Sono diventati tre, i giorni della quarta edizione di Terra di Lavoro Wines: 11, 12 e 13 ottobre prossimi.

Alessandro Manna
Foto di gruppo con direttore Reggia, Maffei, e alcuni viticoltori Casertani Vitica (Foto: A. Manna)

Sono diventati tre, i giorni della quarta edizione di Terra di Lavoro Wines: 11, 12 e 13 ottobre prossimi.

La novità

È questa la novità principale, e la più succosa, e la più strategica, per coinvolgere i ristoratori, e tutto il mondo della vendita, nella scelta e quindi nella propria proposta di vini di Terra di Lavoro.

conferenza TDl Castelluccia Reggia di Caserta (Foto: Vitica)
conferenza TDl Castelluccia Reggia di Caserta (Foto: Vitica)

E le master class, poco funzionali al centro del cortile, sono state sostituite da conversazioni, intermezzi recitati, momenti di confronto:

«Abbiamo voluto alleggerire e perfezionare il “format” della manifestazione -anticipa Cesare Avenia, Presidente di VITICA- per migliorare e stimolare un confronto dinamico tra i tanti attori interessati al mondo del vino. Non sarà una semplice rassegna ma un laboratorio di esperienze, improntato sulla valorizzazione della cultura del vino, che ci consentirà di capire la direzione da prendere per far conoscere e apprezzare sempre più i nostri vini. I vini di Terra di Lavoro hanno una storia millenaria ma siamo certi avranno anche un futuro importante».

La Conferenza stampa_ Cesare Avenia Presidente Vitica, Antonella Amodio, tiziana Maffei Direttore Reggia (Foto: A. Manna)
La Conferenza stampa_ Cesare Avenia Presidente Vitica, Antonella Amodio, tiziana Maffei Direttore Reggia (Foto: A. Manna)

Ovviamente è forte e imprescindibile la sinergia con la Reggia di Caserta, anche nella scelta dei luoghi di contorno, come il delizioso giardino annesso alla Castelluccia dove si è tenuta la Conferenza Stampa :

«La Reggia di Caserta è attore e promotore dello sviluppo del territorio – afferma il direttore Tiziana Maffei – un organismo vivo e attivo, istituzione dello Stato che valorizza le risorse del nostro Paese. Il vino è una delle espressioni più significative di questa identità: realtà produttiva ma anche culturale, capace di raccontare nel mondo la ricchezza di questa terra. È un legame profondo, radicato nella storia stessa del Complesso vanvitelliano e della dinastia borbonica: nel Bosco di San Silvestro sopravvivono ancora le vigne dei regnanti, oggi recuperate anche attraverso la vinificazione del Pallagrello. Già nel progetto delle Reali Delizie era chiara una visione di sviluppo territoriale. Oggi quella visione si rinnova in una collaborazione concreta con le comunità ».

La Castelluccia delle Reggia di Caserta (Foto: A. Manna)
La Castelluccia delle Reggia di Caserta (Foto: A. Manna)

La formula della manifestazione

Dunque si perfeziona la formula, per questa quarta edizione che in ottica futura si definisce “NEXT WINE”: non più, appunto, la navicella chiusa arenata al centro del cortile vanvitelliano delle master class, riservate a un numero limitato, e sempre soggette all’incongruità tra prenotati assenti e astanti desiderosi di partecipare.

Ma saranno momenti condivisi aperti a tutti di “Wine Talk”, dove i protagonisti saranno i produttori a raccontarsi brevemente e “Wine Forum” dove si proveranno ad affrontare temi, sfide, problemi, idee del mondo enoico: l’evoluzione dei consumi, i nuovi mercati e le esportazioni, la sostenibilità ambientale, dalla vigna (con le nuove tecniche agronomiche), alla cantina (usando energie alternative, e comunità energetiche), allo scaffale (meno plastica, contenitori e imballi più leggeri), ma anche le nuove frontiere del rapporto con il vino pei millennial e la generazione Y, l’uso nella mixology e i low alchool, l’enoturismo, i tour esperenziali, gli assaggi on line (e non è un paradosso), le sfide climatiche.

Poi, dopo le chiacchiere, ci sarà la musica e anche intermezzi teatrali a cura di Officinateatro APS.

Il programma completo

Alla Reggia di Caserta la quarta edizione di"Terra di Lavoro Wines"
Programma completo di  “Terra di Lavoro Wines”

La premiazione

Ovviamente il lunedì ci sarà la premiazione del riconoscimento, intitolato alla indimenticabile Maria Felicia Brini, produttrice appassionata e lungimirante, premio attribuito, dopo le segnalazioni social  e popolari, alla pizzeria e al ristorante con la maggior presenza di vini casertani in lista.

C’è, ancora, un’altra novità intelligente (utile alla comunicazione esterna, e forse ancora di più alla self consciousness, alla propria consapevolezza): la presentazione delle aziende che sono state segnalate, o premiate, dalle guide italiane del vino.

Un momento importante davvero per tutto il mondo del vino casertano, per notare, tutti assieme, che i nostri vini hanno capacità intrinseche di essere apprezzati, quando sono correttamente valutati.

I banchi di assaggio

I banchi di assaggio, infine: il cuore di una manifestazione del genere, e in fondo la debolezza maggiore nell’edizione passata: erano piccoli, troppo alti (anche questo è un fattore) e affidati a un numero insufficiente di sommelier, una cornice troppo piccola, insomma, per il variopinto mondo di Bacco casertano: quest’anno lo spazio nel Primo cortile (quello adiacente alla Flora) sarà maggiorato e razionalizzato, ha anticipato il Presidente del Consorzio, e quest’aspetto auspicabilmente migliorerà.

Ad Maiora, vini di Terra di Lavoro.

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Come e perché, sono le mie domande preferite. Studi classici e poi Architettura, mi sono sempre occupato di design, fotografia e arte. Sono giornalista pubblicista e dirigo il Caffè, settimanale di politica e cultura a Caserta, scrivendoci, dalla fondazione, soprattutto di fotografia e arte contemporanea. La “chiamata di Bacco” è arrivata grazie ad alcune visite in vigna insieme a produttori appassionatissimi (uno per tutti, Corrado D’Ambra, quanto ci manca!) che di questa passione mi hanno evidentemente contagiato. Docente dei Master of Food sul vino di Slow Food e della Fisar, ritengo che il vino sia un fenomenale condensato di sapere e, soprattutto, di piacere, da trattare, però, senza troppe spocchie.
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