanno applicati», aggiunge.

Per l’imprenditore il tema è anche che i giovani non considerano il lavoro da camerieri come un’opportunità o un’esperienza utile. «Durante la pandemia molti sono andati a lavorare da altre parti, chi aveva voglia di lavorare ha trovato impiego nella logistica o in azienda. Sono mesi che posto annunci. È una situazione grave che sta mettendo in crisi la ristorazione locale. Che, ci tengo a ribadirlo, non è fatta di disonesti come si sente dire troppo spesso», aggiunge.

 

Da non poche settimane, ormai, è emersa la questione della mancanza di personale in strutture come bar, locali, ristoranti, alberghi e così via. Gli imprenditori lamentano difficoltà in quanto non riescono a sfruttare a pieno le potenzialità delle proprie attività. Molti di essi dànno la colpa al reddito di cittadinanza, sostenendo che il sussidio statale incentiverebbe in particolar modo i ragazzi a non lavorare. Ben poca importanza viene generalmente data a due altre problematiche: gli stipendi davvero troppo bassi (spesso a fronte di orari di lavoro estenuanti) e la tassazione elevatissima che non consente di aumentare il netto in busta paga. Lo Stato è di fatto il socio a metà delle imprese, nel senso che assorbe la metà – e oltre – dei guadagni (senza investire un euro).

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