Sardegna. Masone Mannu e la viticoltura biodinamica
Masone Mannu è una bellissima realtà vitivinicola della Gallura, a Monti, pochi chilometri dal mare, che non si vede, e immersa nell’entroterra sardo, arido, secco, assolato e ventoso.
La tenuta che si estende su 100 ettari di cui 40 a vigneto a corpo unico, nasce dall’idea di Giordano Emendatori, imprenditore romagnolo di circa 75 anni che finita la sua attività industriale nel settore di lavorati per gelaterie, ha investito nelle sue passioni, non solo lusso ma sempre alla ricerca di nuovi stimoli, come la già esistente Tenuta Biodinamica Mara, azienda museo che coniuga bellezza e produzione vinicola a Morciano di Romagna.
Emendatori acquista Masone Mannu nell’estate del 2018 ma la fondatrice risale ai primi anni Settanta del secolo scorso. L’azienda si sviluppa e cresce negli anni, l’approccio biodinamico che oggi è in funzione rispecchia la filosofia del suo attuale proprietario. Lecceti, sughereti e macchia sono stati mantenuti per non alterare gli equilibri.
La biodinamica
Nell’ottica biodinamica si utilizza tutto quello che la natura offre. Il cosiddetto cumulo biodinamico deriva infatti da paglia, residui di lavorazione dell’uva, vinacce, fecce, e raspi. Maturano insieme e poi vengono distribuiti sul terreno perché non si irriga, non si concima ma si fertilizza solo con il preparato e poi con il sovescio. Consiste nella semina di varietà erbacee polifite piantate alle prime piogge autunnali e poi raccolte in primavera. La vegetazione composita tralciata viene messa sottoterra e diventa nutrimento vitale del terreno.

Per biodinamica si intende come tanti ben sanno il corno letame, che è il tipico corno di vacca riempito con lo sterco di un animale che vive in biologico. Si tappa con dell’argilla e si sotterra sotto una casetta di legno per ripararlo dall’acqua. Dopo circa sei mesi si estrae e si ottiene questo composto, chiamato 500, da distribuire sul terreno, quanto basta per ettaro.

Tutti i vigneti sono intervallati da aree verdi, fondamentale per la gestione della biodiversità nel controllo delle malattie e degli insetti che portano virosi. Esiste uno specchio d’acqua costruito dal fondatore dell’azienda che ha scavato un ettaro di terra negli anni Settanta e ha venduto l’inerte per la strada oggi adiacente. I canyon spingono l’acqua che crea un bacino naturale. Subito sotto scorre un piccolo fiume che cambia nome a seconda del comune dove scorre e va definire un profilo perfettamente integrato in una natura sana e vigorosa.
All’accoglienza Stefano Biscaro, dal 2020 in azienda come direttore, enologo e agronomo, dopo aver trascorso quasi vent’anni presso un’altra realtà vinicola sarda molto nota ma che non citiamo.
La tenuta è pettinata su varie inclinazioni del terreno dove incontriamo anche delle asinelle, all’interno di un recinto dove vengono nutrite e curate. Le vigne sono contrassegnate da rocce colorate, alcune sono ancora a pergola e qui e là sorgono nuovi impianti, in un’ottica di attesa senza forzature. Il sistema biodinamico, qui certificato dal 2024 ma inserito in etichetta già dal 2023 insieme al biologico, è uno stile difficilmente riproducibile. Il titolare non ha fretta a uscire con le annate e i vini vengono prodotti solo se le uve sono perfette. Un nuovo impianto per il quale normalmente si attendono cinque anni, qui si fa aspettare almeno dieci. Questi vigneti arrivano con una tempistica che non appartiene alla fretta di oggi ma alla lentezza di un tempo andato.

Le varietà sono il Vermentino e alcuni rossi autoctoni, Cannonau, Bovale, Carignano, Merlot e Cabernet per la parte internazionale. Docg, Doc e Igt, in tutto nove referenze. La cantina è dotata di strutture convenzionali, tra cui un sistema nuovissimo di imbottigliamento. All’entrata un’accortezza che raramente abbiamo incontrato. Si trova infatti un tappetino immerso in un liquido depurante per le calzature, al fine di preservare l’igiene nei locali. Straordinarie le Tulip in cemento finemente decorate e colorate da un’artista nativa. Usano acciaio e qualche barrique e tonneau, ma senza fare del legno una bandiera produttiva.


I vini
Isola dei Nuraghi Igt Rosato 2025, di Cannonau. Frutto di vendemmia precoce, molto delicato, immediato al naso, ricco di acidità.
Isola dei Nuraghi Igt Bianco, Undici, 2025, dalle vigne giovani di Vermentino, e da una vendemmia precoce prima di Ferragosto. Al naso molto profumato, al gusto intenso, fresco e piacevole. Si chiama Undici per la gradazione bassa.
Vermentino di Gallura Docg, Petrizza, 2025. Vino classico, profumato al naso, ricco di frutto giallo ed esotico, al gusto complesso, ricco di note iodate, macchia e scie minerali.
Vermentino di Gallura Docg, Costa Renas, 2024. Naso complesso, da vigne più vecchie. La gradazione è 13,5%, con sentori tipici varietali di erbe, macchia, mineralità e mandorla.
Vermentino di Gallura Docg, Raccaià, 2023, il colore è dorato e arrivano sentori di terziarizzazione. Le note tendono alla spezia dolce, in bocca emerge la sensazione salina. Equilibrato e persistente.
I rossi
Isola dei Nuraghi Igt I Sàs, 2022, da uve Bovale. Fa solo acciaio, il sorso è tradizionale, spezie e note vegetali. Fine e leggermente amaro sul finale. Sensazioni fruttate ne completano il carattere.
Cannonau di Sardegna Doc Zojòsu, 2023, colore poco trasparente e tanta freschezza. Rosso molto immediato, dal sorso ricco di speziatura, erbe, macchia, mirto, tannini eleganti e finale appagante.
Isola dei Nuraghi Igt, Zurrìa, 2022. Da uve Carignano, molto diverso da quello del Sulcis. Il vino è tannico, selvatico, con richiami alla terra, struttura composta, bocca tesa e sensazioni balsamiche.
Isola dei Nuraghi Igt, Entu, 2021, 14% alcol. Il blend con uve autoctone e non, affinamento in legno che rimane quasi impercettibile. Sorso teso, verticale, il frutto è delicato, speziatura.



Interventismo ridotto a zero, attesa e tanta pazienza in cantina al controllo delle fermentazioni. Niente segreti ma solo un affidamento cieco alla natura. I vini di Masone Mannu rendono bene conto di un approccio non talebano ma molto rigoroso, senza estremismi ma fatto secondo criteri che non ammettono deroghe. Buoni, bevibili, completi ed equilibrati.



