San Marzano Day. Nolano mette contenuti oltre che pomodori

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San Marzano Day. Nolano mette contenuti oltre che pomodori

Nel 1905 due cugini del mio bisnonno (il padre di mia nonna paterna) gli scrivevano da New York dove era stato nel 1903 e dove poi assieme a questi avrebbe messo una Grocery, ossia un negozio di alimentari (per italiani).

In una parte del testo si legge: “,,, e poi Angelo, ora che verrai porta anche due belle buatte di pomidoro San Marzano che ci dobbiamo fare due maccheroni “scicchi” assai!”

Quello “scicchi” non stava per chic, elegante ma era un intercalare dell’epoca per intendere qualcosa di strepitoso, unico.

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Il parco
Il parco

Ieri sera, nell’ambito del San Marzano Day che ha visto tutte le aziende coinvolte nella filiera organizzare eventi la Nolano S.r.l. ha tenuto il suo Day, ma a differenza di altri, parere mio personale, ci ha messo dentro le sue “buatte” molto di più.

Tra pizze, degustazioni e piatti il focus dell’evento è stato il Talk che si è tenuto intorno alle 21 con la partecipazione del Sindaco di Acerra, il Consigliere regionale Lettieri e un dirigente del settore Agricoltura nonché il Presidente del Consorzio del San Marzano DOP.

A loro un’introduzione con brevi accenni alla tradizione e all’impegno regionale sul sostegno delle eccellenze come lo è il San Marzano.

E che il San Marzano DOP sia una delle eccellenze sulle quali puntare è certo.

Ad oggi il territorio di Acerra, troppo spesso additato come terra dei veleni per speculazioni extra regionali che avrebbero fatto bene e guardare in casa propria anche in consorzi di produzioni casearie di rilievo nazionale, copre il 50% della produzione.

Così ieri sera dopo i saluti istituzionali sono saliti sul palco chi anni fa aveva tracciato le oltre trenta popolazioni di pomodoro San Marzano oggi tutelate sotto il Presidio dell’Antico Pomodoro di Napoli e aveva selezionato un ecotipo nuovo e molto vicino a quello originale: Il Kiros.

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In tal senso l’intervento della genetista e Presidente Slow Food Campania Patrizia Spigno.

A poche centinaia di metri dalla Nolano è nato una delle due varietà consentite per la produzione di San Marzano alle quali , di recente, si sarebbe aggiunto un’ibridazione delle due che va sotto il suggestivo nome “100/100”. Su tale varietà adoperata soprattutto da grandi produttori non ci sarebbe unità di visione tra i consorziati che non riescono, parole del Presidente del Consorzio, a superare fratture e attriti che potrebbero far volare il prodotto su tanti mercati ai quali non si riesce ancora ad accedere, nonostante l’interesse che manifestano, per le quantità oggi prodotte.

i banchi di assaggio
i banchi di assaggio

Come dato la superficie coltivabile di areale a San Marzano DOP si aggira sui 16.000 ettari. Attualmente è attestata sui 300 soltanto.

Un numero irrisorio che non consente di guardare a mercato come quelli del sud-est asiatico.

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Più radicato nella terra e nelle origini l’intervento di Cristian Gadau, oggi residente all’estero e Founder e Ceo delle classifiche internazionali “100 The Best” delle quali abbiamo parlato di recente qui.

Lui, sardo e di famiglia contadina, da ragazzo era sfuggito a quello che appariva un destino opprimente e che oggi lo riporta alle origini facendogli comprendere che dalle proprie origini ci si allontana ma non si sfugge.

Alle passioni di Franco Pepe non  si è resistito. A lui l’interpretazione del territorio sta a pennello come una seconda pelle. E’ il suo punto di vista che guarda le cose da un’angolazione diversa con la cosiddetta intelligenza divergente, quel guizzo che ti fa fare le cose che nessuno immaginerebbe ma a chi la possiede stanno sotto gli occhi.

Valorizzare significa dare contenuti, concretezza a un moto interiore che ti spinge verso il tuo senso di appartenenza.

A fargli da spalla in chiusura il dott. Tommaso Esposito enogastronomo e giornalista, decano saggio e attento del food e del suo mondo. La sua chiosa è che il passato è il futuro e che le vere opportunità sono quelle che ci offre la nostra tradizione e che non abbiamo mai guardato con la giusta modalità.

Spingere oggi quello che ci sembrava solo un prodotto con un rito attorno come ha raccontato la Consigliera Lettieri significa fare economia e sistema e quindi occupazione e futuro.

A moderare e accompagnare l’intera serata Stefania Sirignano, patron e voce di RadioPuntoZero.

Stefania Sirignano
Stefania Sirignano

La serata è proseguita con le Birre di Kbirr, le pizze di Nino Pannella, Enzo Bastelli e i piatti di Raffaele Puopolo, tra i quali un risotto marinara eseguito con una tecnica tale da ricordare il sapore della marinara con le alici.

A Nolano sento di dire che per la prima volta non sono stato “alla festa della pummarola” ma ad un incontro dove nel celebrare un grande prodotto nelle “buatte” si mettevano anche contenuti oltre che pomodori.

Se il mio bisnonno l’avesse saputo ne avrebbe portate il doppio. Ne sono certo.

 

 

 

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Di formazione classica sono approdato al cibo per testa e per gola sin dall’infanzia. Un giorno, poi, a diciannove anni è scattata una molla improvvisa e mi sono ritrovato sempre con maggior impegno a provare prodotti, ad approfondire argomenti e categorie merceologiche, a conoscere produttori e ristoratori. Da questo mondo ho appreso molte cose ma più di ogni altra che esiste il cibo di qualità e il cibo spazzatura e che il secondo spesso si mistifica fin troppo bene nel primo. Infinitamente curioso cerco sempre qualcosa che mi dia quell’emozione che il cibo dovrebbe dare ad ognuno di noi, quel concetto o idea che dovrebbe essere ben leggibile dietro ogni piatto, quella produzione ormai dimenticata o sconosciuta. Quando ho immaginato questo sito non l’ho pensato per soddisfare un mio desiderio di visibilità ma per creare un contenitore di idee dove tutti coloro che avevano piacere di parteciparvi potessero apportare, secondo le proprie possibilità e conoscenze, un contributo alla conoscenza del cibo. Spero di esservi riuscito. Il mio è un viaggio continuo che ho consapevolezza non terminerà mai. Ma è il viaggio più bello che potessi fare.
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