Tradizione in bottiglia: La passata di pomodoro in Calabria

Angela Bitetto
Soddisfazione dopo una giornata di lavoro

Tradizione in bottiglia: La passata di pomodoro in Calabria

In Calabria, la fine dell’estate porta con sé un rito che profuma di casa, di tradizione e di comunità: la preparazione della passata di pomodoro!

Non è solo una pratica culinaria, ma un vero e proprio evento festoso che coinvolge intere famiglie, vicini di casa ed amici.

Una giornata speciale che unisce generazioni diverse, celebra la cultura contadina e regala momenti memorabili.

Un tempo la preparazione della passata, e più in generale delle conserve di cibo, era una necessità. Oggi invece, molte famiglie calabresi continuano a tramandare questa usanza, come scelta d’amore verso le cose genuine e di rispetto delle tradizioni.

Fare la passata in Calabria è un atto d’amore verso la famiglia e le proprie radici.

E così, cortili e garage si riempiono di cassette di pomodori San Marzano, bottiglie di vetro e pentoloni fumanti. Le famiglie calabresi si riuniscono per fare la conserva di pomodoro, seguendo un procedimento tramandato da nonni e bisnonni.

I pomodori pronti per diventare passata
I pomodori pronti per diventare passata

Il processo è meticoloso e scandito da gesti antichi: si selezionano i pomodori maturi, si lavano con cura, si tagliano e si sbollentano in grandi pentoloni. Poi, con l’uso della “macchinetta”, si separa la polpa dalla buccia e dai semi.

Fasi di lavorazione della passata di pomodoro
Fasi di lavorazione della passata di pomodoro

Con la passata, così ottenuta, vengono riempite le bottiglie di vetro, volendo con l’aggiunta di una bella foglia di basilico. Le bottiglie vengono poi sigillate con i tappi e messe a bollire in grandi contenitori per creare il sottovuoto, in modo da farle durare tutto l’inverno ed oltre.

Ciò che rende questo momento davvero speciale è la sua dimensione conviviale. Ci si riunisce alle prime luci del mattino e ci si ripartisce i ruoli: c’è chi lava, chi taglia, chi gira la manovella, chi imbottiglia. I bambini osservano, imparano, e prendono parte all’evento con piccoli compiti.

Anche a me, che era la prima volta che partecipavo, è stata data la possibilità di contribuire fattivamente al lavoro di gruppo, ruotando su tutti i ruoli e sperimentando le varie attività.

Partecipare a questo rituale mi ha dato l’opportunità di decelerare dai ritmi frenetici del quotidiano e di assaporare l’autenticità della vita semplice e genuina.

Le chiacchiere scorrono leggere, si ride, si raccontano storie di annate passate, si ricordano le persone care che non ci sono più, si condividono piccoli segreti di cucina.

Ed a fine giornata, un pranzo rustico aspetta tutti i partecipanti: pane casereccio con formaggi e salumi locali e, ovviamente, un assaggio della passata appena fatta!

Risate e allegria mentre si lavora
Risate e allegria mentre si lavora

E così, tra il rosso dei pomodori e le allegre risate, la passata diventa molto più di una conserva: è tradizione in bottiglia e promessa di futuri pranzi in famiglia.

 

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Pugliese d'origine e romana d'adozione, lavoro nella direzione marketing di una grande azienda e nel tempo libero scrivo di viaggi, teatro, vino e cibo. Sono appassionata di "vita" e seleziono con cura tutte le cose belle e buone che questa può offrirmi, condividendo le mie passioni con chi ha voglia di lasciarsi coinvolgere e sperimentare. Il mio motto è: "vivi come se fossi sempre in vacanza!" ed è per questo che amo trasformare il quotidiano in una serie di momenti memorabili ;)
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