Tortellini, rock e libertà: a tavola con il Kom

Tortellini, rock e libertà: a tavola con il Kom

Tortellini, rock e libertà: a tavola con il Kom

Introduzione

C’è un soprannome che mi porto addosso da molti anni e che, più di qualsiasi curriculum, racconta chi sono: la Rockchef.

Me lo hanno dato i miei ragazzi in cucina. Mentre preparavamo la linea, tra pentole, coltelli, profumi e quella confusione che precede il servizio, dalla mia cucina arrivava sempre la musica. Non una musica qualunque: il rock. Vasco Rossi, soprattutto.

Lo ascoltavano tutti, anche ragazzi arrivati dall’altra parte del mondo, che parlavano lingue che spesso non conoscevo nemmeno. Eppure una cosa iniziò ad unirci: quelle canzoni. Bastavano le prime note, il loro pollice in su di gradimento e le differenze sparivano in un secondo. Eravamo tutti li, con le mani al lavoro e Vasco che cantava.

Per me Vasco non è mai stato soltanto un cantante. E’ una presenza. Un kom..pagno di viaggio. Durante gli anni trascorsi lontano dall’Italia, ci sono stati momenti in cui le sue parole sembravano arrivare esattamente dove servivano. Alcune canzoni sono entrate nella mia vita in momenti talmente precisi da sembrare scritte proprio per me.

Per questo faccio fatica a spiegare cosa rappresenti Vasco: certe persone non si ascoltano soltanto, si attraversano insieme alla propria vita. Allora capirete perchè, quando mi è venuta l’idea di raccontare Vasco a tavola, non ho potuto farlo soltanto da food writer: l’ho fatto anche da Rockchef.

Per anni Ho cercato di scoprire cosa amasse mangiare, quali sono i suoi piatti del cuore, chi ha avuto il privilegio di cucinare per lui, cosa porta nel piatto quando torna a Zocca e cosa sceglie quando si trova dall’altra parte dell’oceano. Finalmente, oggi, abbiamo molte più notizie che voglio condividere con voi. Scoprirete un Vasco molto diverso dal personaggio della “vita spericolata”.

Tour 2025 Napoli la pizza dedicata da Gino Sorbillo
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Il Vasco che mangia bene

Tra i primi a raccontare le sue abitudini alimentari è stato Massimiliano Marinelli, chef dell’Hotel Panoramic di Zocca, che nel 2023 ha ricoperto anche il ruolo di cuoco personale di Vasco durante il periodo estivo.

Marinelli ha spiegato che Vasco tiene alla qualità del cibo e cerca un’alimentazione equilibrata. Tra le sue abitudini ci sono molte verdure, soprattutto bollite o grigliate, con una forte attenzione ai prodotti del territorio. E’ curioso, non particolarmente complicato e ama parlare di cucina. E’ molto sensibile al concetto di chilometro zero, alla provenienza dei prodotti ed è un buon conoscitore di vino.

E c’è una sorpresa: accanto alla tradizione emiliana, Vasco apprezza la cucina giapponese e non disdegna proposte innovative e gourmet. Insomma, il rocker che per decenni abbiamo immaginato tra eccessi e whisky,  a tavola ha un lato decisamente disciplinato, soprattutto quando è in tournée.

Tour 2026 Cagliari degustazione di dolcetti sardi
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Dieta ferrea in tour, a Zocca cambia tutto

La conferma arriva da una persona che conosce Vasco da una vita; l’amico fedele Otello “Otis” Righetti. Ultimamente, parlando delle loro abitudini, ha raccontato che durante i tour Vasco segue un’alimentazione molto controllata da sua moglie Laura ed un equipe medica e fisioterapica per consentirgli di mantenere la forma necessaria per i concerti.

Quando torna a Zocca, però, ritrova gli amici di sempre e anche i sapori della sua terra. Ed è qui che entrano in scena i grandi classici dell’appennino modenese: crescentine, borlenghi, tortellini, ciacci, gramigna con la salsiccia, gnocco fritto e costine. Righetti lo descrive come un vero curioso del cibo più che come un grande mangiatore: uno che assaggia, pilucca, osserva e vorrebbe provare tutto.

Ed è una definizione che mi piace moltissimo perchè il vero buongustaio non è quello che mangia di più ma quello che vuole sapere il cibo che sapore ha.

I tortellini dell'hotel Panoramica di Zocca
I tortellini dell’hotel Panoramica di Zocca

 

Tortellini: il suo appuntamento con casa

Se c’è un piatto che più di ogni altro ricorre nelle testimonianze, è lui: il tortellino.

All’hotel Panoramic di Zocca Vasco è solito ordinare i celebri Tortellini Panoramic, serviti con una crema di panna e parmigiano.

Il ripieno è a base di carne di maiale, mortadella e parmigiano mentre la pasta viene tirata particolarmente sottile, ciò che lo ha reso famoso. Altre testimonianze parlano di tortellini in brodo di gallina ma una cosa è certa: quando Vasco torna a casa, il tortellino non può mancare. 

Il suo rapporto con il cibo, alla fine, sembra essere soprattutto un rapporto con la memoria, quella cucina che sa di infanzia, di ritorno a casa e di qualche libertà in più da concedersi lontano dal “fronte del palco”.

Le focacce gourmet dedicate alle sue canzoni

C’è poi una storia che sembra uscita da una cucina rock. Lo chef Marinelli non si è limitato a cucinare per Vasco: ha creato una serie di focacce gourmet ispirate alle sue canzoni. Ahimè, non c’è nessuna testimonianza fotografica. 

Una di queste, “Ridere di te”, aveva particolarmente conquistato Vasco. La composizione? Abbastanza inusuale: Polpo, mozzarella di bufala e spinaci saltati in padella.

La seconda focaccia era dedicata alla celebre “Albachiara” con prosciutto crudo di Modena, pecorino del Parco di Pavullo e un esterificazione di aceto balsamico di Modena. Per finire, una pala romana dedicata a “Senza parole” con crema di parmigiano reggiano, fiori di zucca fritti, lardo di colonnata e aceto balsamico di Modena.

Da cuoca, devo ammetterlo, l’idea di trasformare le canzoni in piatti mi piace parecchio. Forse perchè, in fondo, una canzone e una ricetta hanno qualcosa in comune: entrambe devono lasciare un ricordo.

Amici a tavola e gelato alla crema
Amici a tavola e gelato alla crema

Il dolce? un grande classico

Dopo tanta cucina emiliana, niente dessert complicatissimi. Il dolce preferito dal Kom, raccontato dallo chef Marinelli, è il Gelato alla Crema. Anche questa scelta racconta qualcosa perché, a volte, il lusso non è avere cento ingredienti ma una crema fatta bene.

Moto e merenda

E poi c’è forse l’immagine più bella di tutte. Quando Vasco e Otis vanno in moto sull’Appennino, quest’ ultimo si occupa di preparare lo zaino con focaccia, mortadella, un frutto e acqua. Via i piatti costruiti, solo due amici, una moto, le montagne e qualcosa da mangiare. Sono certa che è proprio lì che si trova il vero Vasco.

Sapori di casa anche oltreoceano

Vasco trascorre buona parte dell’anno a Los Angeles e sembra che anche li il legame con la cucina italiana rimanga fortissimo. Lo chef Evan Funke, del Felix Trattoria di Venice, celebre per la sua pasta fresca tirata a mano, ha  Vasco tra i suoi clienti e cosa ritrova nel suo ristorante? I tortelloni al burro e salvia. Può cambiare continente ma non cambia il bisogno di riconoscersi nei propri sapori. Una sorta di comfort food anche quando si trova oltreoceano.

Il Komandante senza effetti speciali

Alla fine della ricerca, quello che emerge non è il ritratto di un uomo che cerca il lusso gastronomico. E’ quello di un uomo curioso, attento alla qualità e legato alla tradizione.

Ama le grandi tavolate con parenti ed amici. Capace di apprezzare la cucina giapponese e la pasta fresca californiana, ma che quando torna a Zocca vuole soprattutto i sapori che conosce da sempre. La rockstar internazionale e il ragazzo di Zocca sembrano convivere perfettamente nello stesso piatto.

Un momento a tavola
Un momento a tavola

 

Conclusione: il mio momento folle

Ho iniziato questo articolo raccontandovi perchè mi chiamano la Rockchef. Lo voglio chiudere con il motivo per cui ho deciso di scriverlo: Io Vasco lo adoro. E’ semplicemente la verità. 

Le sue canzoni hanno accompagnato quasi tutta la mia vita, sono state colonna sonora di mnomenti belli, di momenti difficili, di partenze, ritorni, solitudini e rinascite. Da emigrante, lontana per più di 30 anni dalla mia terra ed i miei affetti, le sue parole mi hanno fatto compagnia quando ne avevo più bisogno. Lo dico sempre:

✓ Vasco, se non ci fossi stato tu la mia “sopravvivenza” non sarebbe stata la stessa

Un caro amico scomparso di recente diceva: se lo puoi sognare, lo puoi fare. Il mio sogno più grande, gastronomicamente parlando, è molto semplice: conoscere Vasco e cucinare per lui. Non chiedetemi ancora cosa, quello lo deciderei guardandolo negli occhi. Perché cucinare per qualcuno è un gesto intimo, significa cercare di raccontargli qualcosa di sé attraverso un piatto ed io, per Vasco, avrei sicuramente qualcosa da raccontare.

Magari un giorno succederà e magari quest’articolo arriverà proprio davanti ai suoi occhi. Allora, Vasco, se per caso stai leggendo queste righe, sappi che a Napoli c’è una Rockchef che da anni vive, cucina e si ispira ascoltando le tue canzoni. Il rock lo metti tu. A cucinare, però, lasciami fare, almeno una volta.

 

Credit photos:

Foto copertina generata con AI

Pagine social dell’hotel Panoramic di Zocca

Ansa.it

Vasco Rossi Instagram

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Mi chiamo Angela D'Esposito, meglio conosciuta come "Chef Angelina" e ribattezzata “larockchef” dai miei ragazzi di brigata visto che senza rock and roll la mia linea non sarebbe la stessa cosa. Classe 1968, napoletana doc, a 20 anni, con una valigia piena di sogni e tanta curiosità, decisi di varcare il confine per scoprire le bellezze del mondo. Nel 1990, fui una delle prime donne ad integrare una brigata di cucina (prevalentemente maschile) in quel di Parigi, indossando una giacca corazzata di coraggio e perseveranza. Sono fiera di poter dire che ho alle spalle una brillante carriera, completamente costruita da autodidatta, con passione e sacrificio. Ho portato in giro per il mondo la cucina napoletana e le bellezze enogastronomiche del nostro bel paese. Per questi moviti, amo talmente il mio lavoro e rispetto talmente chi come me esercita la professione di cuoco che non amo quelli che considero gli “usurpatori del food”. Essere cuoco è una missione; regaliamo momenti di benessere a tutti coloro che si siedono alla nostra tavola ai quali dobbiamo rispetto, professionalità e sincerità, aspetti sempre più rari in una società dove la visibilità e i falsi riconoscimenti per carriere inesistenti, hanno preso il posto delle competenze e dell’onestà verso il pubblico. Da qualche anno ho scoperto la passione per la scrittura ed il giornalismo che ho affiancato, con successo, alle mie attività professionali di Personal Chef, Consulente f&b ed Event Planner. Le scoperte di Chef Angelina hanno avuto un impatto notevole tra i lettori che, attraverso i miei racconti, hanno potuto scoprire nuove realtà fin'ora rimaste nell’ombra. Oggi approdo con orgoglio a “Di testa e di gola” con la ferma intenzione di continuare sulla stessa scia delle mie passate esperienze giornalistiche e continuare a regalare, ai nostri lettori, nuove ed interessanti scoperte, tante buone ricette, sempre con buon umore, sincerità ed integrità.
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