Tre Forchette Gambero Rosso 2026
Lusso e gusto insieme al Saint Regis di Roma, la sera del 20 ottobre per celebrare le eccellenze gastronomiche scelte da Gambero Rosso in un panorama italiano ricco e sempre innovativo.

Un luogo unico per una kermesse gastronomica ma anche dedicata al vino di grande qualità, infatti, abbinati ai piatti dei grandi chef, anche le etichette Tre Bicchieri della Guida 2026, in degustazione libera per gli ospiti della serata.
Nel magnifico salone centrale di quello che è tra i più lussuosi alberghi a Roma, si è svolta la cena, anticipata da un breve aperitivo con finger food a braccio e offerta di Trentodoc, birra e cocktail, per soddisfare tutte le preferenze.
Una presentazione degli chef premiati a inizio cena e poi la passerella di piatti proposti.

Antonio Ziantoni apre le danze con gli aperitivi serviti a giro braccio, mentre gli ospiti si assiepano nella sala di entrata dell’hotel, tra offerte di vario genere, dal metodo classico Trentodoc, la birra Krombacher uno degli sponsor e, perché no, qualche cocktail anche analcolico.

Melone invernale Benefort e limone una chicca succosa e acida, ben confezionata.
Aspic di cetriolo in conserva, idea di mozzarella di capra molto delicata e Capitone affumicato con cipolla in agrodolce e dragoncello, sfiziosissimo.
Da Villa Maiella la selezione di salumi.
Il pane per la cena con farine Petra realizzato da Alessandro Rinaldi di Sottovoce del Vista Lago di Como.
Per la cena, in pole position sicuramente la Crème brûlée di polpo di Pino Cuttaia, La Madia.

Il topping sottilissimo e croccante apre a un mondo soffice e spumoso e all’interno, sorpresa che non ti aspetti, pezzi di polpo masticabili rendono il piatto completo e avvolgente.
Nel cuore è rimasta senza dubbio la pasta e fagioli di Massimo Bottura, Osteria Francescana, con cuori di pasta piccola croccante e dura (come un fagiolo), in un brodo dalla consistenza addensata, quasi glutammata, ricca di sapori tradizionali, i fagioli sono una presenza invisibile, l’olio persistente, un trionfo di immediatezza al palato, il resto è fiaba.

“Dove vuole andare questa pasta e fagioli” è davvero il titolo adatto, perché prende il via da una rigorosa ricetta di tempi passati per arrivare ai giorni di oggi più attuali e veloci, dove però la semplicità ha sempre la meglio.
Il risotto gran riserva Carnaroli con fiori di zucca, porcini essiccati dell’Abetone e zucchine in scapece è un bel piatto colorato.

Sapori sapientemente amalgamati con una sensazione di aceto data dall’elaborazione delle zucchine che va a prevalere sulla nota glicerica, per poi lasciare il passo ad gusto raffinato e intrigante nell’insieme.
Piatto complesso che si accompagna bene con i vini bianchi proposti di Fabio Pisani e Alessandro Negrini, il Luogo Aimo e Nadia.
Magnifico il maialino nero della fattoria con hummus di ceci e misticanza di campo profumata al calamansi (agrume utilizzato nelle Filippine).
La crema di ceci delicata con punta di lime si sposa con la carne tenerissima, la misticanza rinfresca il palato e richiama al prossimo assaggio.
Davvero ottimo.Villa Maiella, Arcangelo Tinari lo chef.

I dolci ci hanno incuriosito, specialmente l’opera d’arte di Michael Boivin di Campo del Drago al Rosewood Hotel Castiglion del Bosco.
Con i Sapori dell’orto lo chef ci paralizza di fronte a un incanto di verde nel piatto, cosa davvero insolita.
Un pot-pourri di gusto erbaceo, dal cetriolo al prezzemolo, pizzico di basilico, bacche rosse, una consistenza evanescente e spumosa sul top, piatto da accarezzare con le dovute cautele per assaporarne il gusto e la filosofia.
Accanto un più tradizionale Framboisier, biscotto con crema, piatto semplice ma giusto finale per dare spazio alla dolcezza, con scaglietta di cioccolato on top.
Sorpresa della serata spaghetti aglio e olio, di Sarah Cicolini di Santo Palato.
Perché alla fine la bontà è anche fatta di cose immediate e parte dell’immaginario collettivo da sempre.
Sui vini abbiamo ancora qualche nota da aggiungere, perché ovviamente nel calice hanno versato quelli premiati con i Tre Bicchieri, e quindi, non possiamo non renderne conto.
Costa d’Amalfi, Furore Bianco Fiorduva 2024, Marisa Cuomo, fruttato e salino, un mix mediterraneo di grande bevibilità.
Collio Friulano V. Valeris 2024, Muzic, balsamo per il palato con la sferzata minerale tipica e la persistenza.
Erbaceo, amaricante con una punta di agrume ad accompagnare fino alla fine il sorso.
Fa capolino un rosso, Lago di Caldaro Classico superiore Quintessenz 2024, Schiava fresca, pulita, invitante e lieve nel colore e nel sorso. Molto piacevole.
Dalla Slovenia toni più complessi e scuri anche se di un bianco si tratta, Brda Chardonnay Bagueri Superiore 2021, 12 mesi di legno, intenso, ottima l’acidità. Sferzata minerale con frutto polposo, lieve nota di miele di acacia, fogliame, alloro.
Entra sontuosamente Brunello di Montalcino 2020, Carpineto, un Sangiovese magnifico, che danza sulle note del frutto e delle spezie con agilità e prestanza. Intenso ed elegante con la nota scalpitante tipica della varietà. Tannino domato ma sempre vivo.
Dalle Cantine Florio il Marsala si affaccia alla tavola sul finir del pasto, con una certa maestosità, silenzio e cura nell’assaggio.
Marsala Semisecco Superiore Riserva 2009, fichi secchi, datteri, torrone, tostatura, seguono spezie e frutta sotto spirito.
Nota glicerica di crema pasticcera smorzata da effluvi minerali.
Vino da meditazione o da abbinamenti arditi, come insalate con frutti esotici grassi e succulenti.
Formaggi rigorosamente stagionati.
Tra gli sponsor anche Caffè Kimbo.
Photo Credit: Gambero Rosso © Francesco_Vignali_Photography










