Tonno in scatola : la normativa UE in materia di sicurezza alimentare

Tonno in scatola : la normativa UE in materia di sicurezza alimentare

Il tonno in scatola è uno degli alimenti immancabili nella dispensa degli italiani: pratico, economico e ricco di proteine. Negli ultimi anni, la crescente attenzione verso la sicurezza alimentare, la tracciabilità e la tutela ambientale ha spinto il legislatore europeo e nazionale ad aggiornare costantemente le regole d’etichettatura e i limiti sui contaminanti chimici.

Il quadro normativo sull’etichettatura

​Le regole sulle informazioni da fornire ai consumatori per i prodotti ittici conservati si basano sulla convergenza di diverse normative europee:

​Regolamento (UE) 1169/2011 (INCO): Disciplina le informazioni generali sugli alimenti obbligatorie in etichetta (valori nutrizionali, lista ingredienti, allergeni, data di scadenza/TMC, peso netto e sgocciolato).

​Regolamento (CEE) 1536/1992: Fissa gli standard commerciali specifici per il tonno e la palamita in scatola. Stabilisce le percentuali minime di pesce in base al liquido di governo (almeno il 70% per il tonno al naturale e il 65% per il tonno sott’olio o in altri liquidi) e regola le denominazioni (es. filetti, tonno in pezzi, tonno sbriciolato).

​Regolamento (UE) 1379/2013: Regola l’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) nel settore dei prodotti della pesca, imponendo l’indicazione precisa del nome scientifico della specie (es. Thunnus albacares per il pinna gialla o Katsuwonus pelamis per il tonnetto striato) e della zona di cattura (zona FAO).

Sicurezza alimentare e contaminanti: il caso del mercurio

​Un tema al centro del dibattito normativo riguarda la gestione dei metalli pesanti. Essendo un grande predatore oceanico situato al vertice della catena alimentare, il tonno accumula metilmercurio nei propri tessuti.

​Il Regolamento (UE) 2023/915, entrato in vigore in sostituzione del precedente Regolamento (CE) 1881/2006, stabilisce i livelli massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari. Per i grandi pesci predatori come il tonno, la soglia massima di tolleranza tollerata dalla legge europea è attualmente fissata a 1,0 mg/kg sul peso fresco. Tuttavia, il dibattito tra ONG ambientali e organi regolatori è acceso a causa delle discrepanze con i limiti imposti per altre specie ittiche non predatrici (fissati generalmente a 0,3 mg/kg). Le autorità europee mantengono sotto costante monitoraggio l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) per valutare eventuali revisioni delle dosi settimanali tollerabili (TWI).

​Sostenibilità e controlli lungo la filiera

​Oltre agli aspetti igienico-sanitari, la normativa si incrocia sempre più con le politiche contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN – Regolamento CE 1005/2008).

​Pur non essendo ancora del tutto obbligatori per legge, i bollini ambientali certificati da enti terzi (come MSC – Marine Stewardship Council o Friend of the Sea) affiancano le etichette per garantire che il pesce sia stato catturato con metodi a basso impatto (es. pesca a canna) e da stock non sovrasfruttati.

 

Foto di copertina di @Eric Prouzet dal web

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Avvocato, papà e amante della pizza e del buon cibo. Dopo aver aperto il suo blog personale si unisce nel 2016 alla squadra di Di Testa e di Gola.
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