Road to Itinere: Castello Bonomi e il volto verticale della Franciacorta
Ci sono degustazioni che si limitano a raccontare un vino. E poi ci sono incontri che riescono a raccontare un territorio, una visione e persino un modo di vivere il vino.
Il primo appuntamento di “Road to Itinere”, ospitato da The Rome Edition, è stato proprio questo: un viaggio dentro il Monte Orfano e dentro la filosofia produttiva di Castello Bonomi. Accompagnati dalle parole di Stefania De Franceschi e di Alessandro Scorsone.
Un racconto che parte da una collina diversa dal resto della Franciacorta. Il Monte Orfano, infatti, non ha origine morenica come gran parte del territorio franciacortino, ma tettonica. Una formazione emersa milioni di anni fa, ricca di fossili marini, gesso e calcare, elementi che ritornano nel bicchiere sotto forma di sapidità, tensione e verticalità.

La degustazione
Dal Monte Orfano nasce la filosofia di Castello Bonomi: una Franciacorta dalla forte identità territoriale, capace di coniugare struttura ed eleganza senza perdere freschezza.
Uno degli aspetti più affascinanti emersi durante la degustazione è stato il lavoro di microzonazione portato avanti dalla cantina. Ogni parcella viene seguita separatamente, con una gestione estremamente precisa delle maturazioni e della vendemmia.
La raccolta avviene esclusivamente a mano e può durare quasi un mese, perché ogni area del vigneto raggiunge la maturazione perfetta in momenti differenti. Un approccio quasi borgognone, fatto di osservazione, pazienza e rispetto del tempo della vite.
Anche la scelta biologica non appare come una semplice etichetta di tendenza, ma come una naturale conseguenza della filosofia aziendale. Le vigne, terrazzate e ventilate, permettono una maturazione sana delle uve e riducono naturalmente molte problematiche fitosanitarie.
Franciacorta Brut Cuvée 22
La degustazione si è aperta con il Franciacorta Brut Cuvée 22, unica etichetta non millesimata della linea presentata durante l’incontro. Un ingresso immediatamente giocato sulla freschezza, sulla precisione e su quella tensione salina che sembra essere la firma del Monte Orfano. Nel bicchiere emergono fiori bianchi, agrumi delicati, sentori di ananas e una carbonica sottile, elegante, mai aggressiva. Il sorso è teso, salino, dinamico, con quella scia minerale che sembra raccontare direttamente il sottosuolo del Monte Orfano.
È il vino che introduce perfettamente lo stile della cantina: eleganza senza eccessi e grande bevibilità.
Franciacorta CruPerdu Brut Millesimato
Con il Franciacorta CruPerdu Brut Millesimato il registro cambia completamente. Qui il Pinot Nero prende il centro della scena e il vino acquista maggiore profondità, struttura e complessità. Il nome nasce dal ritrovamento, nel bosco vicino ai vigneti aziendali, di un antico Pinot Nero selvatico poi recuperato dalla cantina.
Nel calice il frutto si fa più scuro e maturo, accompagnato da una materia più importante rispetto al Cuvée 22, ma senza perdere scorrevolezza. La carbonica rimane finissima e accompagna un sorso ampio, persistente e sorprendentemente agile.
Durante la degustazione si è parlato anche della versione Extra Brut del CruPerdu, prodotta soltanto nelle annate considerate eccezionali dalla cantina. La 2019, citata nel corso dell’incontro, rappresenta perfettamente questa visione. Dosaggi molto bassi, lunghi affinamenti e interventi ridotti al minimo, lasciando che siano il territorio e il tempo a guidare davvero il vino.
Franciacorta Rosé Brut Millesimato
Uno dei momenti più interessanti della degustazione è stato il Franciacorta Rosé Brut Millesimato, tipologia su cui Castello Bonomi è stata pioniera in Franciacorta. Grazie all’utilizzo del Pinot Nero in purezza con il vitigno che mostra il suo lato più gastronomico. Piccoli frutti rossi, arancia sanguinella, leggere sfumature speziate e una struttura che lo rende molto più di un semplice rosé da aperitivo.
È un vino che cerca il dialogo con il cibo, capace di accompagnare anche piatti più importanti e preparazioni dalla maggiore intensità gustativa. Mantenendo al contempo quella bevibilità e quella tensione gustativa che caratterizzano tutta la produzione aziendale.
Franciacorta Cuvée 1564 Brut Nature Millesimato
La degustazione si è conclusa con il Franciacorta Cuvée 1564 Brut Nature Millesimato, il vino che valorizza l’Erbamat. Vitigno autoctono inserito nel disciplinare proprio per la sua straordinaria acidità. Il nome richiama l’anno in cui questo vitigno venne documentato per la prima volta.
Nel bicchiere emerge un vino verticale, vibrante, essenziale, giocato più sulla precisione e sulla purezza che sull’impatto aromatico. Una chiusura perfettamente coerente con il filo conduttore dell’intera degustazione: eleganza, identità territoriale e capacità evolutiva.
Ma il momento più interessante dell’incontro non è stato legato soltanto ai vini. È stato il modo in cui il vino è stato raccontato.
Il piacere del vino
Non una lezione tecnica fatta di termini complicati e descrittori forzati. Ma una conversazione autentica sul piacere del vino, sulla condivisione e sull’emozione che un calice può ancora trasmettere.
Perché alla fine, come è stato detto, il vino non è soltanto tecnica. È memoria, compagnia, racconto e soprattutto emozione condivisa.
Road to Itinere sotto l’attenta organizzazione di Lorenzo Campoli di BereFacile ed Alessio Ranaldi di TasteFactory continuerà con altri eventi. Per poi arrivare alla manifestazione di novembre nei saloni di Palazzo Brancaccio. E viste le premesse siamo sicuri che rappresenterà ancora una volta l’eccellenza dell’enogastronomia nazionale.



