Se non è zuppa… è pan bagnato.

La storia delle zuppe è molto antica: cereali, carni, vegetali, radici, legumi, erbe aromatiche preparate facendo bollire gli alimenti nell’acqua fanno parte della storia dell’alimentazione umana da millenni.  L’origine del nome deriva dal gotico suppa che significa fetta di pane inzuppata. 

Zuppa di fagioli e scarola
Scarole e fagioli

Le zuppe, così calde e rassicuranti, sono il vero comfort food per eccellenza della stagione invernale, Basta un po’ di fantasia per trasformare verdure, cereali e legumi in un piatto goloso e  salutare, ricco di benefici e di proprietà nutritive. Una zuppa fumante è un ottimo alleato nelle diete, disintossica, sazia con poche calorie  e cancella in fretta brividi di freddo, stanchezza e malumore. 

Zuppa di orzo e funghi

Ecco  come cucinare una zuppa squisita e corroborante.
Prima di tutto preparate un buon brodo vegetale con sedano, carote, cipolle e odori. Poi in un tegame, preferibilmente di coccio, fate il tradizionale soffritto in olio extravergine e a mano a mano aggiungete tutti gli altri ingredienti secondo i diversi tempi di cottura, compresi i legumi lessati a parte.
A cottura ultimata regolate di sale e servite la zuppa accompagnata da pane raffermo o da crostini.

Per una buona zuppa scegliete sempre ingredienti freschi e di stagione, perché le zuppe migliori si ottengono solo con i migliori ingredienti.

Quanto agli attrezzi da cucina vi occorrono:
– un buon coltello,
– un grosso tegame con coperchio,
– un mestolo,
– un passaverdure e un frullatore a immersione, per dare alla vostra zuppa la giusta consistenza.


ATTENZIONE a non confondere le zuppe con le minestre, perché, pur essendo entrambe a base di verdura, le zuppe sono più dense e consistenti e non prevedono mai tra gli ingredienti la pasta o il riso.

articolo di Simonetta Savino

Romanutti

Friulana di nascita, triestina di adozione. Quanto basta per conoscere da vicino la realtà di una regione dal nome doppio, Friuli e Venezia Giulia. Di un’età tale da poter considerare la cucina della memoria come la cucina concreta della sua infanzia, ma curiosa quanto basta per lasciarsi affascinare da tutte le nuove proposte gourmettare. Studi di
filosofia e di storia l’hanno spinta all’approfondimento e della divulgazione. Lettrice accanita quanto basta da scoprire nei libri la seduzione di piatti e ricette. Infine ha deciso di fare un giornale che racconti quello che a lei piacerebbe leggere. Così è nato q.b. Quanto basta, appunto.

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