Un bianco che racconta battaglie e finezza
L’eleganza è sottrazione. Di glamour, di firme, di affettazione e ostentazione.
Il buon gusto si afferma nella discrezione che senza moine dà forma a finezza, armonia, bellezza.
Il Campo del Soglio, San Martino della Battaglia DOC è un vino elegante.
Una denominazione minuscola, quasi dimenticata, nessuna esuberanza, molta discrezione.
Un profilo sensoriale in cui il preludio visivo, le note olfattive e quelle gustative si accordano per produrre una sequenza di piacevolezze senza eccessi e senza stonature.
Sbrilluccicano qui e lì i raggi luminosi nel bicchiere, rifratti in un giallo tenue ma deciso, luminoso e limpido. Inclinando il bicchiere può liberarsi un raggio verdolino (e qui al bevitore cinefilo sovviene Rohmer).
Profumi di fiori candidi, frutti del pari nivei che richiamano una soda morbidezza.
Anche nel ricordo, giorni dopo il sorso, permangono gli effluvi erbacei e, più sottili, le suggestioni di erbe aromatiche. Un soffio esotico – ananas, papaya – ravviva la percezione e dona un tocco di esuberanza contenuta.
Bevendo, la sofficità dell’alcol trova sponda in una spiccata sapidità che stuzzica ulteriori, indefiniti, sorsi. Ritornano i fiori e i frutti.
Come una poesia composta di sensazioni sopraffine, risuona di pienezza questo vino che persiste a lungo su note sapide, fruttose ed erbacee, recando gran piacere all’ingordo bevitore.
Ci si chiede, a questo punto, a che s’abbini il Campo del Soglio dell’azienda Podere Selva Capuzza.
Vien da rispondere: a una compagnia dai modi raffinati e dalle letture scelte.
La vicenda dell’abbinamento col cibo, del resto, è sopravvalutata e spesso fuorviante.
Perché il vino, in special modo, va bevuto in compagnia di persone, prima che di pietanze. Tutt’altro che necessarie, queste ultime, per appagarsi dei piaceri del vino.
La nostra bottiglia, per altro, accompagna per mano a scoprire un po’ di storia.
Nel 1859, Vittorio Emanuele II è sovrano del Regno di Sardegna, alleato della Francia di Napoleone III, in virtù dell’accordo segreto siglato a Plombières-les-Bains da Camillo Benso, conte di Cavour.
La Lombardia, come il Veneto, è sotto il controllo dell’Impero austriaco di Francesco Giuseppe.
L’esercito austriaco è stato sconfitto a Magenta ed è in ritirata, quando, sulle colline di San Martino e Solferino, a metà strada tra Mantova e Brescia, quasi casualmente e senza precise informazioni si scontra con le forze sardo-francesi.
La battaglia fu sanguinosissima. Si contarono circa 40.000 tra morti, feriti e dispersi.
L’esercito alleato ebbe la meglio, e la Lombardia fu ceduta dall’Impero austriaco alla Francia, che a sua volta la trasferì al Regno di Sardegna.
Fu una vittoria decisiva sulla strada dell’unificazione d’Italia, che si compirà due anni dopo, nel 1861.
Se proprio non dovesse scendere al caro lettore la compagnia della storia, ci sentiamo di suggerire una pietanza gentile e setosa, in cui dolcezza e cremosità siano protagoniste. Un tortino di porri e patate con fonduta di robiola, ad esempio.
Chi non fosse antispecista (legge QUI il magnifico pezzo di Francesca Luise ), invece, potrebbe virare su un filetto di gallinella di mare scottato, su vellutata di porri e burro.
Passando dalla storia all’enologia, San Martino della Battaglia è una DOC istituita nel 1970.
Il vitigno di riferimento è il Tocai Friulano, da impiegare almeno all’80%. Dal 2007, tuttavia, per decisione delle autorità europee, solo l’Ungheria può usare il nome “Tokaji”. Così, in questa zona, il vitigno viene indicato col suo nome locale: Tuchì.
L’area di produzione è tra le più piccole d’Italia, a cavallo tra Lombardia e Veneto, nella parte meridionale del lago di Garda, proprio sulle colline che fecero da campo di battaglia della seconda guerra d’indipendenza.
Si tratta di una piccola enclave vocata a un vitigno identitario, all’interno di una zona più ampia caratterizzata da vitigni e produzioni più eterogenee.
La produzione è estremamente limitata, anche per la delicatezza agronomica del vitigno.
L’azienda Podere Selva Capuzza e il suo Campo del Soglio ne rappresentano una delle espressioni più raffinate.
Un bicchiere di Campo del Soglio, San Martino della Battaglia DOC, dunque, offre sorsi di eleganza e di storia.
Per concludere: Campo del Soglio… what else?
Campo del Soglio, San Martino della Battaglia doc
Podere Selva Capuzza
annata in degustazione: 2022 – degustazione del 28 aprile 2025
Prezzo in enoteca: € 19


