Sa Pompìa, l’agrume di Siniscola unico al mondo 

sa Pompìa, un frutto unico al mondo

Sa Pompìa, l’agrume di Siniscola unico al mondo 

Famosa è la pompia” nuorese, cioè il pomo di Adamo cucinato col miele».

Grazie Deledda, “tradizioni popolari di Nuoro”

Passeggiando per le suggestive vie del centro storico di Sassari la “ghiotta” vetrina dell’”Antica Dolceria” ha attratto la mia attenzione riportando alla mente un ricordo dell’infanzia: le bellissime e golose scatole di “s’aranzada” che mio padre mi regalava per Natale.

Ed è proprio da qui che vorrei cominciasse il mio racconto di un frutto davvero speciale, “sa pompia”.

Sa pompìa è una varietà di agrume tra i più rari al mondo, endemica in Sardegna è diffusa particolarmente nel comune di Siniscola e in alcune zone della Baronia.

Le origini della pompìa non sono ancora del tutto chiare ma la teoria più accreditata è quella che si tratti di un ibrido tra cedro e limone.

La riscoperta di questo particolare frutto si è avuta verso la fine degli anni ’90.

Con questo agrume, le donne di Siniscola preparano un tradizionale dolce di custodiscono e tramandano gelosamente la ricetta.

Proprio nei giorni del 6 e 7 dicembre si terrà un festival dedicato di cui potete leggere più avanti.

La botanica

la classificazione botanica
la classificazione botanica

Dalla scheda botanica relativa alla biodiversità della Sardegna, apprendiamo vari dettagli sulla sua botanica: [foto tavola botanica]: appartiene alla famiglia delle rutacee e alla specie Citrus aurantium x Citrus medica var. Pompia; la sua area di origine é la Baronia.

Viene inoltre specificato che il suo rischio di estinzione é elevato.

Ci viene poi indicato come sia corretto definirla come un ibrido naturale di agrumi locali.

La sua classificazione botanica ha attraversato un interessante iter: Fino al 2015, era conosciuta con il nomen nudum di Citrus × monstruosa, una denominazione non ufficialmente riconosciuta a livello accademico.

Solo nel 2015 ha ottenuto un nome scientifico riconosciuto (Citrus limon var. Pompia”) che ha sostituito quello di Citrus monstruosa, sino ad allora utilizzato.

In lingua sarda è definito sa pompìa,”

Luoghi di coltivazione e origini

La Baronia
La Baronia

Le origini della pompìa non sono ancora chiare ma la teoria più accreditata è quella che si tratti di un ibrido tra cedro e limone, anche se alcuni studiosi ritengono sia un ibrido tra cedro e pompelmo.

Euna varietà diffusa in particolare nel comune di Siniscola e in alcune zone della Baronia.

Coltivato soprattutto nelle provincie dellOgliastra e nel Nuorese, in particolare nelle zone di Orosei, Siniscola, Torpè e Posada.

In misura minore ad Orosei e nei limitrofi comuni di Onifai, Irgoli e Galtellì.

Caratteristiche

Nell’aspetto il frutto somiglia a un cedro da cui si differenza per la superficie esterna ricoperta da protuberanze e tubercoli.

Il frutto nel dettaglio
Il frutto nel dettaglio

E’un frutto di grandi dimensioni dalla forma sub-globosa, tondeggiante ma irregolare, appiattita ai poli.

La scorza esterna, come accennato, è rugosa con delle caratteristiche protuberanze dovutie alleccessiva crescita della parte bianca della buccia (ovvero dellalbedo).

E’ di colore giallo, che diventa più scuro e ambrato negli esemplari più maturi.

La polpa (un tempo usata per lucidare l’oro e il rame), costituita da circa 12/14 spicchi separati, di colore giallo chiaro e contenenti sia dei semi di medie dimensioni che il succo, questultimo molto più aspro di quello del limone.

La scorza è la parte che solitamente viene utilizzata nelle preparazioni mentre la polpa e il succo sono eccessivamente acidi per essere consumati.

L’ albero della pompìa somiglia a quello dellarancio ma presenta alcune differenze: i rami spinosi simili a quelli dei limoni e le foglie di forma ovale di grandi dimensioni.

Una pianta di Pompìa
Una pianta di Pompìa

La fioritura avviene in aprile mentre la maturazione dei frutti va dalla metà di novembre fino a gennaio; va ricordato che la raccolta dei frutti avviene solo a maturazione completa e deve essere effettuata esclusivamente a mano.

Coltivazione: a Siniscola si deve il merito della riscoperta e della sopravvivenza di questa vera e propria rarità; negli anni Novanta del secolo scorso, infatti, in questo comune si decise di avviare una coltivazione intensiva ed estensiva della pompia (in quegli anni erano presenti pochissime piante) nellambito di un progetto di agricoltura sociale Svincola

La coltivazione della Pompìa
La coltivazione della Pompìa

Slow Food e PAT

Scheda PAT

La pompia è parte della lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Sardegna.

La scheda PAT
La scheda PAT

Dal 2004 è Presidio Slow Food [7], costituito dai produttori locali con lo scopo di salvaguardare questo pregiato frutto.

La Pompìa è un presidio Slow Food
La Pompìa è un presidio Slow Food

Grazie al Presidio Slow Food fu stilato un preciso disciplinare che definiva sia la provenienza che i metodi di produzione andando inoltre a riservare lindicazione Sa pompia siniscolesa” soltanto ai produttori del comprensorio geografico della Baronia, in particolare di Siniscola.

Da quell’anno la pompìa partecipa a tutte le manifestazioni slow food come il Salone del gusto, ha partecipato a entrambe le edizioni di Eurogusto a Tours (2009-2011) e nelle maggiori fiere italiane dedicate al cibo e ai prodotti enogastronomici di qualità.

“Scheda slow food”
Descrizione del presidio Slow Food
Descrizione del presidio Slow Food

PRESÌDIO Oggi gli alberi di pompìa crescono sporadicamente qua e là nelle campagne della Baronia. Gli agricoltori della zona hanno alcuni alberi soprattutto per il consumo famigliare, pochissimi coltivano veri e propri agrumeti e vendono le pompìe alle poche pasticcerie e ai ristoranti di Siniscola che producono dolci tradizionali. Tutte le coltivazioni sono assolutamente naturali: lalbero di pompìa è molto rustico e resistente, raramente si ammala. La raccolta è manuale e avviene a partire dalla metà di novembre fino a gennaio.

Il Presidio riunisce i produttori di Siniscola che propongono i dolci a base di pompìa con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questo questo agrume al di fuori del mercato locale e individuarne nuove possibilità di trasformazione e impiego.

Area di produzione

Comune di Siniscola, area costiera della Baronia (provincia di Nuoro)

Presidio sostenuto da

Comune di Siniscola, Regione Sardegna”

Produttore e referente Slow Food per “sa pompìa” é Claudio Secchi, continuatore dell’attività di famiglia, Il panificio artigianale di Francesca Pau, collocato nel centro di Siniscola, dove è possibile acquistare i loro ottimi prodotti.

Claudio Secchi: l’vento Slow Food tenutosi a Roma presso il Casale dei Cedrati
Claudio Secchi: l’vento Slow Food tenutosi a Roma presso il Casale dei Cedrati

Fa parte della famiglia Slow Food dal 2004, anno di fondazione del Presìdio della “Pompìa di Siniscola”.

Claudio Secchi è conoscitore e promotore di numerose interessanti iniziative di promozione dell’agrume su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero.

Proprietà

Essenza di Pompià
Essenza di Pompià

Dalla scorza della pompia, o meglio dal flavedo, è possibile ricavare grazie a un processo di distillazione un olio essenziale considerato come un vero e proprio elisir di benessere.

Molteplici le proprietà per la salute dellorganismo: una potente azione antisettica, antibatterica e antimicotica (attribuite allolio essenziale ricavato dal frutto) in grado di attenuare le infezioni delle vie respiratorie e dellapparato genitale femminile, dei disturbi gastrointestinali; proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antibatteriche, antisettiche e cicatrizzanti.

Uno studio dellUniversità di Cagliari ha poi accertato come una tintura alcolica ottenuta, ricca di polifenoli, possa rivelarsi utile per la salute del cavo orale.

Storia

Dall’antico erbario di Matthioli
Dall’antico erbario di Matthioli
Giovanni Battista Ferrari

La prima citazione della pompìa risale al 1646: nel trattato “Hesperides”,  di Giovanni Battista Ferrari, un saggio di tassonomia e classificazione degli agrumi, è indicata  con il nome di Aurantium citratum (Arancio cedrato).

Anche in un trattato statistico redatto per ordine del Viceré di Sardegna, risalente all’incirca agli stessi anni, sono registrate coltivazioni di pompìa a Milis, nellOristanese.

In un testo del 1780 dedicato alla biodiversità vegetale e animale dellisola, ad opera di Andrea Manca dellArca si trova citazione della pompia.

Nel Dizionario Angius-Casalis (1833-1856) si riconosce il comune di Siniscola come il principale centro di coltivazione di questo frutto.

Sulle origini della pompìa esistono poi moltissime leggende come quella che ritiene che lagrume sia stato portato nel bacino del Mediterraneo dopo la sventurata spedizione di Alessandro Magno in Asia.

Altri riferimenti si hanno grazie al filosofo greco Teofrasto che descrive lagrume come Citrus Spinosa; a Palladio che in epoca romana racconta della coltivazione del cedro in Sardegna o ancora al botanico e medico greco Dioscoride che in un suo lavoro dedicato alle piante, scrive di un “Citrus” bislungo e rugoso, i cui frutti sono commestibili solo se cotti nel miele o nel vino.

La presenza degli agrumi in Sardegna ha in realtà radici antichissime: la prima testimonianza risale al V secolo d.C., quando Palladio, nel suo De Agricultura, descrive gli agrumi che crescevano nelle sue proprietà nel territorio Neapolitano del Sinis, dove oggi sorge la chiesa paleocristiana di Santa Maria detta di Neapolis.

Cenni storici
Cenni storici

Nel Medioevo incontriamo la pompia nel il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, un documento del XII secolo, ne attesta la presenza.

Dovranno passare ancora molti secoli prima che la pompìa riceva la sua prima descrizione scientifica.

Giuseppe Giacinto Moris

Nel 1837 il botanico Giuseppe Giacinto Moris lo studiò classificandolo inizialmente come varietà di cedro – una testimonianza di quanto questo agrume, nel suo isolamento geografico, avesse sviluppato caratteristiche tanto particolari da renderlo difficile da inquadrare nelle classificazioni botaniche tradizionali.

Durante le ricerche scientifiche si sono effettuate parallelamente ricerche etnografica relative alle tradizioni collegate.

Grazie al prezioso aiuto del dott. Antonio Murru sono stati riscoperti  testi che anticamente venivano cantati “a tenore” per accompagnare il ballo dove compare la pompia.

La Pompìa è presente nel testo di tradizionali “canti a tenore”
La Pompìa è presente nel testo di tradizionali “canti a tenore”

Anche Grazia Deledda, profonda conoscitrice della tradizione gastronomica, ne ha lasciato pagine indimenticabili.

Cita l’agrume sia nel volume “la chiesa della solitudine” che in “tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna”.

Le opere di Grazia Deledda in cui é citato il frutto
Le opere di Grazia Deledda in cui é citato il frutto

Il 2011 è stato un anno importante per l’agrume: nel Salone del Gusto la pompìa ha conquistato lattenzione di esperti e appassionati di tutto il mondo.

Il ruolo nella comunità 

Confezioni natalizie realizzate dal panificio Pau
Confezioni natalizie realizzate dal panificio Pau

Alla base di dolci esclusivi, un tempo riservati a pochi, in cui si utilizzava lagrume, veniva offerto in occasioni speciali di festa.

Era un tempo un regalo esclusivo e gradito per i testimoni di nozze ed i padrini dei propri figli, considerato un bene di lusso che pochi potevano permettersi.

La sua preparazione, esigendo molte ore di lavoro e luso di ingredienti al tempo molto cari, quali il miele e lo zucchero, ne impedì la distribuzione in grande scala facendolo restare un prodotto di nicchia.

La pompìa rappresenta molto più di un semplice prodotto agricolo per Siniscola: è un elemento identitario che rafforza il legame tra la comunità e il proprio territorio.

La sua coltivazione e trasformazione hanno creato una microeconomia locale che coinvolge agricoltori, artigiani e produttori, generando opportunità di sviluppo sostenibile.

La storia della pompìa è un esempio perfetto di come la tutela della biodiversità possa coincidere con la valorizzazione delle tradizioni locali.

Il lavoro svolto a Siniscola dimostra come sia possibile salvaguardare un prodotto antico trasformandolo in una risorsa per il futuro, senza snaturarne lessenza.

Oggi la pompìa si trova in una posizione privilegiata: da frutto quasi dimenticato è diventata un simbolo della biodiversità mediterranea, un esempio di successo nella salvaguardia dei prodotti tradizionali.

Il suo futuro si prospetta ricco di potenzialità, con la possibilità di esplorare nuove applicazioni gastronomiche e culturali, sempre nel rispetto della tradizione che lha preservata fino ai nostri giorni.

I nuovi usi della pompìa

Negli ultimi anni, la pompia ha dimostrato una straordinaria capacità di adattarsi alle tendenze contemporanee.

Il suo utilizzo si è esteso alla produzione di oli essenziali. Lultima frontiera vede limpiego di questo agrume nella produzione di birre artigianali da parte di birrifici locali, testimoniando la sua capacità di evolversi pur mantenendo saldo il legame con la tradizione.

La ceramica incontra sa pompìa

Porta Pompìa in ceramica disegnato da Ignazio Casu
Porta Pompìa in ceramica disegnato da Ignazio Casu

Un manufatto assolutamente originale è il “porta pompìa” per conservare e servire in modo adeguato il frutto portabandiera della tradizione di Siniscola, Disegnato da Ignazio Casu, artigiano di fama e figura carismatica e di grande spessore umano.

Oggi è il figlio Mario, quarta generazione, che prosegue con successo una tradizione nella lavorazione della ceramica che si rinnova di padre in figlio sin dal 1870.

Una produzione incentrata inizialmente su manufatti per uso alimentare (trasporto acqua, conservazione vino, olio e miele) e poi con il tempo orientata progressivamente verso figure e modelli di stampo più artistico ed ornamentale

La lavorazione e le specialità

La lavorazione
La lavorazione

I tempi di lavorazione sono lunghissimi e prevedono una preparazione della durata di circa 6 ore.

Loriginalità del processo di trasformazione della Pompìa sta nel fatto che nella preparazione dei dolci si gratta via la scorza del frutto e si utilizza lalbedo (la parte bianca sotto la scorza) dopo aver estratto via la polpa interna, la parte del frutto che normalmente si mangia.

La Pompìa non si consuma fresca essendo la polpa e il succo troppo acidi: necessita di un processo di trasformazione che segue una sorta di “ricetta storica” custodita gelosamente nel corso dei secoli ed è arrivata a noi praticamente uguale a come è nata.

Quasi di una magia permette ad un frutto non commestibile e acidissimo di diventare un candito dal particolarissimo sapore dolce con retrogusto amaro che lo rende una prelibatezza inconfondibile per il suo sapore.

Ecco le principali preparazioni di cui è protagonista:

Pompìa intrea

Sa Pompìa intrea
Sa Pompìa intrea

Questa probabilmente è la preparazione più tipica di Siniscola.

La ricetta è tramandata oralmente da secoli e costituisce il bagaglio culturale di molte donne siniscolesi.

La ricetta può essere preparata a partire da miele millefiori o sciroppo di acqua e zucchero al quale va poi aggiunto il miele.

Il sapore è tipicamente dolce con un retrogusto amaro, elementi che lo distinguono da altri prodotti simili e lo rendono un elemento unico della gastronomia sarda.

Divenuto nel 2004 anche presidio Slow Food, progetto nato per tutelare i piccoli produttori e per salvare i prodotti artigianali di qualità.

SAranzata

Preparazione di s’Avanzata (foto: Pau)
Preparazione di s’Avanzata (foto: Pau)

La ricetta de saranzata è molto antica ed è praticamente impossibile poter rintracciare con certezza le sue origini.

È considerato un dolce molto raffinato, presente in genere nelle occasioni di festa, come matrimoni o battesimi in molti luoghi della Sardegna.

Nel 1886, il celebre pasticcere nuorese Battista Guiso brevettò la ricetta, chiamandola “aranzada nugoresa,” rendendola nota in tutta Europa.

Nei primi anni del 900 la ditta di Guiso,] conosciuta come Antica Fabbrica del Dolce, ricevette diversi importanti riconoscimenti internazionali, come le medaglie doro con diploma donore nelle esposizioni di Parigi, Cannes e Marsiglia.

Tra i suoi clienti più fedeli troviamo anche i Savoia e la famiglia reale dInghilterra. Saranzada fu particolarmente apprezzata dalla Regina Margherita di Savoia, che pare offrisse questo dolce alle dame di corte nei lussuosi ricevimenti al Palazzo Reale.

La casa reale permise così a Guiso di stampare nelle eleganti confezioni del dolce lo stemma della della Regina e la scritta Fornitore di S.M. la Regina Madre.

S’aranzada nugoresa, l’antico dolce di Battista Guiso
S’aranzada nugoresa, l’antico dolce di Battista Guiso

Oggi esistono diverse varianti di aranzada, queste sono le più note:di Nuoro (Nugoresa); di Siniscola; di Dorgali; di Posada, Lodè, Orosei, Bitti.

A Posada, Lodè, Orosei e Bitti, il dolce si versa su un piano e si lascia riposare almeno un giorno prima di tagliarlo.

Poi i piccoli rombi si dispongono delicatamente nei pirottini di carta o più scenograficamente su foglie darancio, come si faceva anticamente.

Essendo in passato zonae dove non era diffusa la coltivazione delle mandorle, gli abitanti di Lodè si ingegnarono a costruirsele con tocchetti di pasta violada fritti, “sos pineddos de arantzata”.

Aranzata di Siniscola (Arantzata di pompìa)

A Siniscola, in Baronia, al posto dellarancia viene usata sa pompia.

Gli altri ingredienti sono più o meno gli stessi ma il procedimento è un podiverso da quello nuorese, tanto che alcuni considerano sarantzata thiniscolesa un dolce a sé stante.

Ne vedremo più avanti la ricetta.

La marmellata di pompia

Marmellata e sa pompìa intrea realizzata da “sa pompia”
Marmellata e sa pompìa intrea realizzata da “sa pompia”

Molto buona è anche la marmellata di pompìa, caratterizzata da un gradevole retrogusto amarognolo: la soluzione ideale per una colazione sana e nutriente.

Liquore di pompia 

Vetrina dell’Antica Dolceria a Sassari
Vetrina dell’Antica Dolceria a Sassari

la scorza della pompia si utilizza per preparare un ottimo liquore (licore de pompìa), che è consigliabile servire freddo e che è molto apprezzato per le sue capacità digestive e ha conquistato un posto di rilievo tra i distillati tradizionali sardi

La birra alla pompìa

Birre a base di Pompìa
Birre a base di Pompìa

Alcuni birrifici sardi negli ultimi anni si sono dedicati alla realizzazione di birre aromatizzate alla pompìa seguendo vari “stili brassicoli”.

Le ricette

Ricetta di “sarantzata Thiniscolesa”
S’aranzata thiniscolesa
S’aranzata thiniscolesa

Ingredienti: 2 frutti da 400 gr, 1 Kg di miele, 400 gr di mandorle sbiancate/pelate.

1) – la scorza sbucciata e svuotata sottoposta a bollitura per 10-15 minuti, viene poi tagliata a pezzi grossi e lasciata asciugare in appositi panni per almeno sei ore;

2) – preparazione dello sciroppo di cottura con acqua e zucchero/miele: 0,75 L di acqua, 1 kg di zucchero oppure 750 gr. di miele;

3) lo sciroppo di cottura, con aggiunta delle mandorle precedentemente pelate, viene portato ad ebollizione fino a quando queste tendono a indorarsi;

4) – a questo punto si aggiungono le scorze e si prosegue con la cottura per almeno tre ore avendo cura di mescolare frequentemente, fino ad ottenere una colorazione tra il giallo ed il marrone;

5) – si versa il contenuto su un piano di marmo.

Una volta raffreddato è finalmente arrivato il momento di tagliare i vari pezzi (solitamente romboidali) e poi adagiarli su foglie di pompìa o nei pirottini di carta, pronti per essere mangiati.

Ricetta del Liquore di Pompìa
Preparazione del liquore di Pompìa (foto: Laura Sardegna)
Preparazione del liquore di Pompìa (foto: Laura Sardegna)

Ingredienti: scorza di 3-4 frutti, 0,5 lt di alcool puro (96%), 500 gr di zucchero.

Dei frutti viene utilizzata esclusivamente la scorza gialla (flavedo), ricca di oli essenziali, accuratamente separata dal frutto evitando di asportare lalbedo (parte bianca) di sapore amaro.

1) – la buccia o flavedo, viene messa in contenitori a chiusura ermetica, ricoperta con alcool puro e lasciata in infusione per circa 10 giorni;

2) – trascorso questo periodo si separa linfuso alcolico con un colino e si provvede alla preparazione dello sciroppo;

A tale scopo si porta ad ebollizione un quantitativo di acqua pari al doppio dellalcool utilizzato, si aggiunge lo zucchero mescolando accuratamente avendo cura di togliere la pentola dalla fiamma per evitare la caramellizzazione del saccarosio;

3) – una volta raffreddato lo sciroppo si aggiunge allinfuso precedentemente separato per lottenimento di un liquore moderatamente alcolico (30°).

Il Festival

23) Il festival di sa Pompìa si terrà a Siniscola il 6 e 7 dicembre
Il festival di sa Pompìa si terrà a Siniscola il 6 e 7 dicembre

“Prentziande Sa Pompia” il 6 e 7 Dicembre 2025 a Siniscola:

nasce levento dedicato al frutto simbolo del territorio. Unoccasione unica per valorizzare tradizioni agroalimentari, artigianato, cultura locale e offrire ai visitatori unesperienza enogastronomica e folkloristica autentica.  La partecipazione è gratuita e aperta a tutti

Pro Loco – Piazza Martiri di Via Fani n.1, Siniscola

Info: Giacomo 3803528990 | Daniela 3391239610 | Angelo 3475873373 | Teresa 3332484251

Dove comprare le specialità a base di pompia?

Panificio Pau, Via Conteddu, 71, Siniscola (Nu), Tel. 349 1243528, panificiopau@gmail.com

di Stefania Cotza, Località Santa Lucia, Siniscola (Nu). Tel. 348 3784454, ristorantesaveletta@tiscali.it

Pasticceria Dolci Sardi

di Graziella Mulargia, Via Alcide De Gasperi, 108, Siniscola (Nu). Tel. 338 4220092, graziellamulargia@gmail.com

Antica Dolceria, Via Roma 19, Sassari, Tel. 079232044, info@enotecaclub.com

Sos Pipitos

di Manoel Giovanni Cambosu, Località La Caletta, Via Nazario Sauro, 5, Siniscola (Nu), Tel. 324 8331472, sospipitos@gmail.com

Liquorificio Animas, Via Fabio Filzi 38, Siniscola, Tel. 3886051571, animas.srls@gmail.com

Giovane realtà di Siniscola che si è assunta limpegno di preservare lessenza più autentica dei frutti della terra sarda.

Dal loro incontro con sa pompia è nato SAnima de Pompia“.

Birra alla pompia

Birrificio Mardük, Punto vendita / Tap room: Marduk – Sapori di Filiera, Orosei (NU) via del Mare 14

Birrificio Terrantiga, O.P. TERRANTIGA, S.P.4 Km12 09026, San Sperate (CA) – Sardegna, Telefono: 070-9601926, Email: Shop.Terrantiga@Gmail.Com

Birrificio Mediterraneo, Telefono: 070-9601926, Email: Shop.Terrantiga@Gmail.Com

Acquisto delle piante

Vivai Oscar Tintori, Via del tiro a segno, Castellare di Pescai (PT), info@oscartintori.it, +39 0572 429191

Agrumi Lenzi, Via di Campobasso, Pescia (PT), info@agrumilenzi.it, +393331165941

Porta Pompìa in terracotta

Artes ceramiche di Mario Casu, Loc. Pirastreri, Siniscola

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Laura Manunta, è nata a Roma da famiglia con antiche origini che si dipanano tra diverse aree geografiche della Sardegna, le cui tracce documentali trovano riscontro sul territorio già dal XV secolo. All'isola è profondamente legata e suddivide il suo tempo vivendo a cavallo tra la città di Sassari e la capitale. È custode e conservatrice di un antico archivio documentale e fotografico che comprende testimonianze relative a molteplici contesti storici e tradizionali sardi. In questo ambito collabora con istituzioni e associazioni dedite all’approfondimento di tematiche culturali, alla rievocazione storica e alla conservazione del patrimonio delle antiche corporazioni d’arti e mestieri della città di Sassari. I suoi studi si sono svolti presso la facoltà di farmacia dell’università La Sapienza di Roma dove ha effettuato una tesi sperimentale in metodi fisici in chimica organica con lunga esperienza di laboratorio e di preparazione farmaceutica. La lunga pratica in ambito musicale la ha condotta all'approfondimento della musica antica rinascimentale, barocca e dell’antica tradizione persiana, perfezionandosi presso il conservatorio “Alfredo Casella" dell'Aquila. Numerosi viaggi la hanno portata a conoscere e approfondire le culture di molteplici paesi, tra cui in particolare quella del sud est asiatico connessa con la tradizione del tè in tutte le sue declinazioni. La passione per le culture orientali la ha condotta poi ad ottenere attestati relativi alla degustazione e alla conoscenza del tè e a fondare nel centro storico della capitale la sala da tè Fiorditè, specializzata nella somministrazione e nella vendita del tè in foglia. Luogo vocato alla promozione della cultura e della conoscenza di questa bevanda, punto di riferimento per esperti e amatori, nei circa vent’anni di attività è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti da parte della stampa e di organizzazioni del settore. Si è dedicata inoltre alla promozione e alla conoscenza del mondo del cioccolato e del caffè "d'autore" ricevendo formazione specifica, ospitando e promuovendo molteplici iniziative di divulgazione e approfondimento.
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