The Guardian sceglie Unexpected Italy per una Torino autentica

The Guardian sceglie Unexpected Italy per una Torino autentica

The Guardian ha scelto to Unexpected Italy come guida per scoprire una Torino meno turistica. Dieci ristoranti e locali, selezionati da Unexpected Italy, sono stati presentati sul famoso quotidiano britannico. L’obiettivo è offrire ai viaggiatori una mappa per vivere la città come dei veri “local”. Questa iniziativa mira a combattere l’overtourism, dato che il 70% dei turisti visita solo l’1% delle località.

Che cos’è Unexpected Italy?

Unexpected Italy è un progetto traveltech fondato da Elisabetta Faggiana e Savio Losito. Il loro scopo è mostrare un’Italia fuori dalle solite rotte, fatta di autenticità e qualità accessibile. Hanno creato una sorta di “Lonely Planet 3.0”, un’app geolocalizzata e immersiva. Permette ai viaggiatori di creare itinerari personalizzati, esplorando zone italiane meno conosciute. L’idea è far sentire il turista parte della comunità locale, promuovendo luoghi autentici, artigiani e ristoranti attenti alla qualità e all’etica.

Il riconoscimento di The Guardian

Il Guardian ha riconosciuto l’approccio di Unexpected Italy, pubblicando una “locals’ guide” su Torino. La giornalista Liz Boulter ha scelto dieci locali torinesi selezionati dai fondatori. Si va da trattorie innovative a bistrot, latterie storiche, cioccolaterie, gelaterie e luoghi dove gustare il Vermouth o la merenda sinoira. Tutti questi posti offrono un’esperienza gastronomica autentica e accessibile.

I fondatori di Unexpected Italy puntano a un turismo più consapevole, che lasci un segno positivo sui territori. Credono che anche nelle grandi città si possa fare turismo autentico. Il loro lavoro è stato già riconosciuto a livello internazionale, anche all’ONU, per il loro impegno contro l’overtourism.

Combattere l’overtourism e promuovere l’Italia vera

Il problema dell’overtourism è serio: il 70% dei turisti si concentra su una minima parte del territorio italiano. Questo danneggia i luoghi e le comunità locali. Unexpected Italy propone di valorizzare l’Italia “vera”, fatta di relazioni e piccole eccellenze.

La pubblicazione su The Guardian ha già portato a migliaia di nuovi download dell’app, aumentando l’interesse per destinazioni meno note. La mappa di Torino, disponibile sull’app gratuita di Unexpected Italy, è l’ultima tappa di questo percorso. Guida i viaggiatori tra centinaia di luoghi “segreti”, scelti per la loro etica, identità e qualità.

I fondatori ribadiscono: “Crediamo in un turismo che faccia bene al pianeta e alle persone”. Per loro, il viaggio deve essere un atto di lentezza, consapevolezza e rispetto. Con l’approvazione di The Guardian, Unexpected Italy è ora una guida affidabile per scoprire un’Italia autentica, lontano dai cliché. È una sfida al turismo di massa e un invito a esplorare l’Italia con occhi nuovi.

unexpected-italy foto da cs PK COMMUNICATION

Torino alternativa: 10 tavole autentiche

Per i “Food Oscars” dei World’s 50 Best Restaurants a Torino, l’app  ha creato una mappa del gusto accessibile. Ecco dieci locali imperdibili per un’esperienza gastronomica autentica e di qualità, senza prezzi stellari:

  • Latteria Bera: Formaggi artigianali e panna montata con zabaione.
  • Scannabue: Classici piemontesi rivisitati, come plin al burro e risotto al midollo.
  • Le Vitel Étonné: Carni a bassa temperatura e antipasti tradizionali.
  • Antiche Sere: Perfetto per cene sotto la pergola, con tomini piccanti e coniglio.
  • I Fratelli Bruzzone: Cucina semplice e stagionale, con attenzione ai vegetali.
  • Consorzio: Piatti creativi con vini naturali e presìdi Slow Food.
  • Caffè dell’Orologio: Moderna merenda sinoira con piccoli piatti freddi.
  • Gelateria Aria: Gelati artigianali con gusti legati al territorio.
  • Toc: Paradiso del cioccolato artigianale.
  • Eccetera Experience: Degustazioni di Vermouth e cocktail che celebrano l’aperitivo torinese.

Per il soggiorno, si consiglia Look TO, un boutique hotel in Piazza Vittorio, noto per il suo design curato e le storie che ogni oggetto racconta.

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Vesuviana DOC come il pomodoro del piennolo, le albicocche, lo stoccafisso, il baccalà e mille altre cose che qui, alle pendici del Vulcano, crescono e si cucinano. Laureata in giurisprudenza e avvocato, ho da sempre la passione per la scrittura ed il giornalismo che coltivo ormai da anni. Mi divido tra il sociale e culturale e il cibo. Dopo esperienze di rilievo sono approdata in "DI Testa e di Gola" dove ricopro il delicato ruolo di Vicedirettore e scrivo di cibo a tutto tondo.
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