Tra uova, sorprese ed effimere gratificazioni

Tra uova, sorprese ed effimere gratificazioni

“Meglio un uovo oggi che una gallina domani (?)” è un proverbio arcinoto ma anche un dilemma che esorta l’uomo che vive un momento di “penuria” ad accontentarsi oggi di poco (un uovo), invece di attendere che l’uovo si schiuda, diventi pulcino e poi una pasciuta gallina che lo sfamerebbe per veri giorni. Insomma, poiché detto chiama detto “Chi s’accontenta gode”.

Ma c’è chi, al contrario, osserva che, nella vita, sia preferibile aspettare con patimento e fame un grande successo che ricevere una sorta di  magra “consolazione”. Insomma, come recitava Jean Jacques Rousseau, “La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce”.

Kinder Sorpresa

Rimanendo alla dolcezza, riadattando il detto ad un bambino cresciuto tra gli anni ’80 e ’90, esso si sarebbe potuto mutare nel quesito “Meglio l’uovo o la sorpresa?”. E ci riferiamo al Kinder Sorpresa, l’ovetto di cioccolato al latte forse più famoso al mondo che, dal 1974, anno in cui è stato ideato da William Salice, regala a bambini (e grandi), uno scrigno goloso dal quale, schiudendosi, esce una colorata sorpresina.

E in questo consisteva il rituale della sua apertura: il bambino o bambina degli anni ’80 e ’90, giunto con mamma, papà, nonna o altro parente stretto alle casse del supermercato, scorto solo per caso l’espositore dei Kinder Ferrero, iniziava come un disco rotto a chiedere “Voglio l’ovetto! Me lo compri l’ovetto?” e poi “Sono stato bravo, me lo compri l’ovetto? “; seguiva una trattativa con do ut des mai mantenuti finché l’ovetto finiva sul rullo e subito dopo tra le mani del bimbo (o bimba) trionfante. Già in auto o per strada iniziava lo scartamento con l’inconfondibile stropicciamento di stagnola. Ed ecco poi apparire un guscio marrone dalla forma perfetta che gli amanti del lento svelamento amano aprire in due metà perfette, mentre gli impazienti e i golosi rompono con un pugno mentre già un pezzo di cioccolato e tra i denti.

sorpresine
sorpresine

Meglio l’uovo o la sorpresa? Restando ai golosi l’uovo era divorato in pochi attimi perché il cioccolato Kinder ha un‘inimitabile consistenza cremosa e assai scioglievole; andando a chi non voleva proprio aspettare di sapere cosa contenesse il guscio di plastica gialla, accantonava il cioccolato e con un clac deciso tirava fuori la sorpresina.

L’evoluzione delle sorpresine

All’inizio, negli anni ’70, le sorpresine dell’ovetto Kinder erano piccoli semplici oggetti in metallo o plastica dura già assemblati. Con il passare degli anni, soprattutto tra gli anni ’80 e ’90, le sorpresine sono diventate più articolate: aprendo il guscio si trovavano pezzi da montare e raffiguravano macchinine o robot o personaggi di serie animate famose da collezionare.

La scrivente che è stata una bimba tra gli anni ’80 e ’90, tra ovetto e sorpresa era meglio arrivare prima alla sorpresa con una notevole percentuale di disillusione: trovava sempre le sorpresine da “maschi” o, quando trovava il pezzo da collezione era sempre un doppione! Almeno le restava il cioccolato, vi pare?

L’ovetto Kinder racchiudeva un potente meccanismo psicologico: attesa, gratificazione immediata e sorpresa. Il cervello, di solito, riceveva due ricompense e l’imprevedibilità rendeva l’esperienza memorabile e da replicare alla prossima andata la supermercato.

Da Kinder Sorpresa a Kinder Joy

E oggi? Negli ultimi anni, al classico ovetto Kinder commercializzato durante le stagioni fredde o miti, è stato affiancato d’estate o quando le temperature aumentano il Kinder Joy.

Un uovo tutto di plastica diviso in due metà: un lato contiene la metà dolce fatta di una crema al latto sulla quale sono conficcate due piccole gustose cialde croccanti, l’altro contiene la sorpresina divenuta sempre più di plastica leggera e con pochi pezzi da assemblare o già in pezzo unico.

L’apertura è meno ritualizzata e la sorpresina è subito svelata perché, a parte i materiali, anche i cadeau sono mutati.

In passato l’assemblaggio di certe sorpresine richiedeva la consulenza di un adulto perché, a volte, era più macchinoso e poco intuitivo. Oggi, invece, le sorpresine sono solo i personaggi dei cartoni animati del momento o delle serie tv più famose come Stranger Things e sono composte da 2 -3 pezzi da montare in pochi istanti.

Tornando al passato, quando si acquistava la confezione da 3 o 5 Kinder Sorpresa, ogni bimbo conosceva a memoria lo slogan “Una sorpresa su 3 (o 5), una sorpresa su 3 (o 5) sarà uno di noi”, cioè un personaggio da collezione. E oggi per non procurare delusioni ai bambini delle ultime generazioni, nelle confezioni da 3 o da 5 trovi sempre 3 o 5 personaggi tutti da collezione.

Il meccanismo psicologico che funziona

Il meccanismo psicologico col quale è stato ideato il famoso ovetto con sorpresa ha deciso di tenersi al passo coi tempi, nei quali puoi scegliere sempre tra uova, galline o decidere di prendere entrambi. Non esiste un aut aut, esiste invece il “tutto e subito” senza meccanismi psicologici d’attesa. Tutto l’anno, quindi, trovi I Kinder Joy e quasi tutto l’anno i Kinder Sorpresa e, addirittura, come è avvenuto a Natale 2025, certi supermercati hanno messo in commercio le uova magiche di Natale.

Uovo assicurato, sorprese assicurate, gratificazione forse mitigata o sarebbe meglio aggiungere, plastificata.

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Sono un'antropologa culturale di formazione e, per passione verso l’arte, il dialetto e le tradizioni popolari siciliane, la cucina, l’enogastronomia, sono una social media manager e la blogger - con lo pseudonimo di Marga Rina - di Panormitania (https://panormitania.altervista.org/). Da qualche anno, sono pure diventata organizzatrice e curatrice di mostre d’arte: oltre a redigere tutti i testi e ad occuparmi della loro diffusione ai media, curo la grafica di ogni evento e la sua promozione sui social network. A marzo 2025, con Edizioni L’Arca di Noè, ho pubblicato il racconto breve in italiano e siciliano Minicu e lu re di Sicilia. Vivo a Palermo, dove sono nata e cresciuta.
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