- E mentre nel contesto internazionale si minacciano guerre finanziarie e si portano avanti guerre reali, ci sono Paesi dove si continua a lavorare, nella speranza di una pace duratura.
- È qui che è andata in scena, con successo, nei giorni scorsi la XVI edizione di Contrade dell’Etna, rassegna divenuta ormai storica dedicata ai vini del vulcano, fondata dal produttore Andrea Franchetti e per il 2025 allestita al Sikania Garden Village, a Randazzo.
- Ben 80 sono state le cantine partecipanti, con oltre 4 mila visitatori e circa 5 mila calici per le degustazioni.
- “Dietro a questi vini c’è sempre qualcosa che va oltre il prodotto stesso.
- Soprattutto grazie al territorio, qui sono contemplati tutti i climi dell’intera Europa.
- Si va dal sud tropicale fino al montano più estremo, condizioni climatiche che danno ai vini caratteristiche molto eleganti che 20 o 25 anni fa non erano ricercate ma che adesso invece piacciono”.
- Da qui la nostra certezza iniziale, che sarà certamente la qualità a salvarci, oggi e anche in futuro.
- “Un enorme successo – hanno detto da Crew, organizzatrice dell’evento, sulla scia dell’eredità di Franchetti – non soltanto per l’altissima affluenza ma soprattutto per gli input che ci sono arrivati dai produttori.
- Una conferma di quanto l’Etna e i suoi vini siano in grado di accogliere un gran numero di addetti ai lavori ma anche wine lovers.
- “Sono molto contento di come sia andata – ha detto Benjamin Franchetti, erede della Cantina Passopisciaro e figlio di Andrea. –
- Contrade continua la sua strada, al Sikania ho visto gente felice e il posto scelto è molto bello.
- La trovo una buona opportunità per veicolare il territorio.
- Insomma, una conferma per i produttori e per gli appassionati, che consolida il rapporto fra questa rassegna e il territorio, capace di tenere il passo con i tempi, pur mantenendo l’idea visionaria di mio padre.
- Per questa ragione continuerò a partecipare”.
Successo per Contrade dell’Etna: confermata la qualità dell’evento
Tutti ne sono convinti, a cominciare dai produttori: a salvarci sarà soprattutto la qualità dei nostri vini!
A salvarci innanzitutto da un’atmosfera non proprio rassicurante dei mercati, con le borse di tutto il mondo sempre più “ballerine”, tra dazi minacciati e a volte realmente applicati.
E mentre nel contesto internazionale si minacciano guerre finanziarie e si portano avanti guerre reali, ci sono Paesi dove si continua a lavorare, nella speranza di una pace duratura.
Sull’Etna siamo abituati al bello della natura e del paesaggio, al fascino del vulcano che accarezza il cielo e ogni tanto minaccia di sbuffare: proprio come i dazi commerciali, scompigliando tutto, dal traffico aereo alla serenità degli abitanti del luogo.
Ma poi si acquieta nuovamente e si torna a sperare in una pacifica convivenza con la nostra Muntagna.
È qui che è andata in scena, con successo, nei giorni scorsi la XVI edizione di Contrade dell’Etna, rassegna divenuta ormai storica dedicata ai vini del vulcano, fondata dal produttore Andrea Franchetti e per il 2025 allestita al Sikania Garden Village, a Randazzo.

Un evento che ha registrato numeri importanti e, soprattutto, qualità sempre crescente delle produzioni enologiche.
Ben 80 sono state le cantine partecipanti, con oltre 4 mila visitatori e circa 5 mila calici per le degustazioni.
Sono state stappate 1.200 bottiglie e consumati 1.500 pasti.

Presi d’assalto, naturalmente, i banchi d’assaggio, mentre il programma di quest’anno è stato arricchito da talk e interviste di approfondimento su temi come il presente e, soprattutto, il futuro del vino.
“Dietro a questi vini c’è sempre qualcosa che va oltre il prodotto stesso.
Soprattutto grazie al territorio, qui sono contemplati tutti i climi dell’intera Europa.
Si va dal sud tropicale fino al montano più estremo, condizioni climatiche che danno ai vini caratteristiche molto eleganti che 20 o 25 anni fa non erano ricercate ma che adesso invece piacciono”.
Queste le parole di Salvo Foti, l’enologo pioniere del nuovo corso intrapreso anni fa dai vini etnei, intervenuto durante uno dei talk show di approfondimento.
Un fenomeno positivo e certamente non solo commerciale ed economico, quello dei vini dell’Etna, che si sta rafforzando sempre più nel contesto internazionale.
Da qui la nostra certezza iniziale, che sarà certamente la qualità a salvarci, oggi e anche in futuro.
Soddisfazione, naturalmente, è stata espressa dagli organizzatori:
“Un enorme successo – hanno detto da Crew, organizzatrice dell’evento, sulla scia dell’eredità di Franchetti – non soltanto per l’altissima affluenza ma soprattutto per gli input che ci sono arrivati dai produttori.
Una conferma di quanto l’Etna e i suoi vini siano in grado di accogliere un gran numero di addetti ai lavori ma anche wine lovers.
Una manifestazione come Contrade, ancora una volta, è stata in grado non solo di attrarre un pubblico di alta qualità ma di avviare un circolo virtuoso per tutto il territorio, con benefici, oltre che per il mondo del vino, anche per l’ospitalità e la ristorazione”.
“Sono molto contento di come sia andata – ha detto Benjamin Franchetti, erede della Cantina Passopisciaro e figlio di Andrea. –
Contrade continua la sua strada, al Sikania ho visto gente felice e il posto scelto è molto bello.
La trovo una buona opportunità per veicolare il territorio.
Insomma, una conferma per i produttori e per gli appassionati, che consolida il rapporto fra questa rassegna e il territorio, capace di tenere il passo con i tempi, pur mantenendo l’idea visionaria di mio padre.
Per questa ragione continuerò a partecipare”.
Un successo, poi, anche le due masterclass proposte dagli organizzatori e condotte dal giornalista Federico Latteri, firma di Cronache di Gusto.
Parentesi importante, infine, gli incontri con i buyer, sempre più interessati, ogni anno che passa, alla splendida realtà dell’Etna.
Con loro, nella sala meeting del Sikania Garden Village, sono stati realizzati interessanti blind test e alcuni speed date con la Mercuri Wine, mentre gli incontri diretti con i produttori hanno permesso di approfondire la conoscenza dei vini del vulcano.



