Tutta l’eleganza di Etna Doc Sosta Tre Santi
Brindisi al nuovo anno con “Tenute Nicosia”
L’eleganza delle bollicine, anche per questo Natale appena concluso, qui in Sicilia ha avuto il volto dell’Etna. Una scelta sempre più condivisa tra i consumatori, infatti, è quella di brindare durante le feste e, dunque, anche nel periodo natalizio, con spumanti direttamente nati sul vulcano attivo più alto d’Europa. Così è capitato anche a noi che, tra un party e una cena di auguri, tra eventi pubblici e pranzi in famiglia, sempre più abbiamo incrociato etichette “di casa” e sempre più prestigiose.

Il primo esempio di cui scriviamo oggi è il “Sosta Tre Santi” Etna Bianco Brut, Metodo Classico Millesimato, Tenute Nicosia. Siamo a Trecastagni (Catania) e qui le uve da cui nasce questo spumante Etna DOC sono tutte da Nerello Mascalese, allevate ad alta quota su suoli vulcanici, molto ricchi di minerali: 36 mesi di affinamento sui lieviti in bottiglia, dosaggio zero, che raggiungono la gradevolezza di 11,5% vol. e tutta l’eleganza delle bollicine del vulcano.
Le uve
Principalmente, le uve sono coltivate a Monte Gorna, cono vulcanico dell’omonima contrada, e da altre contrade minori sul versante sud-orientale, che facilitano l’identificazione di un vero e proprio terroir della storica azienda siciliana. Siamo ad un’altitudine compresa tra i 650 e i 750 metri slm, con esposizione a Sud-Est e un microclima piuttosto temperato, seppur caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte.
Le uve sono raccolte rigorosamente a mano e accuratamente selezionate, seguendo la vinificazione in bianco del vitigno principe dell’Etna, sofficemente pressate e con una fermentazione di tre settimane a temperatura controllata. Il vino rimane in affinamento in vasche d’acciaio inox fino a primavera inoltrata, quando viene trasferito in bottiglia con i lieviti e prende il via così la seconda fermentazione. Qui trascorre almeno 36 mesi. Una volta esaurite le fasi di remuage, sboccatura, colmatura e confezionamento, rimane ad affinare in bottiglia per almeno altri 6 mesi, prima di essere messo in commercio.

Il vino
Il risultato è un prodotto gradevolissimo ed elegante, caratterizzato dal suo colore giallo paglierino brillante e, a tratti, scintillante, accompagnato da un perlage altrettanto fine. Al naso, si sprigiona un bouquet che conferma tutta la sua eleganza, ondeggiando tra i sentori floreali, tipici dell’Etna, e note di frutta siciliana e richiami anche alla frutta secca. Lievito e crosta di pane si fanno riconoscere con gradevolezza, per poi lasciare un intenso ingresso in bocca. Spicca subito la sua mineralità, covata dolcemente già dal suo nascere tra le sabbie vulcaniche. La nota acida è ottima, con una complessità armonica sorprendente e molto persistente, che richiama sempre a nuovi sorsi.
Il vulcano Etna, dunque, grazie anche al meticoloso lavoro di Tenute Nicosia, conferma la sua grandezza nelle bollicine anche negli abbinamenti a tavola. Questo spumante, infatti, è ideale per accompagnare antipasti di crudi di mare, crostacei, baccalà e pesci anche più grassi: una cernia o una ricciola. Può fungere da ottimo aperitivo, sposandosi benissimo anche con gustose fritture: pensiamo alle crispelle tipiche, con acciughe o ricotta. E, perché no, con il classico pane e mortadella, magari con salumi siciliani tipici dei Nebrodi.
Con questa prima etichetta di bollicine etnee, dunque, brindiamo al nuovo anno appena iniziato.


