“The Faces of Pinot Noir”: dalla Borgogna alla Nuova Zelanda, passando per l’Italia

“The Faces of Pinot Noir” - masterclass

“The Faces of Pinot Noir”: dalla Borgogna alla Nuova Zelanda, passando per l’Italia

Dalla Borgogna alla Nuova Zelanda, passando per l’Italia e toccando l’Oregon. Un piacevole viaggio alla scoperta del “The Faces of Pinot Noir” in occasione della masterclass organizzata durante il Vinitaly. Un solo vitigno, per una pluralità di sfumature.

Un vitigno più unico che raro. Per eleganza, sinuosità e per potenziale di invecchiamento. Per quel suo saper essere indiscutibilmente fascinoso in ogni sua espressione: che si tratti di un vino disimpegnato o di una bottiglia “senza tempo”, il Pinot Nero lascia sempre un ottimo ricordo. Ed è stata proprio la variabilità gustativa del vitigno il tema della masterclass “The Faces of Pinot Noir”, organizzata in occasione della recente edizione del Vinitaly. Un interessante viaggio tra territori, numeri e calici che ha svelato quanto la genetica diventi diversamente eloquente nelle differenti zone di origine.

In un percorso immaginario lungo i 120000 ettari totali dedicati al Pinot Nero, si passa infatti dalla “croccantezza” dei vini langaroli alla concentrazione di quelli della Nuova Zelanda, sia pur nella riconoscibilità di un vitigno “di razza”.

i vini in degustazione
i vini in degustazione

Le etichette in degustazione

Langhe Pinot Nero D.O.C. 2024 – Gianluca Colombo.

Il naso conquista per la precisione aromatica: piccoli frutti rossi freschi (fragolina di bosco, lampone), note floreali leggere, cenni di spezie dolci e un impianto terroso di base che ne esalta la profondità. Il sorso è sottile ma incisivo, giocato su un’armonia ricercata tra freschezza, tensione e una trama tannica delicata e integrata. Un Pinot Noir che non cerca potenza, ma purezza ed espressività.

Pommard 1er Cru “Les Pézerolles” AOP 2022 – Domaine Armand Heitz.

Un vino che si dimostra immediatamente di “sangue blu”. Un vero e proprio inno d’amore alla Borgogna, uno dei gioielli di questo Domaine per completezza e complessità. L’olfatto è un pot-pourri di note floreali e sfumature di frutti rossi, abbrivi di macchia mediterranea, speziatura fine e un quid di affumicatura che dona eleganza. Al palato, riserva grandi emozioni: si ritrovano le note individuate all’olfatto, sorrette da una trama tannica vellutata e quasi setosa che invitano al sorso successivo.

Pinot Nero “Wairarapa, Marion’s Vineyard” 2021 – Schubert.

Dalla Nuova Zelanda, una sorprendente interpretazione del Pinot Nero giocata su nuances speziate e vegetali, con piacevoli rimandi ematici e di tabacco. La bocca è più “calda” rispetto al mainstream, pervasa da un tannino più presente, ma non invadente. Un vino che stupisce per l’equilibrio gustativo e per un’agilità solitamente non associata a questo territorio.

Pinot Nero “Deux, Eola Springs Vineyard” Eola-Amity Hill 2022 – Division.

Un vino dal grande potenziale quest’etichetta che dimostra la “mano capace” di una cantina pioniera del Pinot Nero in Oregon. Il bouquet è tutt’altro che scontato e gioca tra ricordi di piccoli frutti rossi, rimandi di liquirizia e macchia mediterranea. La bocca è esile, ma equilibrata, rinvigorita da una sapidità sferzante.

La masterclass è stata occasione di scoperta e riflessioni. Numerosi gli spunti emersi in merito al futuribile ruolo di zone vitivinicole del Nuovo Mondo che sanno proporre vini di finezza gustativa, pur preservando la propria identità culturale. Non più semplici autori di vini iper-concentrati, ma abili custodi di terroir.

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Classe 1987, dopo una laura in Economia e Finanza ed un parallelo percorso in ambito enogastronomico, Manuela Mancino si specializza nella consulenza all’Ho.Re.Ca., ad aziende di produzione e nella selezione di cibi e vini. Da sempre appassionata di food&wine, traccia i profili della propria figura professionale in età adolescenziale, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie ad impiantare l’assetto strategico, gestionale ed operativo degli operatori di settore. Tecnico assaggiatore di numerose materie prime (dal vino all’acqua, dai formaggi alla pasta, passando per i salumi), si dedica in maniera peculiare allo studio del settore olivicolo, divenendo Sommelier di olio, assaggiatore di olio e di olive da mensa. Con all’attivo la partecipazione a diversi panel e giurie di settore, continua a formarsi in tale ambito tra libri, campagne e altrettanta pratica. Convinta fautrice della sostenibilità, ne fa una mission nella vita privata e lavorativa, dedicandosi allo sviluppo di variegati progetti enogastronomici. In continuo viaggio tra l’Italia e all’estero, trova spunti interessanti per la propria attività di critica di settore, nella speranza di fornirne una visione trasversale ed una lettura “dal campo alla tavola”.
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