Tesoro nel senese, Marchio collettivo per i ‘Pici di Celle’

I “Pici di Celle”, pasta allungata a mano fatta solo di acqua e farina secondo le tradizione culinarie locali, conquistano il traguardo del ‘Marchio collettivo, il riconoscimento che valorizza il prodotto enogastronomico più famoso della piccola frazione del Comune di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena.

Un segno distintivo per contraddistinguere un piatto garantito secondo un preciso disciplinare depositato, in base a regole segrete della tradizione cellese. Il Marchio, che verrà presentato sabato 17 dicembre a Celle, è registrato dalla Società Filarmonica locale.

L’obiettivo è proseguirne la tradizione, stimolando la creazione di nuove attività imprenditoriali legate ai pici di Celle sul Rigo, condizione indicata nel regolamento disciplinare.

“Sebbene non sia possibile stabilire dove siano nati i pici di Celle – spiega la presidente della Società Filarmonica di Celle sul Rigo Stefania Gori – se oggi sono così conosciuti lo si deve a Celle e alla lungimiranza di chi all’epoca decise di valorizzarli.

Investiremo sul marchio proprio per promuovere le attività di Celle che continueranno a produrre questo piatto secondo la tradizione”. Dopo aver ricevuto nel 2013 il Premio Touring, i “Pici di Celle” compiono così un nuovo passo avanti. A ripercorrere l’iter che ha portato a questo traguardo è la sindaca di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti, che nel febbraio del 2021 chiede consiglio al ministero dell’Agricoltura per come promuovere e valorizzare al meglio il piatto tipico. Da qui il suggerimento di intraprendere il percorso che ha portato al Marchio, grazie all’aiuto di Orazio Olivieri, esperto di tutela e promozione dei prodotti tipici locali. Pici che sono legati al gruppo dirigente della Società Filarmonica di Celle sul Rigo che nel 1970 per sostenere la banda e la scuola di musica, diede vita alla ‘Sagra dei Pici’, che si tiene ogni anno nell’ultimo fine settimana del mese di maggio, attirando migliaia di persone. Un appuntamento in vista del quale le donne riescono ad “appiccicare” a mano 8 quintali di farina.

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