Semplicemente RITA
- Oltrepassare la porta d’ingresso diventa come attraversare un portale magico che ti trasporta nel passato.
- Nel frattempo che aspettiamo Rita si racconta tra una telefonata per un ordine, diversi clienti entrati per una consegna e la preparazione della delizia che ci attende a breve.
- Ormai ho perso la cognizione del tempo, solo dopo mi accorgo che sono passate ore da quando sono entrato e mi sono perso in cotanta magia.
E’ stato un incontro improvvisato, di quelli che fai in giornate in cui sei uscito per una commissione e poi trovandoti a chiamare un’amica ti ritrovi al bar e conosci semplicemente un mondo.
Il mondo di Rita.
Già dall’esterno del bar ti accorgi che c’è un qualcosa di diverso, un tocco di altri tempi perché tutto ricorda i tempi passati, la bellezza dei bar o caffè di una volta dove l’unica cosa che potevi fare è rilassarti un po’.

Oltrepassare la porta d’ingresso diventa come attraversare un portale magico che ti trasporta nel passato.
Te ne accorgi dal bancone, dal trillo del telefono, dai tavoli e da tanti piccoli altri dettagli, ma soprattutto da lei Rita che ti accoglie con un grande sorriso e ti dice BENVENUTI.

Lo fa con tutti, conoscenti e stranieri. Dopotutto il bar è questo, non come in certe attività che nemmeno ti guardano in faccia e sanno solo dirti: prego? Se ti va bene.
Ci accomodiamo in attesa di ricevere quello che è il motivo per cui la mia amica mi ha portato in questo posto, assaggiare un’ottima granita di limone con una particolarità sopra, tre amarene che danno un colore ed un sapore diverso al tutto e tutto nuovo per me.
Nel frattempo che aspettiamo Rita si racconta tra una telefonata per un ordine, diversi clienti entrati per una consegna e la preparazione della delizia che ci attende a breve.
Il bello è osservare come si adopera, il modo in cui ama fare questo lavoro ereditato dai genitori e in primis dai nonni. Il bar è stato aperto subito dopo la seconda guerra mondiale e con lei è alla terza generazione.

Arriva il momento di gustare la granita. Cosa dirvi? Provare per credere alla squisitezza di questa chicca estiva a cui segue un aneddoto poetico che quando andrete ve lo racconterà Rita stessa.
Ormai ho perso la cognizione del tempo, solo dopo mi accorgo che sono passate ore da quando sono entrato e mi sono perso in cotanta magia.
Finalmente Rita si siede con noi, curiosa di conoscermi e ancor di più curioso io di ascoltare la sua storia di cui posso solo dirvi è piena di tanto amore. Amore dei nonni, l’amore grande dei genitori e l’amore suo per questo posto.

Sono stati tanti i momenti di commozione che ci hanno coinvolto nel raccontare la sua storia, la sua capacità di sfidare questo mondo che ha perso, a detta sua, l’igiene del saper vivere.
Mi ritrovo molto con lei in quasi tutte le sue dimostranze ad una realtà attuale che è priva del saper campare con educazione e rispetto.
Ci racconta le manifestazioni fatte per tenere viva la strada in cui è sito il bar, via Tevere, e di come cerca sempre di supportare tutti nel suo quotidiano.
Rita potrebbe essere a tutti gli effetti la protagonista di un film francese. Infatti ci sono foto di lei scattate da un fotografo locale che la ritraggono in diversi modi e che te lo fa immaginare.

Rita però è reale, è viva ed è semplicemente se stessa in una società dove la forma ha preso il sopravvento sul contenuto ed in cui lei riesce a portare avanti se stessa in tutto e per tutto.
Bar Napoliello
via Tevere a Pontecagnano (SA)



