Tenuta Sorrentino: dove the floor is lava

Annatina Franzese
Tenuta Sorrentino dove the floor is lava

Tenuta Sorrentino: dove the floor is lava

Sei pronto a viaggiare, non solo con la mente, ma con ogni senso, nel cuore palpitante della Campania?
Un luogo dove la terra, scolpita da millenni di fiamme e furia vulcanica, partorisce nettari d’uva, custodi di una storia che affonda le radici nel respiro millenario del Vesuvio.

Accomodati, e lascia che il racconto ti avvolga.

Ti condurrò nel grembo dell’azienda vitivinicola Sorrentino, non una semplice tenuta, ma un santuario dove il vino non è solo prodotto, ma vissuto.
Un’esperienza che trascende il bicchiere, legata indissolubilmente al sussurro di una terra unica.
Boscotrecase, custode delle falde del gigante addormentato, a un respiro dagli scavi che narrano l’antico abbraccio di Pompei, sorge la cantina Sorrentino.

Qui, la passione è un filo che lega generazioni, un rispetto profondo per una terra che è madre e ispirazione.
Nata nel lontano 1953, dall’intuizione della nonna Benigna che trasformò un piccolo lembo di terra in un sogno vinicolo, la tenuta oggi fiorisce sotto la guida del figlio Don Paolo, di sua moglie, e dei nipoti Giuseppe, Benny e Maria Paola. Un’eredità che vibra in ogni grappolo.
Ciò che rende i vini Sorrentino gemme liquide è il loro patto sacro con il terroir vulcanico.

I vigneti, intessuti nelle cicatrici lasciate dalle eruzioni del Vesuvio – persino da quella che seppellì Pompei nel 79 d.C. – bevono la forza di questa terra primordiale.

È da qui che traggono la loro mineralità, la complessità e quella personalità fiera che riflette la potenza e la generosità del suolo.

Tra i filari, camminando, si leggono le pagine della geologia: stratificazioni che raccontano storie di fuoco e rinascita, un vero e proprio viaggio nel tempo per chi si perde in questo sacro giardino.
Da sempre, l’azienda Sorrentino danza in equilibrio tra qualità e sostenibilità.

I loro vigneti, certificati biologici, sono un inno alla natura, e ogni fase della produzione è intrisa di rispetto.

Dalla cura amorevole delle varietà autoctone, alla maestria in cantina e ai lunghi periodi di affinamento, ogni gesto è un atto di devozione verso l’eccellenza. È un esempio luminoso di come la tradizione possa intrecciarsi con i tempi.

Utilizzando bottiglie leggere come un sospiro, imballaggi che ritornano alla terra, abbracciano l’energia del sole e macchinari che sussurrano efficienza.

E c’è una magia in più: le viti non sono irrigate, ma affondano le loro radici in profondità, attingendo alla saggezza del terreno vulcanico, trovando l’umidità necessaria per prosperare.
Ma la tenuta Sorrentino non è solo un luogo di produzione, ma anche un portale verso un’esperienza sensoriale più ampia.

Un invito all’enoturismo. Degustazioni, passeggiate tra i filari, pranzi sotto il sole campano, corsi di cucina e percorsi sensoriali, sono solo un esempio.
Ultimo nato tra i format in programma è “The floor is lava”.

Prendendo ispirazione da questo divertimento ludico, l’azienda Sorrentino ha dato vita ad una nuova proposta.

Un momento di pura condivisione e convivialità, un’espressione carica di un valore simbolico profondo, capace di connettere indissolubilmente la vigna, il vino e il vulcano.
Dopo il calar del sole, per tutta la stagione estiva, le vigne si trasformano in un palcoscenico naturale.

Gli ospiti, dapprima condotti alla scoperta delle vigne, approdano per un aperitivo in terrazza.

Successivamente, tavoli finemente apparecchiati sorgono come isole tra i filari, e l’atmosfera si fa sospesa, in un equilibrio perfetto tra il romanticismo del crepuscolo e l’adrenalina del legame con la forza primordiale della terra in un mix perfetto tra i sapori genuini sapientemente preparati e calici di ottima produzione.

Questo articolo è stato visualizzato: 103394 volte.
Condividi Questo Articolo
Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalà e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
Nessun commento

Lascia un commento