The Pleasures of Eating Well – Christina Wong

The Pleasures of Eating Well – Christina Wong

Per chi quest’estate non partirà per Bali o le Maldive, The Pleasure of Eating Well di Christina Ong offre almeno una versione cartacea dell’esperienza, come lo è stato per me quando l’ho acquistato. Pubblicato da Clearview nel 2016, il libro racconta molto bene il momento in cui cucina wellness, hospitality internazionale e gusto “healthy” iniziavano a fondersi in qualcosa di riconoscibile, senza trasformare il cibo in una triste dieta travestita da lusso.

 

Come nasce il libro?

Il libro nasce dall’universo dei COMO Shambhala Resorts, strutture luxury sparse in tutto il mondo tra Bali, Thailandia, Maldive e Caraibi, costruite attorno a un’idea di benessere elegante e internazionale. Christina Ong, imprenditrice e fondatrice del gruppo, non si limita infatti al ruolo di autrice di ricette: il volume appare piuttosto come l’estensione editoriale di una precisa filosofia hospitality, dove il cibo diventa parte dell’esperienza complessiva del resort.

Le ricette

Le ricette si concentrano su energia e sapore, con una cucina molto plant-forward e fortemente influenzata dalle tradizioni asiatiche, indiane e caraibiche. Rösti di zucchine, curry di trota, smoothies, latti vegetali, dressing e preparazioni base convivono in un linguaggio gastronomico moderno, leggero ma non punitivo. Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio il tentativo di descrivere ogni ricetta anche attraverso le sue proprietà nutrizionali: ricco di antiossidanti, calmante, digestivo, gluten-free, senza perdere attenzione per la presentazione e per il piacere estetico del piatto.

una delle ricette
una delle ricette

 

Anche l’edizione contribuisce molto all’identità del volume. Le fotografie occupano un ruolo centrale e costruiscono un immaginario coerente con quello dei resort: luce naturale, ingredienti freschi, paesaggi tropicali e tavole minimaliste. Le pagine leggermente ruvide, la rilegatura elegante, il glossario molto fornito e l’indice delle ricette suddivise per funzione nutrizionale trasformano il libro in qualcosa che va oltre il semplice ricettario. Più che un semplice manuale di cucina, il libro sembra quasi la versione cartacea dell’immaginario dei resort Shambhala (in cui, per inciso, non sono mai stata, avendo esaurito il budget comprando il libro).

Wellness food

Oggi il wellness food è ovunque, spesso ridotto a etichetta commerciale o a formula estetica da social network. Rileggere The Pleasure of Eating Well permette invece di tornare a un momento in cui questo linguaggio stava ancora cercando una propria coerenza gastronomica e culturale. Non un libro rivoluzionario, ma un documento interessante di come il lusso contemporaneo abbia iniziato a reinterpretare il rapporto tra piacere, salute e cucina internazionale.

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Mi sono persa nel labirinto gastronomico circa vent’anni fa. Mi chiamo WildKitchen perché un giorno sono scappata. Ho cucinato per miliardari e per emarginati (credo in egual misura). Esploro la cucina olistica e la sostenibilità, cercando di far incontrare gli attori delle catene alimentari prima che diventino fantasmi. Scrivo di cibo perché cucinarlo e mangiarlo non mi basta. linkedin https://www.linkedin.com/in/valeria-wildkitchen
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