Stecca: dove la condivisione è di casa

Stecca dove la condivisione è di casa

Stecca: dove la condivisione è di casa

È sintetizzata in questa foto, fatta da Maurizio La Rocca, l’anima di Stecca, il luogo in cui ci si può incontrare per cenare, chiacchierare e ascoltare buona musica, e ad alto volume, perché l’impianto è di quelli seri (soltanto gli altoparlanti, che pesano 38 chili l’uno e penzolano minacciosi dal soffitto, sono stati fatti fare da un artigiano che vive in Giappone – un po’ come Uma Thurman che, in Kill Bill, è andata da Hattori Hanzō per farsi fare una spada come si deve).

Stecca -Impianto
Stecca -Impianto

A sinistra c’è Flavio De Maio del romano Velavevodetto, a destra Franco Franciosi dell’abruzzese Mammaròssa.

A sinistra un oste di quelli seri, che fa una vera cucina della tradizione.

A destra uno chef che ama la cucina creativa, prendendosi dei rischi.

E che c’azzeccano?

Galeotto fu il fantastico panettone di Franco, che Flavio conobbe e amò, e poi un viaggio enogastronomico che fecero in un periodo sentimentalmente difficile per uno dei due.

Da lì nacque l’amicizia, quella seria.

Franco sognava di poter aprire un locale a Roma, e Flavio sognava un socio come lui: l’intesa era possibile.

A testimoniarlo sono i piatti, che mettono insieme l’apparente semplicità della cucina territoriale, e l’apparente complessità della cucina creativa.

Sono tutti davvero fantastici, ma ne citiamo subito uno perché parrebbe l’anello di congiunzione fra questi due diversi modi d’intendere la cucina (anche la vita?).

Lenticchie, carote (bruciate) e olio all’alloro sembrerebbe infatti un piatto “normale”, e in effetti lo è, a livello di materie prime.

C’è però quella bruciatura che genera lo scarto, facendoci capire che la ricchezza risiede nell’apparente povertà. I rigatoni Garbatella, col ragù d’involtini, vincono facili, ma un altro piatto stupefacente sono le pappardelle a un altro ragù, quello di brassicacee, una famiglia allargata di cavoli, cavolfiori e broccoli.

Stecca
Stecca

Non parliamo tanto del condimento, quanto della pasta, fatta rigorosamente in casa con una farina evolutiva, prodotta dalla stessa Mamnaròssa, che è un mix di consistenze diverse, e di sapori diversi, compresa una gamma di balsamici.

Meravigliosa.

Ottimo l’agnello, e meraviglioso il Pain perdu, una specie di zuppa di pane nel caffelatte fatta però con la cagliatella. Ripetiamo, però, rispetto ai piatti che non citiamo: è davvero una questione di gusti.

Lo stesso dicasi dei vini, tutti freschi e ampi perché naturali, proposti dalla deliziosa – per competenza, e umana ospitalità – Daniela, sorella di Franco.

L’ambiente fa pensare alle linee essenziali, e alla luminosità, delle opere di Le Corbusier.

Non a caso: Franco è anche un architetto, ha pensato il locale come una specie di teatro il cui palcoscenico è il bancone, e i colori sono dati dagli attori, cioè dai commensali, che affollano Stecca anche di lunedì, che è il giorno più debole della settimana, e a soli 14 giorni dell’inaugurazione.

Ancora una cosa: “stecca” è la parola romana che allude alla condivisione, ma fra cosa?

Fra le diversità dei due soci?

Fra gli amici che vengono a cena, perché i piatti hanno quella sufficiente abbondanza che stimola gli assaggi reciproci?

Fra la musica e i piatti e i vini?

Esprime la solidarietà popolare che ancora contraddistingue la Garbatella, lo storico quartiere romano in cui il ristorante si trova?

Fate voi: quando le materie prime sono buone, è sempre una questione di gusti.

Stecca

Viale Guglielmo Massaia, 28

00154 ROMA

Tel. 06.01906053

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Giornalista e critico cinematografico ed enogastronomico per Il Messaggero, Gambero Rosso, Radio Roma Capitale e Cinecritica. Insegna Giornalismo Culturale e Storia dell'alimentazione in Sapienza, ed è regista del film Fritti dalle stelle, un documentario satirico sull'alta ristorazione visibile su Prime video. È inoltre autore e conduttore del programma "Come ti cucino un film", in onda su Gambero Rosso Channel, nel quale - grazie alla Cinestologia - racconta il cinema con delle associazioni alla tavola.
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