Rivera: 75 anni di eccellenza ed innovazione nel vino pugliese

Marco, Carlo e Sebastiano De Corato

Rivera: 75 anni di eccellenza ed innovazione nel vino pugliese

L’azienda Rivera si distingue come un punto di riferimento per il vino pugliese, situata ai piedi del celebre Castel del Monte.

Nel 2025 celebrerà i suoi 75 anni di attività, all’insegna di successi ottenuti con determinazione. Il fiore all’occhiello della produzione è il Nero di Troia, che ha guadagnato apprezzamento in tutto il mondo.

Sebastiano de Corato, proprietario e direttore commerciale di Rivera, ci ha raccontato la necessità di pensare al futuro del vino, utilizzando al meglio le risorse a disposizione, proprio come in una mano di poker.

I vigneti di Nero di Troia
I vigneti di Nero di Troia

Nel 1921, Giuseppe de Corato acquistò la tenuta Rivera nel cuore della Puglia murgiana, avviando la coltivazione di vigneti e uliveti. Negli anni Quaranta, il figlio Sebastiano ha contribuito a dare forma alla Rivera moderna, convinto del potenziale vitivinicolo della regione, in particolare del Castel del Monte.

Successivamente, Carlo, figlio di Sebastiano, si concentrò sul miglioramento della qualità delle uve e sulle innovazioni tecnologiche, avviando una vera rivoluzione che continua oggi con Sebastiano e Marco. Il Nero di Troia è sempre stato un cavallo di battaglia, grazie alla sua struttura robusta.

“Sino ad allora non avevamo la conoscenza né le cantine attuali per esaltare il vitigno, necessitando quindi di un abbinamento con il Montepulciano,” spiega Sebastiano de Corato. “Questo uvaggio ha dato vita a Il Falcone, un grande rosso pugliese noto per la sua longevità.”

Tuttavia, si era solo all’inizio per il Nero di Troia. “Negli anni Novanta, abbiamo compreso che era necessaria una svolta verso la vinificazione in purezza, dopo aver condotto studi mirati.”

Il professor Attilio Scienza ha avviato una selezione massale, recuperando cloni storici che hanno mostrato una maturazione ottimale dell’uva, evitando malattie. “Il potenziale produttivo si è dimostrato eccellente,” afferma.

La nascita del Puer Apuliae ha portato in primo piano la varietà, presente nell’etichetta stessa. “Parlare dell’uva era rischioso; a quel tempo eravamo solo una manciata di produttori. Oggi, la collaborazione è fondamentale per contribuire al successo del vitigno.”

Puer Apuliae
Puer Apuliae

L’obiettivo della nuova etichetta era dimostrare la longevità e la versatilità del Nero di Troia, cercando di sfatare miti su un vino considerato rustico. Rivera ha quindi esplorato diverse versioni del Nero di Troia, tra cui una più leggera, affinata in acciaio, fino ad arrivare a un rosato che ha conquistato il mercato.

Il Nero di Troia ha un fascino storico, legato anche a Federico II di Svevia, e continua a piacere soprattutto all’estero, in Paesi come il Canada. “Negli anni del Primitivo, abbiamo cominciato a farci conoscere all’estero e a evidenziare le nostre differenze.”

Vigneto Tardascia
Vigneto Tardascia

 

Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo a uno stile di Nero di Troia troppo “facile”, rischiando di appiattire la vera essenza del vitigno. “I produttori devono mantenere l’autenticità mentre aspirano al successo,” commenta.

Il futuro del Nero di Troia si basa su storie, viaggi e degustazioni, mostrando così l’altro lato del vino pugliese. Riguardo alla potenziale riduzione del contenuto alcolico, Sebastiano de Corato lascia aperta la possibilità. “Il mondo del vino dovrà rispondere alle nuove esigenze, e non escludo un Nero di Troia dealcolato in futuro.”

Concludendo, de Corato ha chiaro il futuro per le cantine Rivera: “Investiremo nei prossimi 75 anni, puntando sull’autenticità e sull’autoctono del vino pugliese. In questo periodo di crisi, chi lavorerà meglio avrà futuro.”

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Giornalista pubblicista, dopo un decennio a rincorrere cronaca e politic(i) era arrivato il momento di decidere se cambiare vita o proseguire con questa professione. È stato in quel momento che la passione per la tavola e tutto quello che si cela dietro – anzi, prima – si è trasformata in lavoro. Nel 2017 insieme ad un manipolo di visionari come me fondo Virtù Quotidiane, testata che in pochi anni si afferma nel panorama dell’informazione enogastronomica e non solo abruzzese, al quale si affianca un’agenzia di comunicazione a 360 gradi. Da cosa è nata cosa e gli orizzonti si sono ampliati, è iniziata la collaborazione con alcune guide e con Di testa e di gola.
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