Roma apre le porte al Metodo Classico del Consorzio Alta Langa

ALTA LANGA BOLLICINE PIEMONTESI

Roma apre le porte al Metodo Classico del Consorzio Alta Langa

Dal Piemonte un’ondata di bollicine con Alta Langa Docg, a Roma, il 16 giugno presso Spazio Field di Palazzo Brancaccio.

EVENTO SPAZIO FIELD
EVENTO SPAZIO FIELD

I saloni immensi ed elegantissimi di Palazzo Brancaccio hanno aperto le porte ad Alta Langa Docg, Consorzio che nasce nel 2001 con 48 soci di cui 41 viticoltori. Nel 2011 arriva il riconoscimento della Docg retroattivo fino alla vendemmia 2008.

Oggi i soci viticoltori sono 90 e questo si traduce in una varietà di terreni e declinazioni diverse del Metodo Classico prodotto in questo areale. Siamo nella fascia collinare delle province di Asti, Alessandria e Cuneo situata alla destra del fiume Tanaro.

A ricordarcelo un bellissimo plastico-installazione all’interno della sala, “Onde”, un omaggio al territorio per descrivere e narrare gli ondulamenti collinari e le diverse esposizioni che rendono questi vini unici, suggerendo come questo bacino un tempo marino, oggi alimenta con il suo particolare terroir una produzione di eccellenza. L’evento ha ospitato 75 cuvée in degustazione, con 34 produttori e tre masterclass. Tantissimi gli ospiti, molte le aziende cha hanno attirato la nostra attenzione.

ONDA
ONDA

Ricordiamo che la produzione di Alta Langa risale all’Ottocento, il primo Metodo Classico in Italia, nelle Cattedrali Sotterranee oggi riconosciute Patrimonio Unesco. Da Pinto Nero e Chardonnay, in purezza, o in blend da percentuali variabili, da severo disciplinare sono previsti almeno 30 mesi sui lieviti. I terreni sono marnosi, calcareo-argillosi, con fertilità moderata. Siamo a 250 metri slm, fondovalle con prevalenza di umidità e pianura.

Di seguito i nostri assaggi:

Alta Langa Docg, extra Brut 2021, Tenuta Rocca:

azienda famigliare su terreni di calcare e sasso, molto asciutti. 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero, molto lineare, secco, dalla bollicina fine.

TENUTA ROCCA
TENUTA ROCCA

La Reine, Alta Langa Docg Brut, Ghione:

dalla zona di Canelli, con aggiunta di 3 gr litro di zucchero su Pinot Nero in purezza. Viene lasciato 50 mesi sui lieviti, fini e persistenti le bollicine, al naso intenso, ricorda frutta a polpa bianca, lycis, frutta tostata. In bocca una lieve acidità, fresco, glicerico, spuma intensa, pulita. Vino pieno e armonico.

GHIONE
GHIONE

Alta Langa Docg Brut 2021, Cavallero:

azienda storica, tra Asti e Cuneo, dove si faceva vino dal ‘500, secondo i documenti ritrovati. Terreno ricco di fossili a 500 metri, l’Alta Langa si produce dal 2020, prevede 30 mesi sui lieviti, i sentori sono di agrume, cedro, frutto giallo, carnoso al gusto, finale morbido e glicerico. Bollicina fine.

CAVALLERO
CAVALLERO

Avremo, Alta Langa Docg dosaggio zero 2020, Mauro Sebaste:

80% Pinot Nero e 20% Chardonnay, 36 mesi sui lieviti. Il nome è l’acronimo delle tre inziali dei nomi dei vigneti di provenienza delle uve. Al naso sentori di mela verde e agrumi che evolvono in pasticceria secca e nocciole. In bocca persistente, cremoso con finale sapido.

SEBASTE
SEBASTE

Alta langa Docg 2019 Pas Dosé Bricco Maiolica:

oggi alla quarta generazione, azienda di 24 ettari che produce Alta Langa dal 2016. Vino molto fresco, caratterizzato da cedro e frutto giallo, grande acidità, persistente, equilibrato.

BRICCO MAIOLICA
BRICCO MAIOLICA

Alta Langa Docg Del Tetto:

assaggiamo il Brut millesimato 2021, note di lievito e panificazione, fresco con acidità buona, persistente. Passiamo al Blanc de Blanc 480 metri 2020 Riserva, da uve Chardonnay, con sentori di scorza di pane, notevoli accenni minerali, con nuance di pepe bianco e resina, la fermentazione prevede uso di barrique di rovere francese usate, il vino rimane per almeno 42 mesi sui lieviti, presenta una magnifica profondità gustativa. Bollicina di gran carattere e autentica. Ultimo è Alta Langa Docg Blanc de Noir, 570 metri 2020 Riserva, presenta note burrose di brioche, ampio, complesso, morbido. Di grande longevità e finale persistente.

DEL TETTO
DEL TETTO

Alta Langa Docg Riserva Blanc de Blanc 2017 Pas Dosé, Ettore Germano:

Terminiamo con uno dei nostri amatissimi produttori di Langa, Ettore Germano, presente è la figlia Maria che ci fa assaggiare l’Extra Brut 2021, 70% Pinot Nero e 30 % Chardonnay, 36 mesi sui lieviti. Le note variano dal frutto giallo, alle note floreali che virano su crosta di pane. Ultimo assaggio è Alta langa Docg Riserva Blanc de Blanc 2017 Pas Dosé, Il mosto, dopo la pressatura, fermenta parte in tonneaux da 500lt di rovere francese e parte in acciaio, rimane sui lieviti per almeno 65 mesi. Aromi di fiori e lievito, crosta di pane, pietra focaia, termina con ricche note sapide. Il sorso lungo, appagante, pieno, un vino piacevole anche su piatti succulenti.

RISERVA ETTORE GERMANO
RISERVA ETTORE GERMANO

Un ringraziamento al Consorzio Alta Langa per aver creato un evento elegante e piacevole, arricchito dalla presenza di un banco di assaggi di formaggi de La Tradizione di Roma e di olio del Frantoio Gallotti a Tivoli.

LA TRADIZIONE
LA TRADIZIONE

Photo Credit: Susanna Schivardi

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Laureata in Lettere antiche, inizio a scrivere da giovanissima e divento pubblicista. Da giugno 2024 sono giornalista professionista, regolarmente iscritta presso l'ordine regionale del Lazio. Collaboro con varie riviste online, nel 2019 inizio a curare una rubrica che si chiama Sulla Strada del Vino, insieme al mio collaboratore Massimo Casali, sommelier e master sommelier di grande esperienza. Da quel momento comincia una fitta esperienza nel mondo del vino, visito cantine, partecipo a press tour e mi dedico a eventi, specialmente su Roma, scrivendo per la testata www.gliscomunicati.it, Vinup e Lavinium, in particolare l'ultima che è una rivista di settore. La passione per il vino mi permette di viaggiare e conoscere diverse realtà. L'amore per l'arte e l'antichità si fonde perfettamente con questo mondo che racchiude in sé opportunità uniche per approfondire il territorio e la storia del nostro paese. Uno degli obiettivi è quello di spaziare e andare a scoprire le realtà vinicole anche all'estero, per approfondire e specializzarmi.
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