Sicilia Regione Gastronomica Europea tra borghi storici e ricette tradizionali
Venti tappe, venti appuntamenti per ribadire tutta la ricchezza agroalimentare che l’Isola rappresenta da secoli.
E, a maggior ragione, quest’anno, durante il quale è stata la prima regione ad essere “investita” del titolo prestigioso e significativo di “Sicilia Regione Gastronomica Europea del 2025”.
Il progetto
Un progetto importante, un vero e proprio tour in tutte e nove le province, dove sono stati coinvolti i professionisti dell’Unione Regionale Cuochi Siciliani, punto di riferimento della Federazione Italiana Cuochi nell’Isola.
Il progetto vede impegnate in prima linea le Istituzioni, a cominciare da quelle regionali, con l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, guidato da Salvatore Barbagallo, con il Comitato per la “Sicilia Regione Gastronomica Europea del 2025”, con il presidente Pietro Ambra.
Le venti tappe gastronomiche, e non solo, sono iniziate nel mese di maggio e si concluderanno a ottobre. Inaugurate a Corleone, nel Palermitano, avranno come ultima tappa Cefalù.
Le località
Nel mezzo, posti altrettanto splendidi e significativi per il turismo e la storia della Sicilia, borghi e località del calibro di Selinunte, Castellammare del Golfo, Agrigento (che quest’anno sta anche vivendo il momento magico di Capitale Italiana della Cultura), Piazza Armerina, Caltagirone, Scicli, Modica, Randazzo, Marzamemi, Menfi, Palazzolo Acreide ecc.
Come si vede, basta citare questi nomi di località che risplendono nel contesto del Mediterraneo, per evocare non solo le tradizioni enogastronomiche di questa terra meravigliosa, ma anche la sua storia millenaria, i suoi scenari archeologici, le sue antiche e nobili dimore, i suoi paesaggi naturalistici.
Probabilmente, anche per questi motivi le vie e le piazze dei venti appuntamenti del progetto si sono rivelate finora sempre piene, sempre sold out, come si dice in gergo internazionale.

I piatti
Ed è proprio qui, in questi scenari incantevoli, che i cuochi professionisti di URCS hanno realizzato e stanno realizzando numerose ricette tradizionali, sia rispettando i canoni storici sia re-interpretandole in chiave contemporanea.

A rappresentare le berrette bianche FIC nei vari appuntamenti, tutti previsti nei fine settimana, è il presidente di URCS, Rosario Seidita, accanto alle autorità locali, sindaci, assessori, e alla moltissima gente affluita e pronta a degustare.

Tra le novità del tour, in alcune tappe è stato previsto anche l’intervento dei Maestri Assaggiatori dell’ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), che hanno proposto interessanti abbinamenti con i piatti e le etichette di aziende significative dei rispettivi territori.

Così, ad essere protagonisti, oltre alle materie prime in cucina, sono stati e sono vitigni come il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese, il Carricante, il Catarratto, il Grillo, il Frappata ecc. a sottolineare la ricchezza anche ampelografica e vitivinicola dell’Isola.
Dopo le tappe agostane nel Messinese, il tour riprenderà a settembre, nel primo fine settimana del 5, 6 e 7, con l’appuntamento nella splendida Modica, capitale del barocco e del cioccolato, per poi spostarsi nell’archeologica Gela e sull’Etna, nella medievale Randazzo, dalla scura pietra lavica e dalla ricchezza culturale e filologica.
Ed il sogno enogastronomico della Sicilia proseguirà ancora e, certamente, anche oltre il 2025, segnando nuovi secoli di arte e cultura anche culinarie.
Perché la Storia, si sa, si scrive anche a tavola.


