Un aglianico da non credere
Lo splendore del Taburno, il monte–massiccio che domina il paesaggio vinicolo del Sannio, pare restare in ombra nel suo versante meridionale, quello che disegna la dormiente del Sannio agli occhi di chi guarda da Benevento.
È il versante di Vitulano, Foglianise e Cautano.
Qui l’Aglianico è di casa, anzi, nelle case, se non addirittura nel sangue della popolazione.
Le cantine, però, si contano sulle dita di una mano, o di due.
Ed è proprio da lì, da un’area che più che un paese è un mosaico di piccoli vigneti e proprietari, che arriva un vino capace di sorprendere per misura e modernità.
Trentasei erano i casali, i piccoli nuclei rurali della valle vitulanese poi confluiti in unità amministrative più grandi.
36 Casali è oggi la cantina guidata da Concetta Goglia, donna del vino tenace e competente, che ha saputo coniugare il rispetto per una proprietà agricola dalle radici profonde con una visione produttiva contemporanea.
L’azienda, nata nei primi anni Duemila, produce circa 30 mila bottiglie e sta completando la conversione al biologico: già nel 2025 il rosato sarà certificato, e dalla vendemmia successiva potrà vantare la fogliolina verde che indica la sostenibilità dell’intero ciclo aziendale.
(La fogliolina verde è il logo ufficiale dell’Unione Europea per i prodotti biologici. Attesta che almeno il 95% degli ingredienti agricoli proviene da agricoltura biologica e che l’intera filiera è certificata secondo il Reg. UE 2018/848. In etichetta è accompagnata dal codice dell’organismo di controllo e dall’origine delle materie prime).

L’Aglianico Sannio – Sannio DOC 2022 è un vino che scompagina luoghi comuni e pregiudizi.
È, per usare un’espressione nata spontanea, “un Aglianico da non credere”.
Perché l’Aglianico di queste zone, nella sua autenticità contadina e nella tradizione di una produzione spesso casalinga, ha sempre mostrato un carattere esuberante: un’acidità invadente, tannini ruvidi, e persino, talvolta, sensazioni affini a quelle dell’aglio crudo masticato.
Questo, invece, pur prodotto esclusivamente da uve aglianico e senza passaggi in legno, è tutt’altro.
Nel calice mostra un rubino profondo e compatto, ma si muove con una vivacità leggera, quasi allegra.
Al naso regala frutta sotto spirito, un florilegio di frutti di bosco, note terrose e cenni di tabacco.
In bocca colpisce per l’acidità discreta, seguita da un tannino educatissimo e docile, e da un finale che vira sulla fava di cacao.
Non è lunghissimo, ma è tremendamente piacevole: l’alcol è perfettamente integrato, la beva agevole.
Un Aglianico moderno, coerente con il territorio ma proiettato in avanti, che restituisce al versante vitulanese del Taburno il ruolo che merita: quello di un’area vocata e in fermento.
Aglianico Sannio – Sannio DOC (2022)
Azienda vitivinicola 36Casali – Vitulano (BN)
Giudizi e indicazioni
Stappo felice (convince e diverte, con equilibrio)
Incredibile (sensazione del cronista)
Tavola informale o obiettivo complicità (occasione per lo stappo)


