Stefania Mantero e l’arte regale dell’uovo di Pasqua.

Stefania Mantero e l’arte regale dell’uovo di Pasqua.

Dalle nozze reali di Buckingham Palace al cuore di Sampierdarena: la magia della ghiaccia reale rivive nelle mani di Stefania Mantero.

Un’arte rara, sospesa tra storia vittoriana e amore familiare.

Di fronte alla velocità della produzione industriale, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio alla bellezza.

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Siamo a Sampierdarena, in via Cantore, all’interno della boutique pasticceria di Stefania Mantero.

Qui, l’uovo di Pasqua non è un semplice prodotto dolciario, ma una tela di cioccolato che attende di essere ricamata con la ghiaccia reale, una tecnica nata nelle corti inglesi e oggi difesa da pochissimi maestri in Italia.

La tecnica della Royal Icing affonda le radici nell’Inghilterra del XIX secolo.

Nata come “Sugar Ice” per donare un effetto brinato alle torte nuziali, divenne ufficialmente “Reale” nel 1840, quando la Regina Vittoria scelse una glassa di zucchero purissima e solidissima per il suo matrimonio.

Questa nobile tradizione ha trovato un interprete d’eccezione nella famiglia Mantero.

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Il papà di Stefania, il rinomato pasticciere Stefano Mantero, era soprannominato “Il Fioraio”.

La sua abilità nel creare bouquet di zucchero era tale da portarlo oltremanica: fu proprio lui a realizzare le decorazioni floreali per la torta nuziale del secolo, quella della Principessa Diana e di Carlo d’Inghilterra.

“Oggi siamo rimasti solo in quattro in Italia a realizzare queste decorazioni floreali in ghiaccia reale sulle uova di Pasqua,” ci confida Stefania con un pizzico di nostalgia.

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“È una tradizione che non può morire; ogni uovo che decoro è il mio modo per tenere vivo il ricordo di mio papà”.

Entrare nel laboratorio di Stefania significa immergersi in una cultura del dettaglio che sfida le leggi della fisica. La tecnica della ghiaccia reale (composta da albume, zucchero a velo e limone) richiede una pazienza certosina.

Stefania ci mostra come nasce una rosa.

Non c’è nulla di automatico:

  1. La Base: Si utilizza un piccolo “chiodo” dalla base minuscola come supporto.
  2. Il Petalo: Con una sac-à-poche e beccucci microscopici, Stefania disegna i petali uno ad uno.
  3. Le Sfumature: Per ottenere le tonalità giuste, la lavorazione richiede step e contro-step, sovrapponendo i colori con una precisione chirurgica.

“Non esiste un fiore uguale all’altro, proprio come accade in natura”, spiega Stefania mentre le sue mani danzano sul cioccolato.

Una volta pronti, i fiori e i fregi vengono composti sull’uovo, trasformando il cioccolato in un quadro tridimensionale, arricchito da ricami diretti che sembrano pizzi dell’Ottocento.

In un’epoca in cui le uova escono da fredde linee di montaggio tutte uguali, le creazioni di via Cantore hanno un’anima.

La ghiaccia reale, una volta asciutta, diventa dura e brillante come ceramica, capace di conservare nel tempo il lavoro di ore.

Scegliere un uovo decorato a mano significa supportare un’arte che è simbolo di rinascita e cura.

È la testimonianza di una stanza dove le mani sono sporche di cioccolato, ma il cuore è pieno di una fantasia che nessuna macchina potrà mai replicare.

 

 

 

 

 

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Genovese di nascita, è un appassionato della cucina tradizionale ligure, tanto da scriverne e gustarla in egual misura. Giornalista professionista, ha diretto i servizi giornalistici di emittenti televisive liguri dal 1980 al 2017. Storico inviato della trasmissione "Diretta Stadio", ha collaborato per anni con il Guerin Sportivo. Autore di diversi libri, divide il suo tempo tra calcio e gastronomia. È anche il creatore della trasmissione televisiva "Benvenuto in cucina", dove esplora il mondo dei fornelli, delle pentole e della sociogastronomia. Ha condotto il programma "Benvenuto in diretta", in onda all'alba, vantando il record mondiale di aver fatto realizzare un Cappon Magro in diretta alle sette del mattino. Attualmente, come conduttore di "Pentole e dintorni", racconta la cucina ligure in tutte le sue sfaccettature a livello nazionale. Da quindici anni, inoltre, ha fondato e dirige il sito di enogastronomia "Zena a Toua" (Genova a tavola).
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