The Sign: è davvero il pub “portale” verso un altro mondo?
- Due anime, un solo universo narrativo
- Pozzuoli: il Kraken e la notte steampunk
- Pomigliano d’Arco: il castello del drago
- Chi sono i “nerd” e perché questo locale parla a loro?
- Cucina, birre e inclusività alimentare
- La degustazione (coperto 2€)
- Beverage
- Perché il “The Sign” funziona
- Dentro il portale
- Info utili
Sono entrata al The Sign per il compleanno della mia nipotina, irriducibile fan di Harry Potter, credendo di accompagnarla nel “solito pub tematizzato”.
Invece, appena varcata la soglia, tra lanterne sospese, il soffitto che sembrava un cielo aperto, stendardi medievali, ingranaggi steampunk e un drago che sembrava osservarci dall’alto, mi è stato subito chiaro che quel luogo non era un semplice locale.
Era un set. Un mondo. Un portale.
E così, quello che doveva essere un festeggiamento familiare, è diventato un viaggio dentro una storia molto più grande: quella del progetto The Sign, oggi diviso in due sedi, tra Pozzuoli e Pomigliano d’Arco, ma con un’unica anima fatta di fantasia, cura scenografica e cultura pop.

Due anime, un solo universo narrativo
Il marchio The Sign nasce da un’idea dei fratelli Marco e Ciro Franciosi, mossi da una passione autentica per i mondi fantastici, per l’estetica steampunk e per la cultura “nerd”.
La prima realtà ad affermarsi è stata quella di Pozzuoli, sul lungomare: un pub ambientato in un universo steampunk, ingranaggi, metalli, luci calde, definito “Steampunk GastroPub”.
Poi, nel 2019, a Pomigliano d’Arco ha aperto The Sign 2.0 definito “Medieval Fantasy Pub & Coffee”, il “castello fantasy” del progetto, sfortunatamente colpito dal lockdown appena sei mesi dopo l’inaugurazione.
Eppure, nonostante la battuta d’arresto, la struttura è rinata grazie alla determinazione del team e soprattutto di Marco Franciosi, che ha raccontato le difficoltà affrontate e il desiderio di “realizzare un castello vero, un Fantasy Castle”, anche in memoria del fratello Ciro, scomparso prematuramente.

Pozzuoli: il Kraken e la notte steampunk
La sede di Pozzuoli è, nelle parole dei suoi stessi fondatori, “la tana del Kraken”: un locale che unisce gastronomia contemporanea e cocktail d’autore con un’estetica tra vintage e futurista.
L’arredamento è un tributo ai romanzi di Jules Verne, ai laboratori degli inventori del XIX secolo e all’immaginario delle macchine a vapore.
Qui, il bartender, è una figura centrale, noto per la creazione di cocktail scenografici e tecnicamente complessi, spesso ispirati a personaggi o oggetti di mondi fantastici.

Pomigliano d’Arco: il castello del drago
La sede di Pomigliano è invece una vera esperienza narrativa.
Si entra nella Sala dell’Alchimista, tra rune, alambicchi e tavoli in legno scuro; si prosegue verso la Sala Castello, con spade, scudi e arazzi; e poi si arriva alla Sala Hobbit, con atmosfere che richiamano direttamente Tolkien.
“Non un semplice pub” ma un luogo dove sembra di partecipare a un gioco di ruolo dal vivo.
È qui che si percepisce, in modo particolare, l’impronta fantasy del brand: draghi, magie, leggende inventate dal team, come quella del “cozzetiello magico”, contribuiscono a definire un’identità che va oltre il cibo.

Chi sono i “nerd” e perché questo locale parla a loro?
Il The Sign ama definirsi “un posto nerd fatto da nerd, non per business”. Ma cosa significa davvero?
Nerd
Un nerd è una persona con forte passione per argomenti specifici: fantasy, tecnologia, letteratura fantastica, fumetti, videogiochi, generalmente trattati con intensità, curiosità e competenza.
Essere nerd oggi non ha nulla di negativo, al contrario, è sinonimo di appartenenza a comunità creative e appassionate.
Steampunk
Lo steampunk è un genere estetico e narrativo che immagina un mondo in cui la tecnologia si è evoluta non con transistor e microchip, ma con vapore, ingranaggi, ottone e meccanica vittoriana.
È un futuro alternativo costruito con il passato.
Per questo nei locali The Sign trovi:
tubi di rame, ruote dentate, valvole, lampade industriali, costumi e oggetti da laboratorio ottocentesco.
Fantasy
Il fantasy è il genere delle magie, dei draghi, dei cavalieri, degli elfi e dei maghi, da Tolkien a Harry Potter.
La sede di Pomigliano trae da questo universo la sua estetica, facendo sentire gli ospiti in una locanda medievale.

Cucina, birre e inclusività alimentare
Al fantastico si unisce una proposta gastronomica molto concreta: panini gourmet, hamburger, fritti, dessert artigianali, birre selezionate e una carta cocktail che varia per stile e intensità.
Un elemento distintivo è la cura per le intolleranze, specialmente a Pomigliano:
- menu’ dedicato ai celiaci,
- dolci gluten-free,
- opzioni vegetariane e vegane.
La degustazione (coperto 2€)
In famiglia amiamo il “pulled pork” alla follia.
Con la selezione carni Bifulco non siamo stati delusi: dall’antipasto ai panini ed un eccellente Tomahawk al piatto, nessun pentimento, forse solo quello di non aver potuto degustare tutto il menù.
Quantità, qualità e succulenza all’onore, tutto homemade.

Per iniziare abbiamo optato per varie sfizioserie:
- Pretzel (2,50€) per il mio nipotino
con una crosta ben dorata, lucida e ricoperta di sale grosso come vuole la tradizione.
- Palloncini pulled pork (5,50€ tre pezzi)
polpette di pulled con panatura di panko e cuore di cheddar, molto ben eseguite, asciutte e gustose.
- Cozzetiello polpette e parmigiana (7,50€)
con polpette di Scottona al sugo e parmigiana rossa di melanzane, veramente magico.

Ovviamente, per la presenza dei bambini, abbiamo ordinato vari tipi di patatine fritte, servite in formato “french fries” homemade, con buccia e la possibilita’ di abbinare varie salse, ugualmente artigianali:
- Al naturale (5,00€) servite in un secchiello
- Al Pulled e con fonduta di cheddar (6,50€) servite in tegamini.
Continuiamo con:
- Lo Sporco (9,50€)
panino con pulled pork marinato con 12 spezie, fonduta di cheddar e french fries serviti in rutiello

- Tomahawk di suino nero 400g (16,50€)
affumicata, servita su tagliere con contorno a scelta (per noi zucchine alla scapece)

- Porkebab (9,50€)
un wrap a ventaglio con pulled, iceberg, pomodorini, french fries, maionese e ketchup.

Beverage
La carta delle bibite è ricca e ben articolata con la presenza “insolita” di varie etichette di Sidro (6-7€) e di Idromele (8-12€), quest’ ultimo servito in ampolle da 200 o 500ml.
Le Birre sono sia alla spina (3-13€) che in bottiglia con ben 95 referenze diverse, non elencate ma i camerieri le conoscono tutte: basta chiedere.
A completare: Bollicine (4-22€), i famosi Cocktail Signature The Sign (6,50-9,00€), Vini bianchi e rossi, sia campani che nazionali, al calice (4-5€) o la bottiglia (16-22,50€) con un Taurasi Riserva a 52,50€.
Al pari delle proposte food, larga è la scelta della proposta bibite gluten-free.
Ottima la carta dei whisky con le fantastiche bottiglie della Game of Thrones Whisky Collection Limited Edition (11-15€). Liquori, Amari e caffè (2-5€).

Perché il “The Sign” funziona
Da questa bella serata in famiglia, sono emersi molti punti positivi:
- Atmosfera irripetibile
Ogni dettaglio degli ambienti sembra costruito per trasportare altrove.
- Identità forte
Non è un locale che strizza l’occhio alla moda: è dichiaratamente tematico.
- Comunità
Attira appassionati, famiglie, gruppi di amici, coppie; unisce diverse generazioni attraverso un linguaggio visivo universale.
- Qualità del cibo e del servizio
La componente scenografica non sacrifica la cucina.
Trovare in un pub, oggi, materie prime di qualità lavorate in modo artigianale con cotture ben eseguite e dal gusto ricercato è un punto di forza sempre più raro, soprattutto in locali di grande affluenza.
Il personale è molto attento e presente, paziente e sorridente, sia con gli adulti che con i più piccini.
Professionali, conoscono bene tutte le proposte al menù e sanno consigliare nella scelta, soprattutto delle bibite da abbinare ai piatti. Bravi e complimenti.
- Inclusività
Il menù per celiaci e le opzioni vegetariane/vegane ampliano il pubblico.
Dentro il portale
Ripenso alla mia nipotina, seduta al tavolo con gli occhi illuminati, davanti alla Sala Grande del Drago.
Forse è questo il vero segreto del The Sign: riesce a farci tornare bambini, ma con la qualità e il servizio che un adulto pretende.
Non è un semplice pub.
Non è un ristorante tematico.
È un’esperienza narrativa dove si va, si mangia, si beve, ma soprattutto… si entra in un altro mondo.
E allora la domanda diventa inevitabile:
“The Sign: è davvero un portale verso un altro mondo?” Secondo me, dopo averci messo piede, la risposta è molto più un “Si” che un “forse”.

Conclusione:
Alla fine, uscire dal The Sign significa tornare lentamente alla realtà, come quando si richiude un libro dopo averne divorato le pagine.
Le luci della strada, gli alberi di arancio e limone che padroneggiano nel dehors, sembrano quasi stonare, dopo l’atmosfera morbida delle sale medievali o il bagliore metallico degli ingranaggi steampunk.
Ma forse è proprio questo il valore aggiunto del locale: ricordarci che la fantasia non è un lusso per pochi, ma un linguaggio universale che può essere tradotto in cibo, ambienti e convivialità.
Per molti il The Sign è un pub; per altri un set fotografico, o una locanda da romanzo. Per me, dopo averlo vissuto attraverso gli occhi meravigliati della mia nipotina, resta soprattutto un invito a non smettere di cercare luoghi capaci di sorprendere.
Perché, al di là delle atmosfere e delle scenografie, locali come questo dimostrano che l’esperienza può diventare un elemento concreto dell’offerta gastronomica contemporanea.
Info utili
The Sign 2.0 Pomigliano d’arco
Via Indipendenza, 17-19
Tel. 081 4614476
The Sign Pozzuoli
Corso Umberto I, 51/a
Tel. 081 5260372
Info e prenotazioni:
mail: info@thesign.pub
Sito web:
Photo Credit: Angela D’Esposito ©, foto 2 e foto 11 @facebook Pages the Sign


