Sapuri e Amuri – profumo di Sicilia
Tornare in Sicilia non è mai un semplice viaggio.
E’ un ritrovarsi nei colori caldi della pietra, nel suono delle onde e sopratutto nei profumi – quelli che solo questa terra sa regalare.
La meta è Siracusa in un pomeriggio di ottobre.
Sapuri e Amuri
Attratti da un piccolo ristorante dal nome Sapuri e Amuri il posto sembrava più che un nome una poesia.
Decidiamo di entrare.
Nel locale ci accoglie un’atmosfera familiare.
Guardiamo il menu e ci lasciamo guidare dagli chef Alessandra Di Gregorio e Giuseppe Carpinteri.

Ad incuriosirci i nomi di piatti come la “Spirduta” (spada e ciliegino) e “l’Ortigiana”, oltre tanti altri ancora altrettanto fantasiosi.
I prezzi variano a secondo del piatto scelto: i primi vanno dai 9 ai 17 Euro, i secondi a base di pesce dai 10 ai 18 Euro.
Il percorso enologico
La scelta dei vini è fatta di passione.

C’è persino un percorso enologico che percorre la Trinacria, dove troviamo i vini tipici di tutta l’isola: c’è il Grillo per la zona del palermitano, il Perricone per il trapanese, la Malvasia per l’isola di Salina, il Nerello per il territorio dell’Etna, tutti vini autoctoni siciliani.
L’idea è di offrire tutti i vini a calice in modo da poter permettere ai commensali di fare un viaggio enologico attraverso tutta la regione.

Cosa abbiamo provato
Noi ordiniamo un piatto semplice: gli spaghetti alla siciliana.
Un piatto preparato soprattutto nella parte orientale e meridionale della Sicilia.
La pasta accompagnata dalla mollica di pane abbrustolita, a secco con un filo d’olio, le acciughe sciolte in padella per dare un po’ di sapidità, qualche pomodoro fresco a pezzetti, capperi, olive.

Una vera poesia contadina: mare e terra, un contrasto di sapori dolce/salato/acidulo.
La scelta del secondo cade sul polpo su crema di patate con cipolla in agrodolce.

Ma la portata a lasciarci senza parole è il dolce, “il Ciauru”, tanto da chiedere da dove venisse il nome curioso.
Alessandra, ideatrice del dolce, ci racconta che la parola “ciauru” significa “profumo” , “odore piacevole, usato per indicare quel richiamo aromatico che stuzzica il palato.
“Che ciauru” è una esclamazione comune in Sicilia per segnalare un profumo invitante in strada, come il profumo di pane o di una pietanza che cuoce.
Il “Ciauru” di Alessandra Di Gregorio ve lo faccio scoprire dandovi la ricetta.

Il Ciauru
Ingredienti:
- 1 litro di latte intero fresco;
- 2 limoni non trattati (usare la scorza);
- 1 pizzico di sale;
- 1-2 tuorli d’uovo;
- succo di mezzo limone (facoltativo filtrato);
- zucchero ( circa 150-200 grammi).
Procedimento:
Scaldare il latte con le bucce di limone e portare quasi a bollore (la buccia di limone contiene oli essenziali e un po’ di acidità che possono aiutare a far cagliare il latte).
Ideale per la ricetta sarebbero i limoni del tipo “Femminello”, conosciuto per la sua alta produttività (3 fioriture all’anno), l’elevato contenuto di succo e acido citrico e la ricchezza di oli essenziali nella buccia -perlopiù coltivato a Siracusa e tutelato da marchio IGP.
Si porta quindi il latte aromatizzato quasi a bollore per favorirne la separazione tra parte solida e liquida.
Aggiungere un pizzico di sale e qualche goccia di limone per aiutare la cagliata.
La parte solida (caseina coagulata) è il formaggio, la parte liquida è il siero di latte.
Filtrare, quindi, quando il latte si separa in fiocchi.
Raccogliere la cagliata e metterla da parte (con questo composto ci si può fare formaggio fresco tipo ricotta)
Recuperare il siero (che in molte ricette viene buttato, mentre qui viene recuperato), che sarà la base della crema.
In una ciotola sbattere i tuorli con zucchero e un po’ di scorza di limone grattugiata.
Aggiungere il siero caldo a filo mescolando bene senza cuocere le uova.
Rimettere sul fuoco lento o a bagnomaria e mescolare finché la crema non si addensa leggermente e diventa quasi della consistenza della panna.
La crema sarà di colore giallo intenso per via dei tuorli e del limone, avrà un profumo agrumato, una struttura setosa e leggera come una panna cotta.
Va servita a cucchiaio o in appositi stampini e raffreddata per almeno 3-4 ore.
Da 1 litro di latte ricavate circa 6-7 porzioni di crema da versare negli stampini.
Del “Ciauru” possiamo solo dire che profuma di limone e memoria.
Un ringraziamento particolare va ad Alessandra che mi ha svelato il segreto della ricetta in un sussurro: “Sapuri e Amuri” non è stato solo un incontro con una chef, bensì la scoperta di una cuoca che nelle sue ricette mette ancora tutto il suo cuore.
Sapuri e Amuri è una sosta che diventa ritorno!
Dove si trova:
Ristorante Sapuri e Amuri
Via Luigi Greco Cassia, 15 96100 Siracusa
tel: 0931 1811571 – 3791614959
- Chiusura mercoledì.
- Lunedì, martedì, giovedì, venerdì ,sabato e domenica con orari: dalle 12 – alle 15 e dalle 19 – alle 22.30
- Ferie: dal 15 novembre a febbraio dopo San Valentino
- Carte di credito: si
- Prenotazione: si
- asporto: si
- cani permessi: si



