Tesori dalla terra celebra il tartufo bianco pregiato di Basilicata

Tesori della terra

Tesori dalla terra celebra il tartufo bianco pregiato di Basilicata

I latini lo denominavano Tuber.

Plinio il Vecchio asseriva che “il tartufo sta fra quelle cose che nascono ma non si possono seminare”.

Plutarco ipotizzò che fosse l’azione combinata di acqua, calore e fulmini, ma il primo trattato unicamente dedicato al tartufo, “Opus-culum de tuberibus” risalente al 1564, scritto dal medico umbro Alfonso Ciccarelli, definì i tartufi: funghi ipogei che svolgono il ciclo vitale sottoterra.

I tartufi fanno parte del genere Tuber senza essere patate e simili, bensì parenti stretti di porcini e prataioli, pur avendo aspetto globoso e struttura interna assai diversa.

Intorno a questo bottino prestigioso, crescono storie e usanze che testimoniano l’interesse che ha suscitato in ogni età la sua presenza.

Storie ammantate di magico e misterioso, una sorta di rituale magico, una comunione tra la terra e l’uomo in cui il tartufo è la sua sintesi perfetta.

Storie di rispetto, tutela e miglioramento, tradizione e consumo di un prodotto straordinario, che viene ammirato non appena estratto dal suo scrigno di terra.

tartufo bianco della Basilicata
tartufo bianco della Basilicata

Il turismo enogastronomico si fiuta

Benvenuti nei meandri del Tartufo Bianco pregiato di Basilicata e nelle terre tartufigene, dove la connessione con la natura e l’atmosfera densa di profumi, ha avvolto i partecipanti lucani, conducendoli in un mondo incantato.

Un viaggio sensoriale indimenticabile attraverso i secoli, dove passato e presente si fondono in un abbraccio avvincente, in un’epopea di autenticità e scoperta per esaltare e celebrare i sensi.

Oggi il turista si prende per la gola e Matera Capitale della Cultura 2019, ha mirato ad aumentare con l’iniziativa al profumo di tartufo bianco pregiato “Tesori dalla terra”, le mille sfaccettature di un’avventura nel mondo incantato nel pregiato tartufo bianco di Basilicata.

La Basilicata, grazie alla varietà di altitudini del vasto territorio, alla composizione dei terreni e all’ambiente forestale incontaminato, rappresenta un esempio unico di biodiversità tartuficola.

I fitti boschi della Basilicata pullulano di funghi dalle più svariate forme, di secolari alberi di querce e di castagni, che da sempre rappresentano una fondamentale risorsa alimentare.

L’area che per prima ha scoperto la propria vocazione alla produzione e raccolta del tartufo bianco pregiato è quella del Serrapotamo, un bacino idrografico e geografico importante della Basilicata centrale, patrimonio celebrato ogni anno nella celebre Sagra del Tartufo del Serrapotamo nel Comune di Carbone.

Il sottobosco di Carbone che occupa una superficie pari a 48,53 Kmq e confina con i Comuni di Calvera, San Chirico Raparo, Castelsaraceno, Latronico, Episcopia, Teana e Fardella, ricadente in due Parchi Nazionali: nel Parco Nazionale del Pollino e nel Parco Nazionale della val D’Agri Lagonegrese, cela un vero e proprio tesoro nascosto: il Tartufo bianco, “Re della Tavola”.

La proposta turistica

A presentare la proposta turistica il sindaco di Matera Antonio Nicoletti, e Carmine Cicala, Assessore Regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali della Basilicata.

Attorno al tartufo si è creata una importante filiera produttiva che si è affermata quale, eccellenza nel sistema turistico della Basilicata.

Con Tesori dalla terra i lucani hanno mirato a consolidare e attrarre il turista più esigente.

Una rassegna agroalimentare che ha celebrato il pregiato fungo a cui questo territorio è fortemente legato.

Per due giorni, sabato 29 e domenica 30 novembre, nell’incantevole dimora nobiliare di Palazzo Malvinni Malvezzi in Matera, selezionati produttori, cuochi ed esperti del settore agroalimentare, hanno proposto un viaggio tra sapori e tradizioni locali, in cui il tartufo è stato il protagonista e re indiscusso, accompagnato da altre eccellenze enogastronomiche, dal vino, alle birre e tanto altro.

Non un semplice evento, ma più di una mostra mercato che affonda le radici nella storia, tradizione e identità della Basilicata, un territorio vocato al tartufo, e tante iniziative collaterali: convegni di approfondimento, cooking show e degustazioni a base di tartufo aperte a tutti.

cooking show
cooking show

L’ultimo fine settimana di novembre è stato premiato con un successo rilevantissimo, che ha registrato la presenza di un foltissimo e competente pubblico.

Matera e “Tesori dalla terra” come veicolo di promozione per tutta la Basilicata, che si affianca a tutte le fiere del tartufo italiane, per contribuire a promuovere un territorio ricco di straordinarie peculiarità.

Un evento che anche quest’anno si è confermato essere una scelta vincente, e profondamente condivisa da una platea di pubblico vasta e poliedrica.

Una due giorni tra cucina e tanta solidarietà.

La manifestazione si è conclusa con l’asta mondiale legata al fungo ipogeo

Il banditore e attore comico Giobbe Covatta, la giornalista televisiva RAI Bianca Luna Santoro e il conduttore lucano Peppone Calabrese, volto TV di Linea Verde RAI, hanno condotto magistralmente l’asta in video collegamento con Berlino, Washington e Hong Kong, attraverso il circuito dei “Ristoranti Lucani nel Mondo”.

Il ricavato dell’asta mondiale del tartufo che ha raccolto complessivamente 22 mila euro, di cui 11.500 da Matera e 10.500 da Hong Kong, è stato devoluto per finanziare iniziative benefiche.

Nel 2024 la Regione Basilicata ha aderito all’Associazione nazionale Città del Tartufo, seguita quest’anno dai Comuni di Pisticci, Scanzano Jonico e Santangelo Le Fratte che si sono aggiunti a Carbone socio storico dell’Associazione.

La Regione sta lavorando alla costruzione di una filiera del tartufo con il coinvolgimento delle associazioni locali e dei raccoglitori per garantire la qualità e la tracciabilità dei prodotti, elementi indispensabili per conquistare il mercato italiano ed estero.

Grazie alla collaborazione dei soggetti pubblici e privati stiamo costruendo una filiera sempre più solida – ha spiegato l’assessore Cicala – insieme agli agriturismi, agli albergatori, ai ristoratori dobbiamo lavorare affinché il tartufo diventi veicolo per attrarre turisti. È anche così che possiamo valorizzare quelle zone rurali che negli ultimi decenni hanno subito uno spopolamento maggiore.

Il lavoro che stiamo portando avanti – ha concluso – punta proprio a invertire la rotta, a sostenere gli operatori del comparto e a valorizzare le diverse porzioni della nostra terra che contribuiscono a rafforzare la nostra identità e la nostra storia.

Ma la scommessa più grande è valorizzare il tartufo nell’area di produzione, generando valore attraverso iniziative di Tartufo turismo e accoglienza.

Questo prodotto sotterraneo incide sempre più sul Pil agricolo regionale, come dimostrano i dati che, in base agli anni di raccolta e ai prezzi di vendita, collocano il valore annuale della produzione in una fascia compresa tra 10 e i 20 milioni di euro” aggiunge l’assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Carmine Cicala.

Il culmine di questo viaggio è stato rappresentato dalle degustazioni, veri e propri banchetti sensoriali.

Molti chef locali hanno trasformato il tartufo in opere d’arte culinarie, creando piatti che esaltano la complessità dei sapori.

Ogni degustazione ha rappresentato per i visitatori un viaggio gastronomico, attraverso le varietà del tartufo e armonie culinarie che resteranno impresse nella memoria, con piatti che sono stati in grado di deliziare i palati sopraffini e stimolare l’immaginazione.

Ricetta dello Chef Giuseppe Misuriello

Piatto: Riso carnaroli, funghi carboncelli, caciocavallo podolico e tartufo bianco

Ricetta dello Chef Giuseppe Misuriello
Ricetta dello Chef Giuseppe Misuriello
Ingredienti per 4 persone
  • 360g di riso Carnaroli,
  • 1,5 lt di brodo di funghi,
  • 140g di burro,
  • 8g di sale,
  • 200g di panna,
  • 80g di caciocavallo podolico,
  • parmigiano reggiano,
  • funghi cardoncelli e champignon,
  • funghi Shitake.
  • olio al limone di Perna e Tartufo bianco
Procedimento

Per i funghi cardoncelli:

Tagliare a pezzettini le cappelle dei carboncelli, mettere sottovuoto in una busta per cottura con poco sale e cuocerla a 88 gradi per 25 minuti.

Per il cremoso di caciocavallo podolico:

Portare la panan a 55gradi in un pentolino e fuori fuoco, aggiungere uk caciocavallo podolico grattugiato finemente.

Mescolare fino al completo scioglimento del formaggio.

Filtrare al colino fine per eliminare eventuali grumi formatisi e raffreddare.

Far tostare in una pentola il riso a secco, con il sale.

Sfumare con un vino bianco aromatico.

Aggiungere poco alla volta il brodo fungo caldo.

A metà cottura, aggiungere parte del tartufo tritato finemente.

Ci vorranno circa 13 minuti.

Mantecare con il burro ben freddo e il parmigiano.

Aggiungere poco olio al limone e mescolare.

Impiattare con il cremoso di caciocavallo, i carboncelli ripassati in padella il tartufo e foglioline di timo fresco.

Buon appetito!

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Francesca Branà classe 1981 giurista, dipendente presso la PA/Ministero e giornalista pubblicista iscritta all’ODG Puglia N. Tessera 188061. Collaboro con Puglia Press, Puglia Press Magazine, Puglia Gourmet, Ultimissime News Italy News. Autrice di svariate e numerose interviste ad esponenti del mondo della politica a livello regionale e nazionale, e personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. Vincitrice del premio giornalistico Mario Colamartino 2025 – Sezione Promozione del Territorio. Cerco sovente di ritagliarmi dei momenti per dedicarmi alla mia passione per la natura e l’escursionismo. Questa mia passione mi permette di trascorrere del tempo all’aria aperta, alla continua scoperta di nuovi territori e spazi da esplorare. Mi accingo con questa mia rubrica a raccontare i sapori del nostro Bel Paese, a guidarvi attraverso un viaggio nei meandri dell’enogastronomia, che celebra la diversità e la ricchezza rigorosamente Made in Italy. La rubrica sarà una miscellanea magica di riflessioni, racconti e quant’altro tendente alla scoperta delle tradizioni, sotto la caleidoscopica lente delle tradizioni e dell’evoluzione dei sapori, non solo come patrimonio gastronomico, ma come parte integrante dell’identità italiana, un patrimonio fondamentale da conoscere e valorizzare. Preparatevi a degustare la storia e le tradizioni del nostro Bel Paese, vi racconterò tutto che quello che troverò di interessante da raccontarvi, per disvelarvi e riportarvi nella memoria presente, le bellezze e le tradizioni della cucina italiana. Il mio obiettivo è farvi scoprire tutto ciò che racchiude l’anima dell’isola nel suo gusto inconfondibile. Ogni racconto nascerà non solo dalla scoperta di nuovi luoghi, tradizioni, ma da tesori di sapori da preservare e condividere. Preparatevi a degustare l’Italia!
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