Torna il BITE Festival, disegnato da Inkiostro
Il 15 e 16 settembre all’Antica Corte Ortalli di Sant’Ilario d’Enza torna BITE.
A un anno dalla prima edizione, il progetto nato dall’idea dell’Executive Chef Salvatore Morello di Inkiostro Parma e di Francesca Poli, proprietaria di Inkiostro e imprenditrice da sempre attiva nel mondo dell’accoglienza, torna il 15 e 16 settembre con un’edizione più ampia, internazionale e articolata.

Più di ottanta professionisti sono attesi all’Antica Corte Ortalli di Sant’Ilario d’Enza, tra Parma e Reggio Emilia, nel cuore della Food Valley.
Chef affermati e nuove generazioni, pizzaioli, bartender, pastry chef, gelatieri e panificatori condivideranno gli stessi spazi e lo stesso pubblico.

Abbiamo incontrato gli ideatori, che sono anche gli organizzatori, Francesca Poli e Salvatore Morello, per chiedere loro che cosa li ha spinti a creare questo evento.

“Il primo intento era di unire i ristoratori e cercare di creare una rete all’interno di quella che viene definita la Food Valley, tra Parma e Reggio Emilia, la volontà di creare una community che si confrontasse sul Fine Dining e la Mixology”.
“Il Bite Festival mette insieme chef e barman, non solo italiani, che stanno modificando, con le loro idee, il modo di fare Food & Beverage all’interno del Fine Dining. Allo stesso tempo c’è la voglia di portare l’alta cucina in un format più popolare, più accessibile, far vedere come lavoriamo, in un modo diverso da andare al ristorante”.

“Non solo, ma con i 110€ del biglietto di ingresso hai la possibilità di provare 100 cucine differenti proposte dai 100 chef presenti. Hai anche la possibilità di provare uno chef che viene dal Barhein piuttosto che dal Portogallo, dei sette pizzaioli presenti, cinque sono i primi cinque al mondo”.

“L’idea è quella di una manifestazione dove il cliente è a contatto con gli chef, i pizzaioli, i barman, in una manifestazione dove ci si mescola”
“Perché arriverà il momento in cui gli chef avranno terminato di servire i loro piatti e si mescoleranno alla clientela per bere un buon drink e sentire la parte musicale, creare una festa che porti al centro della festa gli aspetti principali oggi della fine dining in cui per noi rientrano anche le pizzerie, perché anche il concetto di pizzeria è molto cambiato”.

“E in questo contesto si inserisce la mixology che sempre più riguarda il fine dining”.
C’è poi la cena di gala.

“Diciamo che è un momento più istituzionale dove il fine dining rientra nelle cucine”.
“Lo chef non è più a contatto diretto col pubblico ma rientra nel proprio habitat che è la cucina. Una cena di gala istituzionale dove però abbiamo coinvolto The Best Chef Award che è oggi una delle realtà internazionali più importanti della community degli chef”.
Ovviamente c’è un numero massimo di possibili partecipanti, sia per gli spazi, ma soprattutto perché la manifestazione si possa vivere piacevolmente.
Per la cena di gala è di 200, mentre per la giornata del 15 è di 600.
“C’è anche una parte artistica importante con musicisti internazionali e spettacoli di altissimo profilo. Non è uno spettacolo dove bisogna sedersi e guardare, è uno spettacolo che interagirà all’interno dell’evento durante tutta la durata della serata”.
Una parte del ricavato andrà in beneficenza.
“Abbiamo deciso che essendo l’evento sul territorio deve coinvolgere il territorio stesso”.
“Per questo una parte dei proventi andranno in beneficenza ad un’associazione che opera sul territorio stesso, Albatros, cooperativa sociale di Parma. L’idea di Albatros nasce recentemente ma il ristorante fa mediamente otto eventi con scopi benefici all’anno, per cause diverse”.
L’obiettivo finale è quello di creare una community in primo luogo tra gli operatori del settore, porte aperte però a chi fosse interessato anche solo come avventore”.
Tra le novità, infatti, della seconda edizione ci sarà anche Il Convivio, un’area dedicata in particolare agli operatori della ristorazione e dell’ospitalità.
Il progetto, guidato da Jacopo Chieppa, chef di Equilibrio (Dolcedo, Imperia), nasce per favorire ciò che BITE considera uno dei risultati più importanti di un evento: le relazioni che continuano quando l’evento



